Arpa Piemonte ha accompagnato la Carovana dei ghiacciai al Rifugio Gastaldi

Nell’ambito delle attività istituzionali dell’Agenzia, l'attuazione di programmi di divulgazione e di educazione ambientale riveste un ruolo primario per la costruzione di saperi e competenze capaci di accompagnare verso una nuova consapevolezza dei cambiamenti climatici ed ambientali in atto.

In tale contesto, i bacini glaciali della Bessanese e della Ciamarella nel comune di Balme (TO) hanno visto Arpa Piemonte accompagnare la Carovana dei Ghiacciai nella sua tappa finale. La Carovana, organizzata da Legambiente, è una campagna internazionale realizzata con il supporto scientifico della Fondazione Glaciologica Italiana e in collaborazione con CIPRA Italia, con l’obiettivo di accendere la consapevolezza e di raccontare gli studi, i monitoraggi, le esperienze delle trasformazioni dell’ambiente glaciale alpino attraverso escursioni, convegni, attività artistiche.

In questa VI edizione sono stati visitati ghiacciai dall’Aletsch in Svizzera, il più esteso delle Alpi, allo Zugspitze in Germania, all’Adamello, Ventina e Solda in Italia, per concludere nel gruppo Bessanese-Ciamarella nelle Valli di Lanzo.

Le attività sono iniziate sabato 30 agosto con un convegno a Balme (TO) con a tema gli eventi di instabilità nelle Alpi, in cui sono intervenuti oltre a Secondo Barbero,  direttore generale di Arpa Piemonte,  Gianni Mortara della Fondazione Glaciologica Italiana, CNR IRPI e Marco Giardino vicepresidente Fondazione Glaciologica Italiana Università di Torino.

Spiega Secondo Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte "Se fondamentale è lo studio attivo della criosfera per monitorare l’effetto dei cambiamenti climatici e mappare l’aumento dei rischi per la stabilità del territorio, l’alterazione degli ecosistemi e del ciclo dell’acqua, altrettanto importanti sono le campagne di informazione e sensibilizzazione sull’attuale situazione, sulle cause che stanno generando i cambiamenti per orientare le azioni e i comportamenti individuali e collettivi.  Arpa Piemonte è pertanto impegnata nello studio con rigore scientifico dei fenomeni attraverso il lavoro dei propri esperti ed è lieta di poter collaborare alle iniziative come queste portato la propria competenza ed il contributo tecnico del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale di cui fa parte.
Le campagne indicano che i ghiacciai piemontesi oltre a mostrare segni di contrazione, con una diminuzione di spessore ed estensione dovuta alla minore neve invernale ed al maggiore caldo estivo, accusano un aumento della copertura di detriti sui ghiacciai, conseguenza dei crolli rocciosi dalle pareti anche in conseguenza della degradazione del permafrost. Registriamo quindi un aumento della frequenza e dell'intensità dei processi di dissesto alle quote più elevate che in alcuni casi possono anche impattare sui territori di valle con l'inevitabile aumento dell'esposizione al rischio per infrastrutture e  insediamenti".

Domenica 31 agosto si è svolta la salita al Rifugio Gastaldi, 2659 m, nel cuore delle montagne della Val d’Ala di Lanzo. L’area è un grande laboratorio naturale e nel Rifugio Vecchio è stata adibita la “Saletta del Presente” quale luogo per la ricerca, la formazione e la divulgazione delle scienze applicate agli ambienti alpini di alta quota e agli effetti dei cambiamenti climatici; per una più profonda consapevolezza e tutela, qui cooperano Arpa Piemonte, CNR-IRPI, CAI Torino, CAI Piemonte, Museo Nazionale della Montagna.

Lezione all’interno della Saletta del Presente al Rifugio Gastaldi
Lezione all’interno della Saletta del Presente al Rifugio Gastaldi

I tecnici del CNR-IRPI, della Fondazione Glaciologica Italiana e di Arpa Piemonte hanno accompagnato un folto gruppo illustrando la dinamica e gli elementi morfologici dell’ambiente glaciale e periglaciale dal Pian della Mussa alla Bessanese. Attraverso gli studi e i monitoraggi condotti nell’area del rifugio, è stato fornito un quadro di come l’ambiente glaciale di alta montagna sta rispondendo ai cambiamenti climatici in atto; la deglaciazione e la riduzione del permafrost rappresentano le cause dei numerosi processi di instabilità naturale che si originano alle alte quote.

I cambiamenti del ghiacciaio della Ciamarella, dal 1927 a oggi (foto Bosica, Legambiente; foto storica CGI)
I cambiamenti del ghiacciaio della Ciamarella, dal 1927 a oggi (foto Bosica, Legambiente; foto storica CGI)

Il CNR-IRPI ha istituito qui un’area sperimentale attrezzata di alta quota, dove svolgere attività di ricerca, di sperimentazione, di formazione e di divulgazione (https://geoclimalp.irpi.cnr.it/bacino-della-bessanese/). Arpa Piemonte conduce annualmente una campagna glaciologica, d’intesa con la Fondazione Glaciologica Italiana, al fine di documentare le trasformazioni dell’ambiente glaciale e periglaciale regionale (https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/ghiacciai). Il monitoraggio consiste nella valutazione dello stato complessivo dei ghiacciai, della presenza di aree collassate, di dissesti che coinvolgono direttamente i corpi glaciali, di laghi di neoformazione e di eventuali situazioni di evidente pericolo. I risultati sono pubblicati online in relazioni annuali e le informazioni cartografiche sono disponibili sul geoportale di Arpa Piemonte.

Ghiacciai Bessanese e Ciamarella: sotto osservazione l'ambiente glaciale piemontese

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    Ultima modifica 04 Settembre 2025