Data di inserimento 16 Febbraio 2024
Il principio di precauzione costituisce una raccomandazione a prendere in considerazione azioni per la riduzione di un possibile danno, anche quando non è certo che questo avvenga. Si tratta di una strategia di gestione del rischio applicata quando vi sono sospetti di effetti negativi su ambiente o salute, ma manca una certezza scientifica.
Si tratta di un concetto apparentemente semplice, ma dalle implicazioni piuttosto complesse, sia nella definizione del concetto di possibile danno, sia in quella del livello di incertezza associato alle conoscenze scientifiche, sia nella definizione delle possibili azioni da intraprendere. Un esempio di azione che può essere intrapresa in ottemperanza al principio di precauzione è l’applicazione di limiti più restrittivi rispetto alle soglie per cui sono noti effetti certi sulla salute (proprio al fine di tenere conto dell’incertezza associata alla valutazione di questi effetti): questo è l’approccio seguito ad esempio nella stesura del DPCM 08/07/2003 e successivamente nel suo aggiornamento con la Legge 30 dicembre 2023, n. 214, per l’esposizione a campi elettromagnetici, fissando il valore di attenzione e l’obiettivo di qualità.
In generale, sul tema dei campi elettromagnetici l’applicabilità del principio di precauzione è stata molto dibattuta, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha concluso che le iniziative di tutela della salute promosse dagli organismi preposti (ad esempio, la fissazione dei limiti fatta applicando ampi fattori di riduzione alle soglie oltre le quali sono riscontrabili effetti accertati sull’organismo umano), costituiscono una adeguata gestione del rischio. Non ha comunque escluso la possibile applicazione di ulteriori politiche di tutela, ispirate però non al principio di precauzione tout-court, ma ad una sua specificazione detta “principio di Prudent Avoidance”.
Il principio della “prudent avoidance” (evitamento prudente) è un principio di gestione del rischio che suggerisce l’adozione di misure ragionevoli e a basso costo per ridurre l’esposizione, in assenza di una qualunque previsione scientificamente giustificabile che tali provvedimenti riducano il rischio. Questi provvedimenti sono generalmente costituiti da raccomandazioni volontarie, e non da limiti o regole stringenti.
Per quanto riguarda lo sviluppo delle nuove reti 5G e la possibile esposizione della popolazione, vanno certamente in questa direzione iniziative quali l’emanazione dei regolamenti comunali sull’installazione dei nuovi impianti o le iniziative di informazione del pubblico sul corretto utilizzo dei terminali mobili al fine di ridurre l’esposizione personale (che nel caso del 5G è tanto più rilevante, dato che le antenne radiobase generano fasci di radiazione soltanto verso gli utenti che utilizzano terminali).
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Ultima modifica 19 Maggio 2026