Amianto da attività antropica

Ultima modifica 17 aprile 2013

L'inizio dello sfruttamento industriale dell'amianto può essere collocato nell'ultimo decennio del XIX secolo. La produzione di amianto, a livello mondiale, ha subito un incremento significativo a partire dalla seconda guerra mondiale, in Italia è terminata nel 1992.

Innumerevoli le applicazioni tecnologiche degli amianti. In letteratura si citano da 3000 a 5000 diverse possibilità d'impiego. Tra i settori si riportano quello edile, industriale, navale e ferroviario, nonché nella produzione di beni di consumo. L'amianto è stato uno dei minerali maggiormente impiegati dall'industria; nel 1977, nel mondo, ne venivano estratti più di 5.000.000 di tonnellate.

Si riportano di seguito alcune significative tipologie di utilizzo: isolante termoacustico, ritardante di fiamma, materiale antifrizione, rinforzante di manufatti cementizi, materiale per la produzione di guarnizioni antiacido, carica inerte nella produzione di svariati materiali (es.: sigillanti, isolanti elettrici, plastica), ecc . E' inoltre nota la commercializzazione di indumenti di protezione, tra cui si evidenziano guanti, tute, grembiuli, cappucci, pantaloni, giacche.

La Legge 27 marzo 1992 n. 257 e successivamente il Decreto Ministeriale 14 dicembre 2004 hanno messo al bando l’amianto; ad oggi rimangono i problemi legati allo stato di conservazione ed alla bonifica dei materiali contenenti amianto (MCA) messi in opera prima del divieto.

L’amianto rappresenta un pericolo quando esiste la possibilità che le fibre di cui è costituito siano inalate a seguito della manipolazione, lavorazione o degrado dei manufatti che lo contengono. Il rischio d’inalazione è strettamente legato alla friabilità del materiale, pertanto, gli MCA vengono classificati come friabili e compatti.

La presenza di materiali contenenti amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto. Se invece il materiale viene danneggiato per interventi di manutenzione o per vandalismo, si verifica un rilascio di fibre che costituisce un rischio potenziale. Analogamente se il materiale è in cattive condizioni, o se è altamente friabile, le vibrazioni dell'edificio, i movimenti di persone o macchine, le correnti d'aria possono causare il distacco di fibre legate debolmente al resto del materiale. A tal proposito è necessario che il proprietario dell'immobile e/o il responsabile dell'attività che vi si svolge predisponga il “Programma di controllo dei materiali di amianto in sede - Procedure per le attività di custodia e di manutenzione” previsto dal Decreto Ministeriale 06/9/94.

Per approfondimenti è possibile consultare il Quaderno di Arpa Piemonte relativo all'amianto negli edifici ed i relativi aggiornamenti.

 

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