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Approfondimenti » Effetti sulla salute » I raggi ultravioletti » Le lampade abbronzanti
 
I raggi ultravioletti


Le Lampade Abbronzanti

Ci sono due tipi di lampade abbronzanti: le lampade UV fluorescenti a bassa pressione e le lampade UV-A ad alta pressione. Nel primo caso, la radiazione emessa dipende dalla composizione dei sali fluorescenti (fosfori) depositati sulla superficie interna del tubo di quarzo che costituisce l'involucro della lampada. Si tratta di lampade dove avviene una scarica in un gas (vapori di mercurio) a bassa pressione: i vapori di mercurio eccitati dalla scarica emettono radiazione che viene poi convertita dal rivestimento fluorescente della lampada. Le lampade UV-A ad alta pressione contengono, invece, vapori di mercurio e alogenuri metallici. Lo spettro della radiazione emessa comprende le radiazioni UVC, UVB e UVA, visibile e infrarossa. La radiazione viene opportunamente filtrata per eliminare le componenti ultraviolette indesiderate e gli infrarossi in modo tale da emettere solo la componente UV-A (spesso è presente però anche una debole componente di radiazione UV-B). L'intensità della radiazione UVA emessa dalle lampade ad alta pressione può essere anche da 5 a 10 volte superiore al valore massimo di quella solare alla nostra latitudine. La rottura, il deterioramento o la sostituzione con un altro tipo di filtro comporta un cambiamento delle caratteristiche della sorgente radiante e la conseguente possibilità che si verifichino effetti indesiderati e/o danni (eritema, ustioni cutanee).

Lo  Studio

L’indagine condotta dagli esperti dell’Oms (l’analisi di oltre 20 studi epidemiologici realizzata da venti ricercatori di nove Paesi diversi) dimostra che il rischio di melanoma aumenta del 75% se l’uso delle apparecchiature abbronzanti inizia prima dei 30 anni. E risulta altrettanto evidente che le lampade espongono anche a rischi più elevati di melanoma oculare. Tutto ciò rafforza le raccomandazioni dell’Oms di evitare lampade solari e proteggersi dall’esposizione eccessiva al sole.