- Tema
- Amianto
Le attività di rimozione dei materiali contenti amianto comportano la produzione di rilevanti quantità di rifiuti che devono essere gestiti in condizioni di sicurezza per gli operatori e per l’ambiente.
Si possono avere diversi tipi di rifiuti contenenti amianto che, a seconda delle loro caratteristiche, possono essere conferiti nelle seguenti tipologie di discarica:
a) discarica per rifiuti pericolosi, dedicata o dotata di cella dedicata;
b) discarica per rifiuti non pericolosi, dedicata o dotata di cella dedicata.
Nel seguito si tratteranno esclusivamente i rifiuti generati da attività di rimozione di manufatti in cemento-amianto (nome commerciale: eternit), costituiti generalmente da lastre di copertura e tubazioni, molto utilizzati in edilizia.
Questi rifiuti rientrano tra i “materiali da costruzione contenti amianto” codice EER 17.06.05 e pur essendo un rifiuto pericoloso, considerato che le fibre sono inglobate in una matrice compatta ne è ammesso il conferimento in discarica per rifiuti non pericolosi dedicata o con cella monodedicata.
È importante che sul territorio siano disponibili discariche in grado di ricevere questo tipo di rifiuti a costi accettabili per evitare abbandoni incontrollati che possono risultare pericolosi per la salute e comportare costi, dovuti alle attività di raccolta e smaltimento, a carico della collettività.
DISCARICA PER MATERIALI DA COSTRUZIONE CONTENTI AMIANTO
Le discariche vengono realizzate seguendo i criteri costruttivi definiti nel Decreto Legislativo 13/01/2003 n. 36 ora aggiornato con Decreto Legislativo 03/11/2020 n. 121.
L'ubicazione e le caratteristiche costruttive di una discarica devono soddisfare le condizioni necessarie ad impedire l'inquinamento del terreno, delle acque sotterranee e delle acque superficiali.
Al fine di garantire l'isolamento del corpo dei rifiuti dalle matrici ambientali, la discarica deve rispondere ai seguenti requisiti tecnici:
- sistema di regimazione e convogliamento delle acque superficiali;
- sistema barriera di fondo e delle sponde della discarica;
- impianto di raccolta e gestione del percolato;
- sistema di copertura superficiale finale della discarica.
In modalità programmata vengono eseguiti monitoraggi e analisi sulle varie matrici aria (qualità dell’aria, fibre areodisperse) e acqua (acque di ruscellamento, acque sotterranee, percolato).
Per questo motivo in fase di allestimento viene dotata di una rete di pozzi di monitoraggio per le acque sotterranee.
Le discariche destinate unicamente al ricevimento di rifiuti da costruzione contenenti amianto risultano le più facili da gestire e sono quelle che hanno la minor ricaduta sull’ambiente circostante, essendo coltivate con materiale inerte.
Quando si parla di discariche di solito si definiscono “discariche controllate”, in quanto il legislatore ha previsto in tutte le fasi quali la costruzione, la coltivazione, la post chiusura che il gestore debba eseguire una serie di monitoraggi su tutte le matrici ambientali e sui rifiuti conferiti, comunicandone i risultati agli Enti, autorizzante e di controllo.
È prassi dei gestori chiedere e ottenere le certificazioni ambientali ISO 14000 e EMAS, che prevedono adeguamenti e affinamenti richiesti dall’ente certificatore.
Gli Enti autorizzanti e gli Enti di controllo di concerto provvedono ad eseguire rispettivamente verifiche di tipo amministrativo e sopralluoghi ed accertamenti analitici, da cui possono scaturire prescrizioni atte a migliorarne la gestione.
Il gestore è tenuto ad adottare le opportune azioni correttive quando si rilevino situazioni anomale.
La normativa prevede che i dati ambientali siano pubblici e di libero accesso da parte di qualsiasi cittadino.
I manufatti in cemento amianto vengono conferiti in discarica in bancali sigillati con materiale plastico oppure in big bag omologati inoltre nel corso della rimozione sono trattati con “incapsulante” ossia una sostanza in grado di bloccare il rilascio di fibre.
Tali cautele evitano la possibilità di dispersione di fibre di amianto durante le attività di rimozione dei materiali dagli edifici e durante il trasporto ed il posizionamento in discarica.
Per le discariche che accettano rifiuti contenenti amianto, la distanza dai centri abitati in relazione alla direttrice dei venti dominanti deve essere oggetto di specifico studio, al fine di evitare qualsiasi possibile trasporto aereo delle fibre verificando che la direttrice dei venti dominanti sia chiaramente indirizzata verso zone differenti da quelle di ubicazione del centro abitato.
PROCEDURA DI GESTIONE DEI RIFIUTI CONFERITI IN DISCARICA
I rifiuti all’interno della discarca devono essere gestiti in modo da evitare ogni rischio di dispersione di fibre in aria.
Al momento dell’accettazione in discarica del carico di rifiuti, oltre alla verifica amministrativa della documentazione, viene accertato se il tipo di rifiuto è conforme a quanto previsto dall’autorizzazione e se gli imballaggi sono idonei ed integri.
I rifiuti in cemento-amianto devono essere chiusi in imballaggi non deteriorabili o rivestiti con teli di plastica sigillati ed etichettati.
Dopo la fase di pesatura e di verifica, i rifiuti vengono scaricati dagli automezzi direttamente nella vasca della discarica in prossimità della zona ove è previsto il deposito. Tale operazione, effettuata con l’ausilio di escavatore/sollevatore, deve essere condotta in modo tale da evitare la frantumazione dei materiali e con tutti gli accorgimenti atti a ridurre il pericolo di rotture accidentali degli imballaggi.
In caso di rottura accidentale degli imballaggi sono previste procedure d’intervento immediato per il contenimento della dispersione delle fibre in aria e per il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Entro la giornata di conferimento dovrà essere assicurata la ricopertura del rifiuto con uno strato di materiale appropriato, in modo da costituire un'adeguata protezione contro la dispersione di fibre.
Nella discarica, o nell'area, non devono essere svolte attività, quali ad esempio perforazioni, che possono provocare una dispersione di fibre.
Sempre al fine di limitare la possibilità di dispersione di polveri, in fase di progettazione ed autorizzazione dell’impianto, possono essere previsti ulteriori precauzioni e sistemi di abbattimento delle polveri, quali ad esempio il lavaggio delle ruote dei mezzi che escono dalla discarica, la bagnatura delle piste di accesso, il blocco dei conferimenti in caso di elevata ventosità.
Nella conduzione delle discariche dove possono essere smaltiti rifiuti contenenti amianto, si applicano le disposizioni di cui al titolo IX, capo III, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro).
MONITORAGGIO FIBRE AERODISPERSE
Se la discarica è correttamente gestita è assai improbabile che si verifichino dispersioni di fibre di amianto in aria, tuttavia, il D.Lgs 36/2003 prevede che sia eseguito un monitoraggio e controllo della concentrazione di fibre nell'aria. La frequenza delle misure viene fissata all'interno del piano di sorveglianza e controllo. Per questo tipo di monitoraggio è previsto l’impiego della microscopia ottica a contrasto (MOCF). Limitatamente ai monitoraggi ambientali eseguiti sul perimetro della discarica, in Piemonte è prassi integrare le misure in MOCF con quelle effettuate in microscopia elettronica a scansione (SEM), questo poiché le misure in MOCF non consentono la distinzione delle diverse tipologie di fibre, ma solo il conteggio delle fibre totali.
Note
Ultima modifica 14 Ottobre 2024