Quali sono gli obblighi per gli impianti a legna?

È necessaria la seguente documentazione:

-           dichiarazione di Conformità secondo DM 22 gennaio 2008 n. 37 (completa quindi di progetto, relazione materiali utilizzati, schema impianto e certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico professionali) per impianti realizzati dopo il 13/03/1990. In mancanza della “Dichiarazione di Conformità” per gli impianti installati fino al 27/03/2008 può essere prodotta, in sostituzione, la “Dichiarazione di Rispondenza” sempre secondo DM 22 gennaio 2008 n. 37.

-           libretto di impianto (compresa la compilazione elettronica on-line sul Catasto degli Impianti Termici), ed i Rapporti di manutenzione con registrati gli interventi da parte di imprese abilitate ai sensi dell’art. 7 comma 1 del Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n. 192 e degli art. 7 - 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013 n. 74.

-           rapporto di manutenzione a partire dalla potenza di 10 kW

Il riferimento per l'analisi di combustione per gli impianti a legna è la UNI 10389:2-2022

Installazione e manutenzione

La prima regola per il buon funzionamento dell’apparecchio di riscaldamento domestico a biomasse è l’installazione a regola d’arte, effettuata da una ditta abilitata ai sensi del d.m. 22 gennaio 2008 n. 37, che rilasci al committente a fine lavori la Dichiarazione di Conformità. Il dimensionamento dell’impianto, la geometria e l’altezza della canna fumaria, sono elementi fondamentali per il funzionamento ottimale.

In secondo luogo, la manutenzione periodica regolare sia ordinaria (pulizia della camera di combustione, rimozione delle ceneri, controllo del tiraggio), che straordinaria (pulizia del canale da fumo e della canna fumaria a opera di tecnici qualificati), giocano un ruolo fondamentale per il buon funzionamento dell’impianto e quindi la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera.”

La frequenza per le operazioni di manutenzione periodica è quella indicata nelle istruzioni del fabbricante e dell'installatore. In mancanza la frequenza è quella della tabella al punto 8.2 della UNI 10683/2012.

Le operazioni di manutenzione devono essere indicate sui rapporti tecnici che rilascia il manutentore e devono essere registrate sul Libretto di impianto.

Combustione del legno

Un importante fattore da considerare nella combustione del legno è la qualità della materia prima e in particolare il tenore idrico del combustibile che si esprime in termini percentuali in due modi:

  1. umidità del legno anidro (u) che esprime la massa di acqua presente in rapporto alla massa di legno anidro secco.
  2. contenuto idrico del legno (M) che esprime la massa di acqua presente in rapporto alla massa di legno fresco.

     

Il legno normalmente non si trova allo stato anidro, ma ha un contenuto idrico (M) variabile, a seconda del periodo di stagionatura all’aria, tra il 60 % e il 15 %.

Per la legna da ardere esistono delle norme specifiche di riferimento per le definizioni delle classi, come, ad esempio, la UNI EN ISO 17225-5.

La classe più performante (A1) in queste norme prevede un contenuto idrico (M) nel cippato inferiore o uguale al 10 % per essiccatura effettuata artificialmente oppure inferiore o uguale al 25 % per essiccatura effettuata normalmente.

Per ottenere quindi una buona combustione è importante utilizzare della legna che abbia un contenuto idrico inferiore al 20 %.

Un elevato contenuto idrico aumenta le emissioni in atmosfera nonché riduce il potere calorifico della legna e il rendimento del generatore.

Nel ciclo di funzionamento dell’apparecchio le fasi di accensione e spegnimento (i cosiddetti transitori) sono quelle in cui si formano elevate quantità di inquinanti nei fumi, non essendo state ancora raggiunte le condizioni ottimali di combustione. Nell’ottica di un utilizzo sistematico delle biomasse per il riscaldamento e la produzione dell’acqua sanitaria, andrebbero limitati il più possibile i transitori.

Poiché la fase più inquinante, e in generale delicata dal punto di vista termodinamico, è quella della gassificazione e della combustione dei composti volatili, grande attenzione deve essere posta anche alla ricarica della camera di combustione una volta che il fuoco sia stato acceso. Bisognerà infatti evitare di mettere troppa legna, cercando di aggiungere i nuovi tronchetti sulle braci, avendo sempre cura di non riempire troppo la camera di combustione e, potendo, di separare tra di loro i tronchetti aggiunti, in modo da esporre al calore quanta più superficie possibile.

Anche la dimensione dei tronchetti di legna da ardere andrebbe ridotta il più possibile in modo da aumentare la superficie di contatto combustibile-comburente, ottimizzare lo scambio energetico e ridurre le emissioni inquinanti.

N.B. Il d.lgs. 152/2006 (Testo Unico sull’Ambiente) il non prevede la possibilità di utilizzare gli imballaggi come combustibile (tipo pallet…) anche se di legna pulita, in quanto nell’Allegato X sezione 2 lettera f indica di utilizzare “legna da ardere alle condizioni previste nella parte II sezione 4”.

I valori di emissione degli impianti termici civili aventi potenza termica nominale maggiore di 35 kw devono essere controllati almeno annualmente dal responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto (art. 286 comma 2 DLgs 152/06). I valori limite di emissione che devono essere rispettati sono indicati nella parte III dell'Allegato IX alla parte V del DLgs 152/06.

Ultima modifica 22 Maggio 2024