Inverno mite ma incerto nelle precipitazioni
Le elaborazioni modellistiche indicano un inverno generalmente mite ma incerto per quanto riguarda le precipitazioni.
A dicembre, la mappa di anomalia del geopotenziale a 500 hPa (fig. 1) mostra pressioni superiori alla media sull’intero continente europeo, con valori più marcati sull’Europa continentale e meno accentuati sulla penisola scandinava; pressione minore invece a sudovest dell’Europa. Questa configurazione suggerisce la possibile presenza di depressioni che rimangono confinate sull’Europa settentrionale, lasciando condizioni generalmente stabili sul Piemonte; però quella pressione relativamente più bassa sulla parte sud-occidentale (verso il Maghreb) lascia aperta anche la possibilità all’ingresso di depressioni atlantiche nel bacino sud-occidentale del Mediterraneo, coinvolgendo almeno l’Italia più meridionale.
Per gennaio e febbraio, invece, si prevede un calo della pressione sull’Europa, con una decisa anomalia negativa sull’Atlantico settentrionale; mentre il geopotenziale temporaneamente risale invece sull’area scandinava. Tale situazione potrebbe permettere un po’ di più la discesa di saccature nord-atlantiche sull’Europa occidentale, Mediterraneo compreso, comportando un periodo di possibile maggior variabilità e instabilità anche per il Piemonte.
Pertanto, dopo un autunno caratterizzato da un deficit pluviometrico significativo rispetto alla tipica piovosità stagionale, l’instabilità, finora assente, potrebbe arrivare nel corso dell’inverno, intensificandosi soprattutto dal mese di gennaio.
Temperature
La Figura 2 mostra le mappe di anomalia di temperatura media mensile a 2 metri, prevista per i prossimi mesi (mappe ARPA Piemonte). Le zone grigie indicano un’affidabilità inferiore al 50%, le zone barrate un’affidabilità della previsione tra il 50 e il 70% e le restanti zone un’affidabilità maggiore del 70%. Le mappe rappresentano il valore mediano calcolato sui seguenti cinque modelli - CMCC, DWD, Meteo-France, ECMWF, ECCC, UK Met-Office, JMA, NCEP.
Le elaborazioni di Arpa Piemonte indicano un inverno generalmente mite, con temperature superiori alla media del periodo, previste per i prossimi 3 mesi (fig. 2). Tuttavia, all’interno di un segnale trimestrale prevalentemente caldo, saranno comunque probabili andamenti altalenanti, con anche momenti più freddi e sotto la media.
Nel dettaglio, per il mese di dicembre, la tendenza dominante, confermata dalla maggior parte dei modelli previsionali, è quella di un mese con temperature al di sopra della media climatologica. Ci aspettiamo, quindi, un'anomalia termica positiva o, in alcuni casi, anche marcatamente positiva. Questo quadro si inserisce nella configurazione sinottica attesa: gran parte dell’Europa sarà dominata da pressioni mediamente elevate, mentre le perturbazioni saranno confinate a latitudini più settentrionali, in particolare sulla penisola scandinava. Sul Piemonte, ciò si traduce nella previsione di condizioni meteorologiche generalmente stabili. Inoltre in inverno l’anomalia calda interessa più facilmente ed in misura più preponderante i livelli alti dell’atmosfera, e quindi le montagne piuttosto della pianura, creando inversione termica e deterioramento della qualità dell’aria nei bassi strati atmosferici.
Il segnale cambia leggermente a partire da gennaio e febbraio quando l’anomalia termica risulta più attenuata. I modelli si dividono in due gruppi quasi equivalenti: una metà non vede scostamenti dalla media, suggerendo temperature in linea con il periodo, mentre l'altra metà continua a indicare anomalie positive o, in minor misura, marcatamente positive. Questa evoluzione è coerente con il quadro sinottico previsto, che indica una diminuzione della pressione sull'Europa, con un segnale negativo più marcato sull'Atlantico settentrionale. Tale configurazione potrebbe favorire la discesa di saccature di origine nord-atlantica, capaci di convogliare aria più fredda verso il Mediterraneo e, di conseguenza, anche sul Piemonte.
Precipitazioni
La Figura 3 mostra le mappe di anomalia delle precipitazioni cumulate mensili, previste per i prossimi mesi (mappe ARPA Piemonte). Le zone grigie indicano un’affidabilità inferiore al 50%, le zone barrate un’affidabilità della previsione tra il 50 e il 70% e le restanti zone un’affidabilità maggiore del 70%. Le mappe rappresentano il valore mediano calcolato sui seguenti cinque modelli - CMCC, DWD, Meteo-France, ECMWF, ECCC, UK Met-Office, JMA, NCEP.
Le elaborazioni modellistiche di Arpa Piemonte presentano un’elevata incertezza per quanto riguarda la previsione delle precipitazioni che caratterizzeranno il prossimo inverno (fig. 3).
Per quanto riguarda le precipitazioni attese per i mesi di dicembre e gennaio, la situazione si presenta complessa e priva di un segnale previsionale prevalente. I modelli meteorologici, infatti, non convergono verso uno scenario comune, mostrando una marcata dispersione: parte dei modelli propende per un mese più secco della media, altri suggeriscono che le precipitazioni saranno in linea con la norma climatologica del periodo; qualche modello indica mesi più piovosi o addirittura molto più piovosi e i restanti non esprimono alcuna tendenza significativa.
Il mese di febbraio appare ancor più incerto, in quanto la maggior parte dei modelli non mostra nessun segnale prevalente e solo un terzo dei modelli indica un’anomalia negativa, con precipitazioni inferiori alla media.
In sintesi, l’ampia variabilità tra le proiezioni rende l'affidabilità della previsione sulle precipitazioni molto bassa, impedendo di definire con chiarezza se i mesi invernali che ci aspettano saranno prevalentemente secchi, piovosi o nella media.
Ad ogni modo, da questi scenari raffigurati, i mesi con maggior probabilità di precipitazioni parrebbero essere i primi due (dicembre e gennaio), segnale che rimarrebbe pure concorde con le indicazioni provenienti dall’andamento del vortice polare che pure riesce a influenzare l’evoluzione della stagione invernale sull’Europa: questo infatti è atteso essere più debole e lento tra dicembre e gennaio e quindi, invece di rimanere confinato alle sue latitudini polari, in questi primi due mesi potrebbe più facilmente scendere verso sud con temporanee incursioni di aria fredda e instabile.
Nevicate
Analogamente alle precipitazioni, le elaborazioni modellistiche di Arpa Piemonte mostrano un’elevata incertezza anche per quanto riguarda la previsione delle nevicate che caratterizzeranno il prossimo inverno (fig. 4).
Nonostante questa grande incertezza, analizzando i singoli modelli, possiamo dire che la maggioranza di essi vede un inverno povero di neve, con un segnale di nevosità relativamente più rilevante per dicembre e soprattutto sui settori nord-occidentali del Piemonte. Anche per i restanti mesi invernali, gennaio e febbraio 2026, la situazione non si discosta molto da quella di dicembre.
Questo può essere legato anche alle temperature più miti che potrebbero mantenere più alta la quota delle nevicate.
Tuttavia, il modello canadese, che per le precipitazioni vedeva un’anomalia positiva molto marcata, quindi un dicembre molto più piovoso della media con temperature in linea con il periodo, anche per le precipitazioni nevose vede un segnale positivo, con nevicate abbondanti, soprattutto sul settore settentrionale della regione.
Per saperne di più sulle PREVISIONI STAGIONALI
ARCHIVIO con le previsioni dei mesi passati
Allegati
Note
Ultima modifica 08 Dicembre 2025