Data di inserimento 15 Aprile 2026
L’informativa annuale di Snpa-Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente offre il quadro nazionale relativo alla qualità dell’aria nell’anno appena trascorso. Un rapporto sintetico elaborato ogni anno dagli esperti di Ispra e delle Agenzie ambientali di Regioni e Province autonome, che riassume i dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio presenti su tutto il territorio nazionale.
Si registra il rispetto del valore limite annuale (40 μg/m³ - microgrammi per metro cubo) del PM10 in tutte le regioni; nel 92% delle stazioni è rispettato anche il valore limite giornaliero (50 μg/m³ per la media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni in un anno). Criticità in diverse zone del Paese: nel bacino padano, nell’agglomerato Napoli-Caserta, nella zona della Valle del Sacco (in provincia di Frosinone). Isolati casi di violazione sono stati registrati anche nella pianura venafrana (in provincia di Isernia) e a Palermo. In generale, l’analisi statistica del decennio 2015-2024 mostra una decrescita significativa nel primo quinquennio e poi una situazione di stabilità.
Occorre considerare che i periodi di stagnazione atmosferica invernali (inversione termica a bassa quota, alta pressione livellata, assenza di precipitazioni, vento molto debole o assente) in alcune delle aree del Paese solitamente più critiche, sono stati frequenti e intensi nell’anno appena trascorso favorendo in diversi giorni il superamento della soglia prevista per il valore limite giornaliero di 50 μg/m³.
Come noto, ai superamenti giornalieri possono contribuire, in taluni casi, fenomeni naturali come gli eventi di intrusione al suolo di polveri provenienti dalle aree desertiche del Nord Africa, del Medio Oriente e della depressione caspica. La valutazione della frequenza e dell’intensità di questi fenomeni e quindi del contributo al numero di giorni di superamento per alcune regioni è attualmente in corso e sarà descritta nelle relazioni annuali sulla qualità dell’aria predisposte dalle Arpa/Appa maggiormente interessate nei prossimi mesi.
Il valore limite annuale del PM2,5 (25 μg/m³) è rispettato su quasi tutto il territorio nazionale. Per questo inquinante si osserva una riduzione media di circa il 14% dei livelli annuali registrati nel 2025 rispetto alla media del decennio 2015-2024.
Anche il valore limite annuale del biossido di azoto è rispettato nella larga maggioranza delle stazioni di monitoraggio (99%), sebbene sia da registrare il superamento in un numero limitato di stazioni, localizzate in grandi aree urbane in prossimità di importanti arterie stradali, nell’agglomerato di Milano, a Genova, Napoli, Catania e Palermo. Il valore limite orario è invece rispettato ovunque.
I primi dati sembrano confermare l'andamento osservato nel periodo 2015-2024, con una riduzione marcata e progressiva per il biossido di azoto, estesa alla maggior parte delle stazioni.
In larga parte del Paese si registrano ancora livelli di concentrazione di ozono superiori agli obiettivi previsti dalla legge (solo il 9% delle stazioni rispetta l’obiettivo a lungo termine, pari a 120 μg/m³ come valore più alto della media mobile giornaliera su otto ore). Le condizioni meteorologiche estive che hanno caratterizzato l’estate 2025, con caldo estremo e assenza di precipitazioni, hanno fatto registrare anche diffusi superamenti della soglia di informazione (180 μg/m³ per la media oraria) prevista a tutela della popolazione dall’esposizione acuta.
In sintesi, si può affermare che il 2025 ha confermato il trend di miglioramento della qualità dell’aria a livello nazionale.
- Lo scenario che introduce la nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, entrata in vigore il 10 dicembre 2024 e che dovrà essere recepita nell’ordinamento nazionale entro il 2026, indica la necessità di individuare e attuare rapidamente strategie aggiuntive rispetto a quelle già implementate, in grado di ridurre significativamente l’inquinamento atmosferico, tenuto conto del fatto che i livelli attuali sono superiori, in larga parte del Paese, ai valori limite della nuova direttiva, da rispettare entro il 1 gennaio 2030, e ai valori guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, che indica l’inquinamento atmosferico come uno dei maggiori rischi ambientali per la salute. La strada da percorrere è ancora lunga e richiede un’ulteriore - particolarmente rilevante - riduzione delle emissioni.
