Data di inserimento 15 Gennaio 2024
Non esattamente.
A differenza delle generazioni precedenti, il 5G usa tre diverse bande di frequenza: la prima -banda bassa- è quella delle frequenze che venivano già usate dalle TV (700 MHz), in questa banda il segnale viaggia lontano e penetra facilmente negli edifici, ma la velocità è simile a un 4G evoluto. La seconda -banda intermedia- è adiacente a quella degli attuali impianti di trasmissione dati wi-max e LTE (3.7 GHz); in questo caso si tratta del compromesso migliore tra velocità e copertura. È la banda su cui si basa la maggior parte del 5G installato oggi nelle città italiane. Soltanto la terza (27 GHz) -banda alta- è stata meno utilizzata in passato e solo per alcuni servizi (come i radar) che non prevedevano esposizione della popolazione. Raggiunge velocità straordinarie, fino a 10 volte superiori alle altre bande, ma con un raggio d'azione di poche centinaia di metri e ha difficoltà a penetrare i muri degli edifici. E’ usata per ambienti molto densi come aeroporti, stadi o fiere, ma da qualche anno viene utilizzata da alcuni gestori che offrono servizi dati per i servizi “ultimo miglio”, cioè per portare la banda larga in aree remote o nei paesi non serviti da fibra.
Per quanto questo utilizzo sia importante, sembra comunque che la banda a 27GHz (le cosiddette “onde millimetriche”) per il momento sarà sottoutilizzata. Infatti, nella gara di assegnazione delle frequenze del 2018, le compagnie telefoniche hanno investito soprattutto per assicurarsi i diritti sulle prime due bande (31% dell’importo totale sulla banda bassa a 700 MHz e 66% sulla banda intermedia a 3.7 GHz), riservando invece pochissime risorse (il 2% circa) per la banda alta a 27 GHz, sulla quale in Piemonte sono stati installati per ora pochi impianti.
In particolare, a maggio 2026, in Piemonte, il 50% degli impianti 5G è sulla banda bassa, il 48% sulla banda intermedia e solo il 2% sulla banda di frequenza alta.
Per quanto riguarda invece gli effetti sulla salute delle onde a frequenza elevata (in particolare le onde millimetriche), bisogna evidenziare che l’aumento di frequenza non è direttamente collegato ad un aumento dei possibili effetti sulla salute.
Va infatti ricordato che il principale effetto biologico della penetrazione delle onde elettromagnetiche nel corpo umano è il riscaldamento, anche se i livelli a cui siamo normalmente esposti sono troppo bassi per causare un riscaldamento apprezzabile. All’aumentare della frequenza cambiano i meccanismi di interazione con i tessuti, ma questa variazione non è necessariamente associata a un effetto più dannoso: basti pensare, ad esempio, che il calore irradiato da un oggetto caldo è un’onda elettromagnetica con frequenza migliaia di volte superiore a quelle del 5G e la luce visibile ha frequenze un milione di volte superiori.
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Ultima modifica 19 Maggio 2026