InSAR
Il SAR (Synthetic Aperture Radar = Radar ad Apertura Sintetic) è una tecnica di telerilevamento attiva: un'antenna emette una radiazione che, una volta raggiunta la superficie, viene riflessa e catturata dallo stesso sensore. Le antenne SAR posso essere posizionate a terra, su satelliti o su dispositivi aerei. Negli ultimi decenni la quantità di satelliti in orbita dotati di antenne SAR è cresciuta notevolmente. I primi ad essere lanciati in orbita sono stati i satelliti ERS nel 1991, più recentemente l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha lanciato due satelliti gemelli, denominati Sentinel-1A e Sentinel-1B posizionandoli in modo tale da garantire un periodo di rivisitazione di soli 6 giorni.
L’utilizzo di due o più immagini SAR permette di ottenere l’Interferometria differenziale (DInSAR). Il risultato è rappresentato da un interferogramma che riporta la variazione di fase dei segnali radar tra le due epoche di acquisizione. Questa tecnica può essere utilizzata sia per realizzare modelli digitali di elevazione, sia per ottenere mappe della deformazione superficiale (particolarmente evidenti, ad esempio, a seguito di un terremoto), capaci di raggiungere una precisione millimetrica.
Una specifica tipologia della tecnica DInSAR prende il nome di Persistent Scatterer InSAR. Si basa sull'utilizzo di numerose immagini SAR per l'ottenimento di serie temporali associate a riflettori consistenti nel tempo. I riflettori sono oggetti che si mantengono coerenti lungo l'intero periodo di studio e che si possono identificare in tutte le immagini della serie temporale. I movimenti che vengono registrati sono dell’ordine del mm/anno e trovano applicazione in vari campi (dal monitoraggio dei fenomenti franori, allo studio delle subsidenza, al monitoraggio di infrastrutture). Nell’ambito del programma Copernicus, il servizio EGMS (European Ground Motion Service) rende disponibili i dati dei Persistent Scatterer con una serie storica di 5 anni per l’intero territorio europeo.
I dati acquisiti dalla costellazione Sentinel e i prodotti EGMS sono a libero accesso tramite il programma Copernicus.