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Approfondimenti » Rischio Idrogeologico » Frane superficiali » Modello-SMART
 

Il Centro Funzionale regionale ha concepito e successivamente realizzato un modello per il preannuncio delle frane superficiali basato su soglie pluviometriche. L’applicazione di tale modello ha prodotto un modulo operativo, denominato SMART (“Shallow landslides Movements Announced through Rainfall Thresholds”) (Tiranti and Rabuffetti, 2010), la cui funzione è quella di predisporre una valutazione dedicata ai fenomeni di frana superficiale, integrandola alle procedure di allertamento regionale. Il modulo SMART opera sia in fase previsionale che in fase di monitoraggio, in analogia con l’impostazione del sistema di allertamento.

 

Per le frane superficiali il modello SMART distingue due macrozone, denominate “Zone omogenee”, caratterizzate da due differenti set di soglie:

Zona omogenea 1: include aree caratterizzate da substrati rocciosi costituiti da rocce cristalline metamorfiche o ignee, calcari dolomitici o dolomie, calcescisti, flysh e paraderivati di basso grado in ambiente alpino ed appenninico. Le Zone 1 mostrano valori alti di pioggia critica per l’innesco di frane superficiali.

 

Zona omogenea 2: include aree caratterizzate da substrati rocciosi costituiti da rocce sedimentarie in ambiente collinare ed appenninico. Le Zone 2, rispetto alle Zone 1, mostrano valori più bassi di pioggia critica necessari all’innesco di frane superficiali.

 

L'intersezione tra le suddette zone omogenee e le zone di allerta del Sistema di Allertamento Regionale produce delle aree elementari dedicate alla sola pericolosità per frana superficiale identificate dalla sigla alfanumerica riportante la lettera della zona di allerta del sistema regionale seguita dal numero che contraddistingue la zona omogenea del modello SMART, così come riportato in figura. Le zone A1, B1, C1, D1, E1 coincidono integralmente alle rispettive zone di allerta A, B, C, D, E. Di fatto la zonazione comporta un’ulteriore suddivisione delle zone da F, G, H, I, L definita dalla distinzione del territorio in ambito montano e collinare per meglio discriminare i fenomeni franosi superficiali; tale suddivisione non implica alcun cambiamento relativamente a quanto previsto dal sistema di allertamento regionale. Essa è propedeutica alla miglior definizione di quelle aree potenzialmente interessate dai fenomeni franosi superficiali.

 

Fenomeni considerati

Le frane superficiali (shallow landslide) sono frane innescate direttamente dalle precipitazioni ed hanno caratteristiche ben precise che le distinguono dalle altre tipologie di frana. In particolare le frane superficiali devono il loro nome alla scarsa profondità a cui si sviluppa la superficie di movimento (da una decina di centimetri fino ad un massimo di circa 1,5 m) e sono causate dalle piogge d'evento, non dipendono quindi dalle piogge antecedenti ma possono risentire dell'influenza di un'abbondante fusione nivale, specialmente nei settori collinari (Stoffel et al., 2014). Esse hanno evoluzione istantanea (non danno segni premonitori) e si sviluppano principalmente su versanti con pendenze comprese tra i 18° ed 45°, costituiti da coperture eluvio-colluviali o detritico-colluviali.

Probabilità di innesco e scenari

La probabilità di innesco dei fenomeni franosi superficiali, che si possono verificare al superamento dei livelli pluviometrici critici sui settori montuosi e collinari, è stata ricondotta ai codici del Sistema di Allertamento Regionale. Alla crescere della probabilità che si possa verificare un numero elevato di inneschi per unità di area, sia nel tempo presente che in previsione, sono correlati tre scenari distinti, oltre ad un quarto leagato ad una probabilità di innesco non significativa per tali fenomeni:


Una probabilità bassa definisce lo scenario caratterizzato da inneschi isolati di frane superficiali o diffusi fenomeni di erosione accelerata del suolo per ruscellamento;

 

Una probabilità media definisce lo scenario caratterizzato da inneschi poco diffusi di frane superficiali, equivalente ad un numero inferiore a 10 frane per km2;

 

Una probabilità alta definisce lo scenario caratterizzato da inneschi diffusi di frane superficiali, equivalente ad un numero superiore a 10 frane per km2.

Riferimenti

Tiranti D. and Rabuffetti D. (2010) Estimation of rainfall thresholds triggering shallow landslides for an operational warning system implementation. Landslides, Volume 7, Number 4/December 2010, Springer, Pages 471-48; Springer-Verlag. DOI: 10.1007/s10346-010-0198-8

 

Stoffel M., Tiranti D., Huggel C. (2014) Climate change impacts on mass movements - case studies from the European Alps. Science of the Total Environment 493: 1255–1266; Elsevier. DOI: 10.1016/j.scitotenv.2014.02.102