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Approfondimenti » Neve » Carte Valanghe
 

Con il termine generico di Carte Valanghe abbiamo indicato due tipologia di cartografie tematiche sviluppate in questi anni prima dalla Regione Piemonte e ora da Arpa Piemonte:

  • le CLPV ovvero le Carte di Localizzazione Probabile delle Valanghe;
  • le CSV, Carte dei Siti Valanghivi. Esse riportano le delimitazioni dei siti valanghivi, ovvero delle aree soggette al movimento simultaneo della coltre nevosa, nell’estensione massima nota al momento di redazione della carta, anche se tale perimetrazione fa riferimento a eventi occorsi in epoca storica e con tempi di ritorno elevati, anche superiori ai 100 anni.

Le due tipologie di carte si diversificano per due aspetti metodologici fondamentali:
- nelle CLPV l’inchiesta sul terreno è frutto di sopralluoghi su tutta l’area di indagine, effettuati con una o più persone ben informate degli eventi valanghivi del passato prossimo e remoto; viceversa nelle CSV i sopralluoghi sono eseguiti solo in casi di particolare criticità.
- Nelle CLPV le informazioni ricavate dalle fonti storiche, tra cui l’Archivio Storico e Topografico delle Valanghe di C.Capello, vanno a incrementare il serbatoio dei dati ottenuti mediante l’inchiesta sul terreno, mentre nelle CSV servono per avvalorare il dato fotointepretato e quindi ne sono integrate in un unico tematismo.

 

CLPV : CARTE DI LOCALIZZAZIONE PROBABILE DELLE VALANGHE

Sono il prodotto di uno studio integrato eseguito sia a tavolino, mediante fotointerpretazione, sia sul territorio, attraverso sopralluoghi su tutta l’area di indagine, accompagnati da testimoni locali e ricerche di dati d’archivio (archivi parrocchiali, forestali, comunali, editoriali). Costituiscono il prodotto cartografico di inquadramento delle conoscenze sui fenomeni valanghivi, adottato dalle Regioni e dalle Province Autonome, dall’AINEVA quale documento di riferimento per la realizzazione di approfondimenti successivi, finalizzati alla pianificazione del territorio montano. Il lavoro per la compilazione di tali carte è condotto su tre livelli consequenziali:

  •  individuazione dei siti valanghivi mediante la fotointerpretazione di aerofotogrammi estivi;
  •  sopralluoghi estesi a tutto il territorio oggetto d’indagine e raccolta di testimonianze orali;
  •  verifica dei dati di terreno con informazioni storiche tra cui quelle riportate nell'Archivio Storico-Topografico delle Valanghe C.Capello).

CSV: CARTE DEI SITI VALANGHIVI

Sono il prodotto di un metodo più speditivo, rispetto a quello utilizzato per la compilazione della CLPV, ma non meno approfondito, in particolare nelle aree di maggior interresse urbanistico e antropico. Tale metodo permette di estendere l'indagine a una porzione di territorio molto vasta, in un tempo di lavoro, relativamente breve in rapporto alle risorse umane disponibili. Per esempio, per una parte del  territorio montano della provincia di Torino e per il comune di Crissolo (CN),per una porzione di territorio molto vasta, pari ad oltre 3000 kmq, in circa due anni è stato possibile disporre di una vasta base di informazioni attendibili sui siti di maggiore rilevanza per la pianificazione del territorio montano.
Anche in questo caso il lavoro è stato svolto in tre fasi consequenziali:

  • lo studio fotointerpretativo, condotto con l’utilizzo di aerofotogrammi estivi del volo Ferretti (anni 1979 e 1980), ha costituito lo strumento principale per individuare la localizzazione probabile delle valanghe, sulla base di indizi geomorfologici, vegetazionali e clivometrici;
  • la ricerca e l’analisi di informazioni storiche d’archivio (Archivio Storico-Topografico delle Valanghe di C.Capello, schede di rilevamento degli eventi valanghivi presso il Corpo Forestale di Stato, dati rilevati da collaboratori della Rete Nivometrica regionale- Mod.7 AINEVA) al fine di integrare le informazioni desunte attraverso lo studio fotointerpretativo e/o di individuare anche quelle aree soggette alla caduta di valanghe storiche, di cui possono non essere più visibili tracce sulle immagini aeree recenti;
  • indagini mirate di terreno, per verificare i siti valanghivi di dubbia collocazione per limitata lettura dei fotogrammi (zone in ombra, piccole valanghe in zone vegetate), o non coincidenti con quanto riportato dalla fonte storica, oppure sede di valanghe prossime a infrastrutture, urbanizzazioni e comprensori sciistici.

I tematismi che costituiscono il prodotto di questo metodo d’indagine sono rappresentati in legenda con il cromatismo rosso e le carte ottenute sono state chiamate Carte dei Siti Valanghivi, CSV, per distinguerle dalle Carte di Localizzazione Probabile delle Valanghe, CLPV.

                

 
  Fig. 1 - Stralcio di CLPV  

 

 

 

 

 

 

Fig.2 - Stralcio di CSV

 

 

 

 

RESTRIZIONI SULL'IMPIEGO DELLA CARTOGRAFIA


I dati e le informazioni associate consentono di ricavare un quadro conoscitivo a carattere territoriale che acquisisce significato in un contesto di interventi ed indagini a livello di programmazione regionale. Ogni impiego di tale quadro conoscitivo per la conduzione di analisi a carattere locale risulterebbe assai scorretto forzando lo "strumento" entro ambiti per i quali non e stato originariamente sviluppato e per i quali si declina ogni responsabilità.

La delimitazione delle aree soggette a valanga è stata individuata sulla base dei caratteri morfologici e vegetazionali riconosciuti al momento del rilevamento. Il limite indicato non può quindi essere inteso come separazione netta tra zona "soggetta" a valanga e zona "non soggetta" a valanga, in quanto non acquisisce il carattere di demarcazione di area di possibile "influenza" o coinvolgimento del fenomeno.

Per le aree soggette anche ad indagini di terreno, che hanno permesso la raccolta di informazioni orali per la verifica dei limiti dedotti tramite fotointerpretazione, la cartografia fornisce un'informazione la più completa possibile, in sintonia con i presupposti metodologici adottati; per le aree di valanga per cui si dispone attualmente soltanto dell'informazione derivante da fotointerpretazione, questa deve essere soggetta alle necessarie verifiche di terreno che consentano una conferma o meno dei limiti rappresentati.

Si tenga inoltre presente che la mancanza di indicazioni della localizzazione di valanghe per una determinata area non implica necessariamente che essa non sia suscettibile al verificarsi di valanghe. L'elaborato tematico prodotto non è quindi di per se’ sufficiente per la valutazione della pericolosità da valanghe di un'area ma, in quanto “mappatura” dei fenomeni valanghivi riconosciuti sul territorio regionale, costituisce un valido punto di partenza per i necessari approfondimenti.

E' inoltre da considerarsi improprio l'utilizzo della cartografia per la scelta di itinerari scialpinistici o escursionistici, in quanto il metodo d'indagine e la scala di rappresentazione del documento non permettono l'individuazione precisa di tutte le aree soggette a valanghe, in particolare quelle di limitate dimensioni, che possono tuttavia costituire una fonte di grave pericolo per l'incolumità delle persone.

La scala idonea di rappresentazione ed impiego delle informazioni è 1:25.000 o eventualmente inferiore.