Data di inserimento 15 Gennaio 2024
Non esattamente.
Il 5G si insedierà su 3 diverse bande di frequenza: la prima è quella delle frequenze che venivano già usate dalle TV (700 MHz); la seconda è adiacente a quella degli attuali impianti di trasmissione dati wi-max ed LTE (3.7 GHz). Soltanto la terza (27 GHz) è stata meno utilizzata in passato, principalmente per servizi (come i radar) che non prevedevano esposizione della popolazione, ma da qualche anno hanno iniziato ad usarla anche alcuni gestori che offrono servizi dati, per distribuire internet nei paesi non serviti da fibra - WLL.
Sembra comunque che la banda a 27GHz (le cosiddette “onde millimetriche”) per il momento sarà sottoutilizzata. Infatti, nella gara del 2012 per l’assegnazione delle frequenze, le compagnie telefoniche hanno pagato tantissimo (oltre 6 miliardi di euro complessivamente) per assicurarsi i diritti sulle prime due bande, riservando invece pochissime risorse (poco più di 163.000 euro) per quella a 27GHz.
Per quanto riguarda invece gli effetti sulla salute delle onde di frequenza elevata (in particolare le onde millimetriche), bisogna evidenziare che l’aumento di frequenza non è direttamente collegato ad un aumento dei possibili effetti sulla salute.
Infatti, all’aumentare della frequenza cambiano i meccanismi di interazione con i tessuti, ma questa variazione non è necessariamente associata ad un effetto più dannoso: basti pensare ad esempio che il calore irradiato da un oggetto caldo è un’onda elettromagnetica con frequenza migliaia di volte superiore a quelle del 5G, e la luce visibile ha frequenze un milione di volte superiori.
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Ultima modifica 15 Gennaio 2024