Il telelavoro presso gli enti pubblici è stato introdotto dall’art. 4 della Legge n. 191 del 16 giugno 1998 che prevede che le amministrazioni pubbliche possano avvalersi di forme di lavoro a distanza; le modalità organizzative sono state disciplinate dal regolamento adottato con Decreto del Presidente della Repubblica n. 70 dell’8 marzo 1999.
La contrattazione collettiva (CCNQ 23 marzo 2000 “Accordo quadro sul telelavoro” e l’art. 36 CCNL 20 settembre 2001 per il comparto Sanità) ha poi introdotto una specifica disciplina economica e normativa.
Ai sensi della normativa sopra richiamata vengono distinte due diverse tipologie di telelavoro:
a. telelavoro domiciliare, che comporta la prestazione dell’attività lavorativa dal domicilio del dipendente;
b. altre forme di lavoro a distanza come il lavoro decentrato da centri satellite, i servizi di rete e altre forme flessibili anche miste, ivi comprese quelle in alternanza, che comportano l'effettuazione della prestazione in luogo idoneo e diverso dalla sede dell’ufficio al quale il dipendente è assegnato.
Dal telelavoro al lavoro agile (smart-working)
Al fine di favorire ulteriormente la conciliazione dei tempi di vita e lavoro del lavoratore dipendente, l’art. 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124 (c.d. Legge Madia) prevede che le amministrazioni pubbliche adottino misure organizzative per l'attuazione del telelavoro e per la sperimentazione di nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa (c.d. lavoro agile o smart-working), nei limiti delle risorse di bilancio disponibili e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Viene posto l’obiettivo di consentire entro 3 anni ad almeno il 10 per cento dei dipendenti che ne faccia richiesta di avvalersi di nuove forme di conciliazione vita-lavoro.
Indirizzi per l’attuazione dell’art. 14 della Legge Madia sono stati dettati dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3 del 1 giugno 2017, contenente linee guida in materia di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Le Amministrazioni pubbliche sono chiamate ad adottare un’organizzazione del lavoro non più incentrata sulla presenza fisica ma sui risultati misurabili e sulla performance.
Il contesto normativo si completa con la disciplina del lavoro agile di cui al capo II della Legge 22 maggio 2017, n. 81 applicabile anche al settore pubblico. La legge definisce il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro; nello specifico la prestazione è eseguibile in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale.
Il telelavoro in Arpa
Nel 2009 su proposta dell’allora Comitato Pari Opportunità, Arpa Piemonte con Decreto del Direttore Generale n 101 del 5/10/2009 aveva attivato per un singolo caso la sperimentazione di telelavoro a domicilio.
La rendicontazione positiva dell’esperienza e la considerazione delle difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita/lavoro derivanti dall’articolazione territoriale dell’Agenzia a livello regionale, avevano indotto il Comitato a presentare all'Amministrazione una proposta di estensione del telelavoro in ARPA Piemonte, nell’ottica di favorire una politica aziendale orientata alla cultura di genere ed alla conciliazione dei tempi vita lavoro.
L’amministrazione aveva recepito la proposta adottando con decreto del Direttore Generale n. 17 del 28 febbraio 2012 il primo regolamento sul telelavoro di Arpa Piemonte.
Attualmente in Arpa Piemonte il telelavoro è disciplinato dal regolamento approvato con decreto del Direttore Generale n. 40 del 1 giugno 2017, nella cui stesura è stato coinvolto il CUG e che sostituisce il regolamento precedente.
Mentre il regolamento precedente prevedeva l’accesso al telelavoro a domicilio solo per il personale che si trovava in determinate condizioni di invalidità proprie o di parenti, il nuovo regolamento estende la platea dei potenziali beneficiari a tutto il personale del comparto, considerando nell’assegnazione dei posti disponibili prioritarie le condizioni di invalidità.
Il nuovo regolamento prevede inoltre che, preliminarmente all’emissione del bando, l’ufficio tecnico individui le postazioni di lavoro attivabili sia per il telelavoro a domicilio che per quello a distanza.
L’assegnazione al telelavoro decorrerà dal 1 ottobre di ciascun anno per una durata di 12 mesi.
E’ previsto un osservatorio, al quale parteciperà anche il CUG, con compiti propositivi, di verifica e di consultazione.
Progetti di telelavoro
CLIVIA Conciliazione Lavoro Vita Arpa
Tra il 2012 e il 2013 Arpa Piemonte ha ricevuto un finanziamento regionale per la realizzazione del progetto denominato "CLIVIA Conciliazione Lavoro Vita Arpa", approvato con Decreto del Direttore Generale n. 93/2012 con il quale è stato introdotto il telelavoro in Agenzia.
Nell’ambito del progetto sono stati, tra l’altro, predisposti dei questionari (rivolti al personale in telelavoro, ai colleghi e al diretto responsabile) per individuarne i punti di forza e le eventuali criticità delle modalità di fruizione del telelavoro.
Il progetto si è concluso nel 2013 con la redazione del rapporto tecnico conclusivo: "RELAZIONE TECNICA PROGETTO CLIVIA".
Clivia in progress
Nel 2016 la Direzione Regionale “Coesione Sociale, Settore Politiche per le famiglie, giovani e migranti, pari opportunità e diritti” ha indetto un bando per la concessione di contributi finalizzati alla realizzazione di formule organizzative di lavoro decentrato per introdurre e/o rafforzare modelli flessibili di telelavoro di cui alla determinazione dirigenziale 15.07.2016 n. 463.
Arpa Piemonte ha presentato la propria candidatura con il progetto "Clivia in progress" (pensato quale sviluppo del precedente progetto CLIVIA) ed è stata ammessa al contributo regionale di € 17.015,50 a fronte di un costo totale del progetto di € 28.604,06.
Il progetto, redatto in sinergia tra CUG e Struttura Sistemi informativi e servizi informatici, ha come obiettivo il rafforzamento dell’istituto del telelavoro oggi in essere attraverso il potenziamento della piattaforma tecnologica ed informatica. Nello specifico è prevista l’acquisizione di strumentazione hardware e software anche al fine di un ampliamento del numero delle attuali postazioni.
L’orizzonte temporale del progetto si estende per la durata di un anno; le attività sono state avviate il 28 marzo 2017 e si sono concluse il 27 marzo 2018.
Il progetto ha contemplato anche la sperimentazione di nuove forme delocalizzate di lavoro per brevi periodi.
Nel rapporto tecnico conclusivo è rappresentata l'attività complessiva del progetto: RELAZIONE TECNICA e relativo Allegato del PROGETTO CLIVIA IN PROGRESS.