Centro funzionale
Notizie

3 luglio 2020 - Allerta arancione per temporali su cuneese e astigiano
Nel corso del pomeriggio odierno un minimo di pressione in quota transiterà sul ...

2 luglio 2020 - Persiste l’instabilità atmosferica sul Piemonte: allerta gialla per temporali oggi e domani
Ancora due giorni all’insegna dell’instabilità. Sono in formazione cumuli sempre...

30 giugno 2020 - Instabilità atmosferica in progressiva accentuazione dal pomeriggio odierno: allerta gialla per temporali
Le regioni alpine si trovano al confine di un campo di alta pressione di matrice...

30 giugno 2020 - Risultati preliminari dei monitoraggi dell'aria a Verzuolo
A seguito degli episodi di odori molesti segnalati a Verzuolo (CN), Arpa Piemont...

26 giugno 2020 - Trovata la causa della colorazione anomala del torrente Agogna a Borgomanero
A seguito di segnalazione di colorazione anomala e torbidità delle acque del tor...

Pubblicazioni
Accesso ai dati
Approfondimenti
Media gallery
Meteo per i siti web
FAQ

Novità nel sito

13/03/2020 E' online il video con le attività del Servizio Nivologico di Arpa Piemonte durante l'emergenza sanitaria

19/03/2020 E' on-line il nuovo VIDEO sulla previsione meteorologica per il fine settimana del 21-22 marzo 2020


19/11/2019 Disponibile il Rendiconto nivometrico della stagione invernale 2018/2019


Tematismi » Clima » Impatti » Pollini
 

Pollini e clima

Lo studio degli andamenti della concentrazione dei pollini in atmosfera rappresenta un valido strumento per valutare la data di comparsa del polline e la durata della fase di fioritura. Tali informazioni assumono significato e rilevanza qualora disponibili a livello regionale nell’ambito di una rete di monitoraggio aerobiologico costituita da stazioni considerate rappresentative per diverse realtà territoriali e ambientali. Poiché i dati pollinici e le loro variazioni temporali sono influenzate da fattori meteorologici, e in particolare dalla temperatura dell’aria, il monitoraggio del polline aerodisperso può diventare un’importante indicatore delle variazioni climatiche in atto.

I dati pollinici diventano quindi particolarmente interessanti quando possono venire letti congiuntamente ai parametri derivanti da centraline meteorologiche rappresentative della meteorologia locale. In questo modo una volta individuati e calcolati idonei parametri di pollinazione, sarà possibile analizzarli in relazione ai fattori climatici e rilevarne eventuali variazioni in corrispondenza di anomalie termiche, evidenziando così possibili tendenze verso l’anticipo o il posticipo della pollinazione.

ARPA Piemonte, che gestisce la rete regionale di monitoraggio pollinico e la rete meteorologica regionale, già da alcuni anni analizza l’andamento stagionale di specifici parametri pollinici letti in funzione delle condizioni climatiche, relativamente a determinati taxa.

Nell'ambito del progetto interreg Italia-Svizzera, Biodiversità: una ricchezza da conservare, promosso dalla provincia di Verbania, in collaborazione con il Parco regionale del Lago Maggiore e del Parco nazionale della Val Grande, Arpa Piemonte ha messo a punto una prima serie di attività per analizzare, controllare le tendenze e modellizzare l'evoluzione di alcuni aspetti dell'ecosistema alpino delle Alpi Pennine orientali e Lepontine in risposta alla variabilità climatica e nel contempo dare un contributo allo sviluppo delle conoscenze scientifiche sulla biodiversità.
Al fine di utilizzare le misure di pollinazione unitamente a quelle meteorologiche come indicatore delle anomalie climatiche sono utilizzati i dati delle stazioni di monitoraggio aerobiologico di Omegna (295 m s.l.m.) e di Visp (650 m s.l.m.), ubicata nel Canton Vallese, in quanto prossime all’area di studio del progetto.

      Le stazioni aerobiologiche di Omegna e Visp

Sono stati elaborati i dati aerobiologici relativi a quattro diversi taxa (Corylus, Platanus, Castanea e Betula) per i quali sono stati calcolati i principali parametri di pollinazione, mentre solo per il Corylus (un taxa a fioritura precoce che sembra essere maggiormente influenzato dalle temperature) è stata effettuata un’analisi di correlazione statistica tra i dati meteorologici e pollinici.
Per tale taxa è stata verificata l’esistenza di una correlazione significativa tra l’inizio della pollinazione e la temperatura dei mesi precedenti (“chilling requirement”); anche le somme termiche annuali hanno evidenziato un aumento in corrispondenza dell’anticipo di pollinazione.
 

Figura 2 sin  Figura 2 dx

 

Somme termiche (°C in ordinata) per le stazioni di Omegna e Visp dal 2000 al 2011.

Per somma termica si intende la sommatoria delle differenze tra la temperatura media giornaliera e lo zero di vegetazione del Corylus (6°C).

Inizio PPP: inizio periodo principale di pollinazione

In generale l’analisi delle misure di pollinazione, e in particolare l’inizio, ha dimostrato di essere valida e indicativa per monitorare gli effetti delle anomalie di temperatura.
Per maggiori approfondimenti è possibile consultare la pubblicazione “Clima e biodiversità- Esperienze di monitoraggio in ambiente alpino”, realizzata nell’ambito del Programma Interreg di collaborazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2007-2013. Progetto Biodiversità una ricchezza da conservare.
La pubblicazione è scaricabile dal sito di Arpa Piemonte all’indirizzo:
http://www.arpa.piemonte.it/pubblicazioni-2/pubblicazioni-anno-2012/clima-e-biodiversita.-esperienze-di-monitoraggio-in-ambiente-alpino