Gli aspetti generali relativi alla caratterizzazione della qualità ambientale della componente Rumore e Vibrazioni ricondotti ai contenuti del DPCM 27/12/1988 (all.2 art.5 punto G) sono stati superati, abrogati e integrati nella Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e s.m.i.
Il punto G del vecchio DPCM richiedeva una descrizione prettamente fisica e settoriale (i livelli sonori di fondo, la localizzazione dei ricettori, le sorgenti di rumore e le vibrazioni indotte). Nel moderno quadro normativo della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), questa impostazione è stata integrata con un approccio incentrato sulla salute pubblica, sugli ecosistemi e sull'analisi previsionale avanzata.
L'Allegato VII del T.U.A. individua i contenuti obbligatori dello Studio di Impatto Ambientale (SIA). Per quanto riguarda rumore e vibrazioni, il focus si è spostato dall'analisi della singola componente fisica alla stima globale degli effetti nocivi:
- Effetti sulla salute umana e biodiversità: Le emissioni acustiche e vibrazionali non sono più parametri isolati, ma vanno misurate in funzione del disturbo e del danno arrecato alla popolazione (salute umana) e alla fauna.
- Analisi degli effetti cumulativi: È utile stimare l'impatto acustico complessivo sommando le emissioni del progetto a quelle di altre infrastrutture o attività antropiche già esistenti o autorizzate nell'area di studio.
Rumore
Il D.Lgs. 152/2006 agisce in stretta sinergia con la Legge Quadro sull'inquinamento acustico n. 447/1995. Nella stesura del SIA attuale, i parametri tecnici richiesti devono dimostrare il rispetto di:
- Piani di Classificazione Acustica Comunale (Zonizzazione).
- Valori limite di emissione, di immissione (assoluti e differenziali) e di attenzione stabiliti dal DPCM 14/11/1997
- Decreti infrastrutturali specifici (es. DPR 142/2004 per il rumore stradale, DPR 459/1998 per quello ferroviario)
Vibrazioni
Con il Testo Unico e la moderna giurisprudenza ambientale, l'analisi delle vibrazioni ha assunto una dignità tecnica propria e separata dal rumore:
- Fase di cantiere ed esercizio: Il proponente deve presentare uno studio specifico sulle vibrazioni indotte sia dai macchinari di cantiere (scavi, palificazioni) sia dal futuro esercizio (es. passaggi di treni, traffico pesante, impianti industriali).
- Standard tecnici: La valutazione previsionale deve fare riferimento alle norme tecniche italiane ed internazionali (es. UNI 9614 per il disturbo alle persone negli edifici e UNI 9916 per i criteri di potenziale danno alle strutture)
Note
Ultima modifica 04 Giugno 2026