Inquinamento luminoso

Con il termine inquinamento luminoso si intende qualunque alterazione della quantità naturale di luce presente di notte nell’ambiente esterno, al di fuori degli spazi dove è necessario illuminare, a seguito di immissione di luce artificiale. In particolare con inquinamento luminoso in senso più stretto si intendono gli effetti della dispersione nel cielo notturno di luce prodotta da sorgenti artificiali (come impianti di illuminazione notturna). Rientra nell’inquinamento luminoso anche l’inquinamento ottico; termine con il quale si intende l’indebita diffusione di luce artificiale in aree di accesso della popolazione.

L’inquinamento luminoso è prodotto sia dall’immissione diretta di flusso luminoso verso l’alto (tramite apparecchi mal progettati, mal costruiti o mal posizionati), sia dalla diffusione di flusso luminoso riflesso da superfici e oggetti illuminati con intensità superiori a quanto necessario ad assicurare la funzionalità e la sicurezza di quanto illuminato.

Le principali sorgenti di inquinamento luminoso sono gli impianti di illuminazione esterna notturna, quali impianti di illuminazione pubblici, stradali, privati, di stadi, di complessi commerciali e fari rotanti. In alcuni casi, l’inquinamento luminoso può essere prodotto anche da illuminazione di ambienti interni che causa anche l’irradiamento di aree esterne, come l’illuminazione di vetrine di esercizi commerciali

L’effetto più evidente e significativo dell’inquinamento luminoso è l’aumento della brillanza del cielo notturno e la perdita della possibilità di percepire l’Universo attorno a noi.

L’attività di Arpa si esplica nei seguenti servizi:

  • Supporto agli enti locali nella valutazione dei progetti illuminotecnici per verificare la conformità degli impianti alle norme UNI e CEI come prescritto dalla legge regionale
  • Valutazione dei livelli di immissione di radiazione ottica dovuta a sorgenti artificiali sia in ambiente esterno sia in ambiente domestico, su segnalazione degli enti competenti (anche a seguito di esposti dei cittadini). Le sorgenti generalmente oggetto di valutazione sono le insegne luminose pubblicitarie installate in prossimità della carreggiata (che possono essere causa di abbagliamento agli automobilisti) e gli impianti di illuminazione pubblica o privata la cui luce emessa entra nei locali abitativi arrecando fastidio (luce molesta).
  • Caratterizzazione in laboratorio della strumentazione (verifica della taratura e misura della risposta spettrale) per la misura dell’illuminamento (luxmetri e luminanziometri).

Normativa di riferimento

Regionale:

- Legge regionale n. 31 del 24 marzo 2000. Disposizioni per la prevenzione e lotta all’inquinamento luminoso e per il corretto impiego delle risorse energetiche, modificata con la legge 8 del 23 marzo 2004

-Deliberazione della giunta regionale 20 novembre 2006, n. 29-4373. Art. 8 l.r. 24 marzo 2000 n.31” Disposizioni per la prevenzione e lotta all’inquinamento luminoso e per il corretto impiego delle risorse energetiche” Individuazione delle aree sensibili all’inquinamento luminoso

La legge regionale n. 31 demanda alle Province la definizione di apposite linee guida per l’applicazione della legge stessa (art.5) con particolare riguardo alle norme tecniche dell’Ente italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettronico italiano (CEI) che definiscono i requisiti di qualità dell’illuminazione stradale e delle aree esterne in generale per limitare l’inquinamento luminoso. Ad oggi sono state emanate le seguenti linee guida:

- Provincia di Torino. Linee guida per l’applicazione della l.r. 31/2000: Indirizzi e disposizioni per la prevenzione e la lotta all’inquinamento luminoso e per il corretto impiego delle risorse energetiche (2003)

- Provincia di Novara. Piano energetico provinciale. Linee guida per l’applicazione della l.r. 31/2000 in tema di lotta all’inquinamento luminoso e di risparmio energetico

Recentemente è stata avanzata una proposta di modifica (n.89 del 10 novembre 2010) della legge regionale finalizzata al perfezionamento della stessa, introducendo nuovi elementi volti a realizzare la ratio di lotta all’inquinamento luminoso e riduzione dei consumi delle risorse energetiche. Tale proposta è in fase in analisi

 

Documentazione

Illuminazione esterna

UNI 11248 Illuminazione stradale (2007)

UNI EN 13201-2 Illuminazione stradale. Parte 2: Requisiti prestazionali (2004)

UNI EN 12464-2 Luce e illuminazione. Illuminazione dei posti di lavoro. Parte 2: Posti di lavoro in esterno

Tali norme Uni stabiliscono i requisiti illuminotecnici minimi, in termini di grandezze fisiche quali illuminamento e luminanza, degli apparecchi per l’illuminazione stradale e per i luoghi di lavoro in esterno al fine di garantire la sicurezza. D’altro canto alcune leggi regionali (non ancora quella del Piemonte, già la proposta di modifica) stabiliscono che tali requisiti minimi non devono essere superati, in quanto sufficienti a garantire la sicurezza, al fine di non sovra illuminare e contenere l’impatto luminoso.

Inquinamento luminoso

UNI 10819. Impianti di illuminazione esterna. Requisiti per la limitazione della dispersione verso l’alto del flusso luminoso (1999)

CIE 150. Guide on the limitation of the effects of intrusive light from outdoor lighting installations

 

Link

http://cielobuio.org/

http://www.uai.it – Unione astrofili italiani

http://www.aidiluce.it – Associazione italiana di illuminazione

Note

    Ultima modifica 07 Giugno 2024