L’informativa annuale di Snpa mostra un trend di riduzione diffuso sul territorio e statisticamente significativo, che riguarda tutte le regioni coinvolte nelle procedure di infrazione Ue per superamenti di PM10 (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia) e per NO2 (Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia). Questo ha permesso il rientro nei limiti per il PM10 in Toscana, Umbria e Puglia e, per l’NO2, nelle zone agglomerato di Torino, Bergamo, Brescia, Firenze e Roma e nella zona A – Pianura ad elevata urbanizzazione, in Lombardia; si registra un progressivo avvicinamento alla conformità per le altre zone.
- PM10: la situazione in Italia nel 2025
- PM2,5: la situazione in Italia nel 2025
- NO2: la situazione in Italia nel 2025
- Ozono: la situazione in Italia nel 2025
In Piemonte
Come anticipato nella notizia del 4 gennaio scorso in Piemonte i livelli di concentrazione del biossido di azoto (NO₂) hanno fatto registrare una netta diminuzione nel corso degli ultimi decenni, trend che prosegue tutt’ora. In particolare nel 2025 per il biossido di azoto si è conseguito per la prima volta il rispetto su tutto il territorio regionale del valore limite della media annuale per la protezione della salute, stabilito dal D.Lgs. 155/2010.
L’analisi dei dati del particolato atmosferico evidenzia concentrazioni medie annuali di PM10 in linea con l’anno 2024 mentre le giornate di superamento del valore limite giornaliero del PM10 sono in netto calo rispetto a quelle degli anni precedenti. In particolare, il numero di giornate massimo consentito (35 giorni/anno) con concentrazioni superiori al valore limite di 50 µg/m3, è stato rispettato in 29 punti misura su 33 valutati rispetto ai 25 punti del 2024 e ai 30 del 2023.
La relazione: Prime valutazioni sulla qualità dell'aria in Piemonte nel 2025
Gli indicatori relativi al particolato PM2.5 sono calcolati sulle stazioni della rete regionale che presentano una percentuale di dati validi superiore al 90% fino al 2022 e all’85% a partire dal 2023.
Per il particolato atmosferico PM2.5 il D.Lgs.155/2010 fissa un limite annuale pari a 25 μg/m3.
Nel 2025 tale limite è stato ampiamente rispettato in tutte le 26 stazioni fisse che monitorano questo inquinante utilizzando analizzatori automatici che registrano in continuo i livelli di concentrazione. I dati dei gravimetrici non sono al momento disponibili perché sono in corso approfondimenti tecnici e verranno pubblicati appena concluse le verifiche.
Si tratta dell’ottavo anno consecutivo in cui il limite è rispettato in tutto il territorio regionale.
Le concentrazioni medie annue risultano minori o uguali a quelle del 2024 nel 66% delle stazioni e nel 67% rispetto alle medie del 2023.
Per maggiori dettagli la notizia dedicata al particolato sospeso PM2,5.
E' sempre possibile consultare i dati sulla qualità dell'aria, aggiornati quotidianamente, sul sito dell'Agenzia a questi link:
- Qualità dell'aria, indicatori di legge da inizio anno
- Qualità dell'aria, dati degli ultimi 30 giorni per stazione
- Dati osservati e previsti su mappa
Arpa Piemonte ha anche a disposizione l'App Aria+Piemonte che diffonde i dati di qualità dell'aria prodotti dall'Agenzia attraverso le misurazioni delle stazioni del Sistema Regionale di Rilevamento della Qualità dell’Aria e le simulazioni modellistiche prodotte dal Sistema Modellistico Regionale di Qualità dell’Aria, per i parametri PM10, PM2.5, NO₂ e O₃.
Inoltre, sono visualizzati i livelli del protocollo operativo per l’attuazione delle misure urgenti antismog (semaforo) adottato dalla Regione Piemonte per prevenire l’eventuale occorrenza dei superamenti del valore limite giornaliero di PM10.
Note
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Ultima modifica 15 Aprile 2026