Situazione idrica in Piemonte aggiornata al 13 luglio 2026

Ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità più evidenti sulle portate dei corsi d’acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili. L’indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Non si osservavano questi valori dell’indice dal 2022. La situazione è determinata principalmente dalla scarsità di neve residua in quota e dalle portate ridotte del reticolo idrografico.

Le precipitazioni medie del mese di giugno 2026 sul bacino del Po chiuso alla confluenza con il Ticino sono state pari a circa 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020. Anche la prima decade di luglio si conferma con un deficit di pioggia di circa il 50%. Gli scarti negativi sono diffusi su gran parte dei bacini piemontesi, generalmente compresi tra -30% e -60%, con le eccezioni dei bacini del Ticino e dello Scrivia, dove i deficit risultano più contenuti. Nell’ultimo trimestre, anche i mesi di aprile e maggio hanno fatto registrare deficit rispettivamente di -56% e -44% contribuenti ad aggravare la siccità meteorologica in atto. 

Le temperature del mese sono state marcatamente superiori alla media del periodo, con un’anomalia termica regionale di +3,5 °C giugno 2026 si colloca quindi tra i mesi di giugno più caldi della serie storica, con valori prossimi ai record assoluti del 2003 e con una persistenza delle anomalie positive particolarmente significativa. Sommando a questo anche l’ondata di calore registrata a fine maggio 2026, queste condizioni complessive hanno contribuito ad aumentare in modo deciso l’evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsità di precipitazioni sulle portate dei corsi d’acqua e sulla disponibilità complessiva della risorsa idrica.

Le risorse idriche superficiali complessive, considerando neve, invasi e Lago Maggiore, ammontavano a circa 558 milioni di metri cubi, con uno scarto pari a -37% rispetto alla media del periodo.  Le portate dei corsi d’acqua rappresentano l’elemento di maggiore attenzione. Nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40% rispetto alla media storica. Il Po a Isola Sant’Antonio, nella prima decade di luglio, ha registrato una portata media mensile di 62 m³/s, pari a un deficit del 75% rispetto allo storico.

Anomalia % delle portate medie mensili osservate negli ultimi 5 mesi e nella prima decade di luglio sui  principali corsi d’acqua piemontesi
Anomalia % delle portate medie mensili osservate negli ultimi 5 mesi e nella prima decade di luglio sui principali corsi d’acqua piemontesi

La stagione particolarmente calda con temperature elevate, ha determinato condizioni favorevoli all’innesco di incendi boschivi. L’ultima ondata di caldo che ha interessato il Piemonte dagli inizi di luglio, con il record di temperature massime registrato l’8 luglio 2026, è stata anche accompagnata da forti venti di caduta da nord che hanno ulteriormente incrementato il pericolo di incendi boschivi. La stima della superficie complessiva percorsa dagli incendi in questi primi giorni di luglio ammonta a circa 993 ha con interessamento di aree protette come il Parco Naturale dell’Alta val Sesia e val Strona, il Parco Nazionale del Gran Paradiso, ed il Parco Nazionale della val Grande, lambito dall’incendio di Premosello. In questo contesto si segnala un ulteriore elemento critico riguardo gli effetti degli incendi nei bacini montani: nel recente passato è stato documentata sul nostro territorio l’occorrenza di fenomeni di debris flow a valle di precipitazioni intense su zone precedentemente colpite da incendi boschivi.

La situazione idrologica attuale, pur avendo una genesi in parte diversa dalla siccità del 2022 (evento raro nato per mancanza di precipitazioni già nella seconda metà del 2021) presenta segnali di attenzione importanti ed una disponibilità idrica al mese di luglio del tutto paragonabile.  Il deficit delle portate, la riduzione della risorsa nivale residua, le temperature elevate e la disponibilità superficiale inferiore alla media indicano una fase di stress idrologico che richiede un attento monitoraggio nelle prossime settimane, anche in virtù di previsioni per le prossime settimane sempre nel solco di una estate secca e calda.

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    Ultima modifica 13 Luglio 2026