Data di inserimento 12 Giugno 2026
Come ogni anno Arpa Piemonte e Regione Piemonte pubblicano la relazione sullo stato dell'ambiente che fotografa le condizioni ambientali del territorio regionale e illustra le politiche e le azioni intraprese nel corso dell'anno precedente.
“I dati della Relazione sullo Stato dell'Ambiente 2026 testimoniano un impegno costante e significativo verso il miglioramento della qualità dell’ambiente in Piemonte. I progressi registrati sono il frutto di politiche mirate, investimenti strategici e di una crescente consapevolezza collettiva - sottolinea il direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero - Allo stesso tempo, i dati ci ricordano con chiarezza che il percorso da compiere è ancora impegnativo. Le criticità persistenti nei contesti urbani e gli effetti sempre più marcati dei cambiamenti climatici richiedono un rafforzamento delle azioni intraprese e una sempre maggiore integrazione tra politiche ambientali, sanitarie e di sviluppo del territorio. Centrale resta il ruolo della conoscenza: il monitoraggio, l’analisi dei dati e la loro diffusione rappresentano elementi imprescindibili per orientare le scelte e valutare l’efficacia delle azioni. Il nostro obiettivo è costruire un Piemonte sempre più sostenibile, resiliente e capace di rispondere alle sfide ambientali contemporanee, garantendo al contempo la tutela sia dell'ambiente che della salute dei cittadini e delle future generazioni.”
Aria
Prosegue nel 2025 il lento e continuo miglioramento della qualità dell’aria in Piemonte. Le concentrazioni degli inquinanti sono state in media le più basse di tutta la serie storica di misura, sia per il particolato PM10 che PM2.5.
Continuano a permanere criticità, anche se in misura minore rispetto agli anni precedenti, per il mancato rispetto dei limiti in relazione all’indicatore sul breve periodo del particolato PM10, con superamenti del valore limite per la concentrazione media giornaliera in diverse stazioni urbane, prevalentemente di traffico, nella Città Metropolitana di Torino e in alcune stazioni urbane di traffico.
Per quanto riguarda il biossido d’azoto, il valore limite annuale è stato rispettato, per la prima volta dall’avvio dei monitoraggi, in tutta la regione. Relativamente all’ozono permane il diffuso non rispetto del valore obiettivo per la protezione della salute umana, nonostante una marcata riduzione delle concentrazioni misurate in tutte le stazioni di monitoraggio.
Sebbene si registri da alcuni anni una generale tendenza al miglioramento, la nuova Direttiva europea che entrerà in vigore dal 2030 prevede livelli molto più stringenti degli attuali anche nelle zone dove attualmente i limiti di legge sono rispettati. Occorre mettere in atto azioni a breve-medio termine che riducano ulteriormente le emissioni.
Clima
In Piemonte l’anno 2025 è stato il quinto anno più caldo dopo il 2022, il 2023, il 2015 e il 2024 nella distribuzione storica compresa tra il 1958 e il 2025. La temperatura media annuale è risultata pari a circa 10.8 °C, superiore di quasi 1 °C rispetto al periodo climatico di riferimento (il trentennio 1991-2020, avente una media climatica di circa 9.9°C).
La precipitazione cumulata è stata di 1113.8 mm, con un lieve surplus pluviometrico di 84.3 mm (pari all’8%) nei confronti della media climatica del trentennio 1991-2020, posizionandosi al 26° posto tra gli anni più piovosi valutati a partire dal 1958.
Per il terzo anno solare consecutivo non si è verificata neppure una nevicata di rilievo a Torino città e neanche su diversi settori della pianura piemontese.
Gli episodi di foehn annuali sono risultati 65, di poco inferiori ai 66 medi del periodo 2000-2020.
L’estate 2025 in Piemonte è stata molto calda: temperatura media di 19,9 °C, con +1,4 °C rispetto alla norma 1991‑2020, risultando la quinta più calda degli ultimi 68 anni e la quarta per valori minimi più elevati.
Le temperature sono rimaste sopra la media da fine maggio a inizio luglio, si sono avvicinate alla norma a luglio, per poi tornare superiori (con picchi quasi record a metà agosto) e alternarsi tra periodi sopra e sotto la media fino a fine settembre.
Si sono verificati numerosi episodi di ondate di calore (almeno 3 giorni consecutivi di caldo intenso), con particolare frequenza nei capoluoghi: 5 a Vercelli, 6 ad Alessandria, Asti, Biella, Verbania e Torino, e 7 a Cuneo. Alcuni eventi sono stati molto lunghi, come a Torino, dove un’ondata è durata 17 giorni consecutivi.
