- Tema
- Igiene industriale
RISCHIO CHIMICO
Il rischio chimico è definito come la probabilità di subire un danno più o meno grave conseguente all’esposizione ad uno o più agenti chimici pericolosi.
La presenza in ambiente lavorativo di sostanze chimiche rappresenta un fattore di rischio sia per la sicurezza che per la salute degli operatori.
RISCHIO BIOLOGICO
Il rischio biologico valuta l’esposizione ad agenti biologici che rappresentano o possono rappresentare un rischio per la salute umana.
Un agente biologico è definito come:
" qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni" (D.Lgs. 81/08),
ovvero
"qualsiasi microrganismo, anche geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che possa provocare infezioni, allergie o intossicazioni o altrimenti determinare un rischio per la salute umana" (UNI EN 14042)
La valutazione negli ambienti di lavoro e negli ambienti confinati viene effettuata monitorando aria e superfici mediante determinazioni quantitative (unità formanti colonie per metro cubo d’aria o per centimetro quadrato di superficie) e qualitative (presenza di ceppi patogeni o di agenti trasmissibili).
RISCHIO FISICO
L’esposizione in ambiente di lavoro ad agenti di rischio di tipo fisico coinvolge in Italia milioni di lavoratori. Dati forniti dall’INAIL evidenziano come quasi il 70% delle denunce di malattie professionali siano correlate all’esposizione ad agenti fisici. Arpa Piemonte fornisce in ambito regionale supporto tecnico e strumentale agli enti pubblici a cui è demandato il compito di vigilanza negli ambienti di lavoro.
L’intervento di Arpa è quindi richiesto dall’organo di vigilanza durante l’attività di controllo, per approfondimenti sulla caratterizzazione, stima e valutazione del rischio, in ottemperanza alle disposizione della normativa vigente. Gli agenti di rischio di tipo fisico in ambiente di lavoro possono essere individuati su tematiche riconducibili a sei tipologie di agente fisico: rumore, vibrazioni meccaniche, microclima campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, radiazioni ionizzanti.
Per il rumore Arpa Piemonte verifica su richiesta degli organi di vigilanza l’esposizione dei lavoratori al rumore, in tutti gli ambienti di lavoro in cui il rumore sia presente in termini non trascurabili per la salvaguardia e tutela della salute degli esposti. Il rischio rumore è ritenuto trascurabile negli ambienti di lavoro quando può essere escluso un livello di esposizione personale giornaliero maggiore o uguale a 80dB. Nel caso non si possa escludere, in modo documentabile, il superamento di tale livello è richiesta la misurazione strumentale dei livelli di esposizione presenti nell’ambiente di lavoro. Arpa Piemonte effettua valutazioni sulla correttezza tecnico-analitica dei documenti aziendali di valutazione del rischio ed effettua sopralluoghi e misure strumentali negli ambienti di lavoro per la caratterizzazione dell’esposizione dei lavoratori.
Per il microclima Arpa Piemonte verifica su richiesta degli organi di vigilanza le condizioni microclimatiche presenti negli ambienti di lavoro. Effettua valutazioni sulla correttezza tecnico-analitica dei documenti di valutazione redatti dalle aziende ed effettua sopralluoghi e misure strumentali negli ambienti di lavoro per la verifica del discomfort e/o rischio termico di tipo globale e/o locale. La caratterizzazione microclimatica dell’ambiente di lavoro si suddivide in due ambiti di analisi, in funzione della tipologia di ambiente: moderato o severo. Nell’ambiente moderato (ad esempio uffici) si considerano sempre perseguibili, anche mediante l’utilizzo di impianti tecnologici, le condizioni di comfort termico. Nell’ambiente di lavoro severo (caldo o freddo; ad esempio fonderie o celle frigorifere) le condizioni di comfort si ritengono non perseguibili pertanto si deve valutare il livello di stress del sistema di termoregolazione al fine di prevenire e salvaguardare eventuali rischi per la salute del lavoratore esposto.
Per le vibrazioni Arpa Piemonte verifica su richiesta degli organi di vigilanza l’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni meccaniche, in tutti gli ambienti di lavoro in cui il rischio sia presente in termini non trascurabili per la salvaguardia e tutela della salute degli esposti. Arpa Piemonte effettua valutazioni sulla correttezza tecnico-analitica dei documenti aziendali di valutazione del rischio ed effettua sopralluoghi e misure strumentali negli ambienti di lavoro per la caratterizzazione dell’esposizione dei lavoratori. L’esposizione alle vibrazioni meccaniche in ambiente di lavoro, dal punto di vista igieni stico, si suddivide in due ambiti di analisi in funzione del sistema esposto: mano-braccio e corpo-intero. Il primo caso riguarda tutte quelle attività lavorative manuali che implicano l’utilizzo di attrezzature vibranti; il secondo caso è prevalente nelle attività che prevedono la conduzione di mezzi di trasporto, ma anche in presenza di strutture di lavoro vibranti che includono la presenza dell’uomo.
Note
Ultima modifica 26 Aprile 2024