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Approfondimenti » Meteo » Fenomeni e parametri meteo » Temporali » Segni dell'arrivo di un temporale
 

I segni dell'arrivo del temporale

I fenomeni temporaleschi, soprattutto in estate, sono contraddistinti da una notevole rapidità di sviluppo.

Non di rado, infatti, può capitare che al mattino il cielo sia sereno o comunque soleggiato, ma dalle ore centrali si sviluppino rapidamente le nubi tipiche dei temporali, i cumulonembi, che in poche ore possono portare intense precipitazioni, anche sottoforma di grandine, fulminazioni e forti raffiche di vento.

Come possiamo, quindi, cercare di conoscere in anticipo il potenziale sviluppo di un sistema temporalesco, e riuscire a mettere in atto tutte le azioni preventive (evitare attività all’aperto, chiudere porte e finestre di casa, evitare di metterci in viaggio)? 

La prima prevenzione da mettere in atto è controllare i bollettini meteorologici. Per quanto i temporali siano il fenomeno più difficile da prevedere, sui bollettini meteo ci sono comunque indicazioni di una potenziale instabilità atmosferica e previsioni accurate formulate da esperti, che devono essere tenute in considerazione. E’ essenziale comunque conoscere il fattore “incertezza” legato alle previsioni dei temporali. Spesso infatti la localizzazione può essere differente da quella prevista, così come la temporizzazione (è meglio infatti non fidarsi di quelle previsioni “troppo precise”, che avvertono ad esempio che “i temporali inizieranno alle 14:30”; i temporali potrebbero infatti ritardare, o anticipare rispetto alla previsione). 

Il fattore persistenza è inoltre sempre da tenere in considerazione. Se il giorno precedente ci sono stati intensi temporali pomeridiani, e la mattinata è simile a quella del giorno prima, l’aria può essere fortemente instabile anche oggi. Al contrario, se la giornata odierna si presenta molto più limpida della precedente, e la sera o la notte precedente ci sono stati forti fenomeni temporaleschi, probabilmente la giornata odierna sarà più stabile. 

L’umidità è infatti un fattore fondamentale per lo sviluppo dei temporali, così come il gran caldo. Se le condizioni sono particolarmente afose, l’aria è poco limpida, ci sono già due fondamentali ingredienti per lo sviluppo di nubi temporalesche.

Ovviamente, è fondamentale osservare l’evoluzione dei cumuli già nelle ore mattutine: se già nelle ore della mattinata crescono cumuli “torreggianti” o addirittura cumulonembi, questo è un segno di aria fortemente instabile, e saranno probabili temporali nelle ore pomeridiane.   

 

Fig.1: la rapida evoluzione verticale di un

cumulo indica una notevole instabilità.

 

 

Sul Piemonte, comunque, data la sua complessa orografia, i temporali tendono quasi sempre a nascere dapprima sui rilievi, per poi evolvere muovendosi verso le pianure. Occorre quindi prestare particolare attenzione alle nubi temporalesche in formazione verso le montagne, in quanto i temporali potrebbero influenzare inseguito le zone pianeggianti, aumentando anche di intensità. Oltre ad osservare in particolare i rilievi, però, è utile guardare sempre attentamente alla copertura verso ovest o verso sud: se scorgiamo infatti una rapida crescita di cumulonembi, è possibile che stia arrivando un fronte freddo temporalesco.

Alle nostre latitudini, infatti, la maggior parte dei sistemi perturbati, che possono portare forti temporali, proviene dai quadranti occidentali, che per gran parte dei territorio piemontese coincidono proprio con i rilievi alpini.  

 

 

 Fig. 2: occorre sempre prestare attenzione ai cumulonembi in formazione, anche in lontananza.

 

Non sempre però la formazione di cumuli indica l’arrivo imminente di un temporale. E’ importante infatti osservare la tendenza dei cumuli ad assumere uno sviluppo verticale. Se infatti si formano piccoli cumuli nelle ore centrali della giornata, con limitato sviluppo verticale, allora non è un segno sufficiente di peggioramento. Tali nuvole infatti vengono anche chiamate “cumuli di bel tempo”.

 

 

 Fig. 3: cumuli “del bel tempo”  

 

Se il temporale è iniziato o sta arrivando, per sapere se e in quanto tempo giungerà sulla nostra posizione, o se ci sta solo sfiorando per poi allontanarsi, può essere utile contare l’intervallo tra fulmini e tuoni. Nel caso un temporale si stia avvicinando rapidamente, e si scorgano dei fulmini in lontananza, è possibile fare un rapido calcolo della distanza a cui ci troviamo rispetto al nucleo più attivo del temporale: contiamo a mente infatti i secondi che intercorrono tra la fulminazione e il rumore del tuono, dividiamo per 3 e sapremo approssimativamente a che distanza si trovano le massime precipitazioni (il suono infatti percorre circa 330 m in un secondo). Se ripetiamo il calcolo dopo una nuova scarica e determiniamo la differenza tra le distanze, sapremo con buona confidenza se il temporale si sta avvicinando a  noi, se è stazionario o se si sta allontanando. 

Non è solo dall’osservazione del cielo però che si può dedurre l’imminenza di un temporale. E’ importante infatti anche osservare la natura che ci circonda: prima di un temporale, infatti, la carica elettrostatica è avvertita dagli animali, che tendono ad essere più nervosi: spesso infatti può accadere di vedere uccelli volare più convulsamente e cinguettare con più insistenza. 

 

                                         Fig. 4: Un volo rapido e convulso degli uccelli può indicare

                                           che loro avvertono l’imminenza di un temporale. 

 

 

Anche le piante “avvertono” l’arrivo di un temporale: per accorgersene può essere utile chiudere gli occhi, e respirare a fondo: prima di un temporale, infatti, l’odore delle piante e dei fiori diventa più intenso fino a quando inizia a piovere, poiché molti fiori tendono ad aprirsi per accogliere le gocce d'acqua.