Convegno a Torino sulla disattivazione degli impianti nucleari

11 gennaio 2016

Il prossimo 28 gennaio si terrà a Torino presso il Centro Incontri in corso Stati Uniti 23 il convegno La disattivazione degli impianti nucleari piemontesi e la gestione dei rifiuti radioattivi.

La partecipazione è gratuita previa compilazione del modulo di iscrizione.

Scopo del convegno è fornire un quadro aggiornato sulla situazione degli impianti nucleari in Piemonte la cui disattivazione sta ponendo sempre di più il problema della gestione dei rifiuti radioattivi, essendo stoccato sul nostro territorio il 70% del quantitativo nazionale.


La situazione in Italia e in Piemonte

In Italia la produzione di rifiuti radioattivi è continua, sia in ambito medico e industriale sia per gli impianti del ciclo del combustibile nucleare. In particolare, benché l’Italia dopo il referendum del 1987 abbia abbandonato il programma di produzione di energia dal nucleare, il mantenimento in sicurezza degli impianti e la loro disattivazione comportano la produzione di considerevoli quantità di rifiuti radioattivi.

Si stima un incremento globale annuo di circa 500 metri cubi (dati ISPRA).

Questo problema coinvolge largamente il Piemonte sul cui territorio sono collocati tre siti nucleari - Bosco Marengo (AL), Saluggia (VC) e Trino (VC) - presso i quali è complessivamente stoccata la maggior quantità, in termini di attività, di rifiuti radioattivi a livello nazionale.

Allo stato attuale, i rifiuti radioattivi sono ospitati in depositi temporanei presso i siti di produzione in attesa del loro condizionamento e successivo smaltimento che può avvenire in maniera diversa in relazione alla loro classificazione (strettamente correlata all’attività e delle caratteristiche dei radionuclidi presenti).

 

Verso il deposito nazionale

L’Italia non dispone ancora di un sito unico di stoccaggio come avviene invece nella maggior parte dei paesi europei. Il Decreto Legislativo n. 31 del 2010 ha affidato a Sogin (società pubblica partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) il compito di localizzare, progettare, realizzare e gestire il Deposito Nazionale, un’infrastruttura ingegneristica di superficie ove stoccare in sicurezza tutti i rifiuti radioattivi italiani. L’iter procedurale prevede la definizione dei criteri di localizzazione, l’individuazione delle aree potenzialmente idonee, un percorso di coinvolgimento di Istituzioni e cittadini, la possibilità per Regioni ed Enti Locali di manifestare l’interesse ad ospitare il Deposito Nazionale sul proprio territorio.
Ad oggi le azioni intraprese sono le seguenti:

  • sono stati definiti i criteri per la localizzazione (ISPRA – Guida Tecnica 29)
  • si prevede a breve termine la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale (CNAPI) da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Il ruolo del sistema agenziale

ISPRA ha per legge (D.lgs. 230/95 e smi) compiti di controllo sulle attività nucleari e quindi dentro agli impianti.

Arpa Piemonte ha compiti di monitoraggio e controllo sull’ambiente, quindi anche sull’impatto prodotto dalla gestione dei rifiuti, e fornisce supporto tecnico all’ISPRA in relazione ad un Protocollo di collaborazione sottoscritto nel 2005.

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il sito http://www.depositonazionale.it/

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