Acqua
Il 2025 è stato caratterizzato da una primavera eccezionalmente ricca di deflussi, concentrata soprattutto nel mese di aprile, e da una fase di magra autunnale, nei mesi di ottobre e novembre, rispecchiando l’andamento degli afflussi.
Nel dettaglio, una parte dei corsi d’acqua chiude l’anno con portate medie annue superiori alla media storica, tra cui si evidenziano la Bormida, il Belbo e il Malone con elevati scarti positivi. Valori positivi più contenuti interessano la Dora Baltea, il Cervo, l’Orco e diversi tratti del Po, in particolare nel settore di chiusura. Il surplus annuo più elevato si osserva nello Scrivia a Serravalle, che registra una portata media annua superiore di oltre il 100% rispetto alla media storica.
Al contrario, un numero consistente di bacini chiude il 2025 con portate medie annue inferiori al valore storico di riferimento. Tra questi vi sono Agogna, Toce, Varaita, Maira, Stura di Demonte e Stura di Lanzo, oltre a tratti del Tanaro e dell’Orba.
Alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola S. Antonio (AL), la portata media annua è risultata leggermente superiore al valore medio storico (+2%).
Per quanto riguarda le acque di balneazione la stagione balneare 2025 ha avuto uno svolgimento regolare e, come nella stagione precedente, non si sono evidenziati valori anomali del parametro Enterococchi intestinali. Tale situazione ha consolidato il miglioramento dei dati di percentile e delle relative classi di qualità.
Il quadriennio 2022-2025 conferma il trend di variazione delle classificazioni degli ultimi anni con circa un quarto delle zone che cambia classe di qualità. Complessivamente, rispetto alla stagione balneare precedente, si ha un miglioramento, con un aumento delle zone in classe Elevato (che passano dal 58% al 62%) e una diminuzione delle zone in classe Sufficiente, che passano dal 6% al 5% del totale. Le zone in classe Scarsa passano da 3 a 2, di cui una, Spiaggia Via Repubblica Ossola in Comune di Baveno, ha avuto un miglioramento significativo passando dallo stato Scarso allo stato Buono.
Territorio
I siti censiti sul territorio regionale al 31 dicembre 2025 sono 2175, di cui 895 con procedimento attivo e 1280 conclusi. Circa il 44% dei siti presenti in banca dati sono localizzati nel territorio della Città Metropolitana di Torino; tale dato è da rapportare all’estensione, alla concentrazione e alla qualità delle attività insediate nell’area. Seguono, per numero di siti, le province di Alessandria e Novara
Le cause della contaminazione possono essere imputate principalmente alla cattiva gestione di impianti e strutture, alla scorretta gestione di rifiuti e ad eventi incidentali. Sui siti con procedimento di bonifica si svolgono o si sono svolte principalmente attività industriali, di distribuzione carburante o di gestione rifiuti; considerando le attività commerciali prevalgono i siti in attività mentre per quanto riguarda le attività industriali il numero di siti in attività è di poco superiore a quello dei siti dismessi.
Tra i siti contaminati di interesse nazionale (SIN) due sono legati alla presenza di amianto: Balangero riguarda la disponibilità in natura dell’amianto in quanto sede della più grande miniera di amianto in Europa e Casale Monferrato, sede dello stabilimento Eternit presso il quale l’amianto veniva lavorato.
Arpa Piemonte, attraverso la Struttura specialistica del Centro Regionale Amianto Ambientale, ha seguito tutte le principali operazioni di bonifica dei siti contaminati da amianto, effettuando campionamenti per la caratterizzazione iniziale dei siti, durante i lavori di bonifica e nella fase di loro restituzioni agli usi precedenti. I laboratori di Grugliasco e Casale dispongono delle più aggiornate tecnologie disponibili per l’analisi dell’amianto, microscopia ottica in fase di contrasto e microscopia elettronica a scansione.
A partire dal 2024 Arpa Piemonte, svolge anche attività di qualificazione per i laboratori per le analisi ed i campionamenti di amianto, al fine di poter essere riconosciuti come Centri di Riferimento Regionali.
L'amianto rappresenta una problematica ambientale e sanitaria di particolare rilievo in diverse aree e per questo fin dal 2004 in Piemonte la Regione e l'Arpa sono impegnate, nel processo di mappatura della presenza di amianto naturale e antropico sul territorio i cui risultati sono pubblicati sul Portale amianto
Tutti i dati e le politiche ambientali sono disponibili sul portale dello STATO DELL’AMBIENTE IN PIEMONTE all’indirizzo: https://relazione.ambiente.piemonte.it/2026/
Video
Note
Ultima modifica 15 Giugno 2026