Data di inserimento 04 Settembre 2026
La sera del 1° settembre 2026, intorno alle ore 20, il versante nordest del Monviso è stato nuovamente interessato da una frana di crollo. Il distacco si è originato poco a monte della sommità del Torrione Saint Robert e si è propagato lungo il canalone sottostante per circa 1000 m di dislivello. Il materiale franato, a pezzatura generalmente medio-piccola con alcuni blocchi metrici, si è arrestato sul cono detritico alla base del canale; il crollo ha prodotto una scenografica nube di polvere che ha raggiunto e imbiancato il sentiero per il rifugio Quintino Sella e le aree circostanti. La volumetria depositatasi sul cono può essere stimata in qualche migliaio di metri cubi.
Solo una minima frazione del materiale franato ha interessato il canale rivolto verso il rifugio Quintino Sella. Il recente fenomeno rappresenta una riattivazione di analoghi crolli avvenuti nel medesimo settore di parete; tra questi, il più simile per dinamica e volumetria coinvolta, è il crollo del 9 agosto 2023, la cui scheda SIFraP è stata aggiornata con le recenti informazioni.
Il sopralluogo è stato effettuato il 3 settembre e per tutta la giornata si sono verificate continue scariche di pietre di piccola entità; questa dinamica, con tutta probabilità, perdurerà ancora per un lungo periodo, come già avvenuto nei precedenti episodi.
Si coglie l’occasione per ricordare che Arpa Piemonte cura l’aggiornamento del SIFraP (Sistema Informativo Frane in Piemonte), ossia il catasto dei fenomeni franosi presenti sul territorio regionale, che viene alimentato attraverso il rilievo in campo, lo studio foto-interpretativo di voli aerei multi-temporali, la raccolta ed analisi di dati d'archivio e dalle informazioni derivanti dai dati strumentali e dalle banche dati regionali.
Infine, proprio in questi giorni il personale tecnico dell’Agenzia ha rivestito un ruolo chiave nella quinta tappa della Carovana dei ghiacciai sul Monviso, fornendo supporto tecnico e dati sul campo per monitorare gli effetti della crisi climatica in alta quota. Insieme ai guardiaparco dell'Ente Parco Monviso, i tecnici di Arpa hanno condotto le osservazioni sul versante nordest poche ore prima del crollo del 1 settembre, mostrando i tre "alert rossi" emersi durante la manifestazione: 1) la situazione del ghiacciaio del Coolidge, ormai declassato a glacionevato 2) la parete nordest del Monviso soggetta a frequenti crolli, legati presumibilmente anche al forte riscaldamento che induce dilatazioni nell’ammasso roccioso e 3) la sofferenza del fiume Po, che nasce ai piedi di questa montagna, oggetto della crisi idrica di quest’estate con evidenti impatti direttamente sulla disponibilità d'acqua a valle.
Note
Ultima modifica 04 Settembre 2026