Al via controlli sul pellet da parte di Arpa e Carabinieri del Nucleo Forestale

21 gennaio 2020

Una task force con 10 squadre in campo per passare al setaccio i materiali combustibili in vendita utilizzati per il riscaldamento, individuare ed eliminare dal mercato il pellet non a norma e di scarsa qualità, fonte di inquinamento atmosferico. È attiva da oggi grazie a una sinergia fra Regione Piemonte, Arpa e Carabinieri del Nucleo Forestale protagonisti di una operazione congiunta, presentata in conferenza stampa a Torino dagli assessori regionali all'Ambiente Matteo Marnati e allo Sviluppo della montagna, Fabio Carosso.

La combustione di pellet di scarsa qualità o illegale può portare ad un aumento dell’emissioni di PM10 e di Ossidi di azoto fino al 50% superiori rispetto alla combustione di materiali apparentemente identici ma di fascia più alta. Per questa ragione dalla mattinata di oggi è in corso un’operazione congiunta tra tecnici dell’Arpa e Carabinieri del Nucleo Forestale per intensificare l’attività di controllo e campionamento del pellet destinato al riscaldamento.

Le operazioni sono eseguite da 10 squadre formate da personale Arpa e Carabinieri del Nucleo Forestale che preleveranno campioni sottoposti ad analisi per stabilire la classificazione secondo quanto previsto dalla norma UNI EN ISO 17225-2.

«Fino ad oggi è stato sottovalutato l’impatto delle emissioni da riscaldamento sulla qualità dell’aria - spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati - In Piemonte il contributo alle concentrazioni di Particolato PM10 del riscaldamento domestico a biomassa legnosa è di circa il 45% nel comune di Torino e supera il 50% negli altri capoluoghi, e per questa ragione abbiamo deciso di intensificare il monitoraggio sulla qualità dei materiali utilizzati per il riscaldamento».

«Quindici siti da oggi sono sotto controllo con 10 squadre in campo per la verifica e il sequestro dei Pellet - ha spiegato il Comandante Regione Carabinieri Nucleo Forestale Piemonte, Benito Castiglia - L’obiettivo è fare campionamenti e controlli per la non rispondenza del prodotto, provenienza legale del prodotto finalizzato a contrastare il commercio illegale del legno e poi la frode commerciale. Un elemento fondamentale è il prelievo dei campioni a cui seguirà il riscontro analitico con Arpa».

Secondo Arpa Piemonte, l’inquinamento prodotto da una caldaia domestica a pellet dipende sia dalla qualità del combustibile che dalle caratteristiche dell’impianto. «Il riscaldamento - secondo il direttore di Arpa, Angelo Robotto - ha un ruolo significativo nelle emissioni degli inquinanti in atmosfera. Tra i diversi combustibili la biomassa risulta di gran lunga quello maggiormente inquinante per quanto riguarda il particolato PM10. Se il metano e le biomasse sono equamente corresponsabili delle emissioni di ossidi di azoto, per il PM10 l'uso delle biomasse è preponderante in maniera quasi esclusiva. La diffusione delle stufe a pellet ha determinato una situazione di criticità per la gestione della qualità dell’aria, caratterizzata da un mercato e da un utilizzo incontrollati».

Arpa Piemonte ha completato il primo ciclo di controlli su caldaie e impianti termici terminati il 31 dicembre 2019: su 144 apparati ispezionati in Piemonte, 47 nella provincia di Torino - per un numero complessivo di circa 3000 unità abitative in tutta la regione di cui 1100 nel territorio della Città Metropolitana di Torino - quasi la metà, circa 70, sono risultati non in regola per superamenti di emissioni di ossidi di azoto, mancata manutenzione ed errata o mancata contabilizzazione del calore. La sanzione è di circa 1.000 euro ciascuno.

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