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Approfondimenti » Meteo » Dai modelli alla previsione » Affidabilità delle previsioni
 

Affidabilità delle previsioni

Sebbene la capacità previsionale sia migliorata negli ultimi anni, grazie soprattutto all’evoluzione della modellistica meteorologica in termini non tanto di processi fisici, quanto di implementazione delle catene operative (previsioni di insieme, magari di tipo multimodel, previsioni a lungo termine…), non esiste un orizzonte temporale, anche breve, per cui si può assumere che la previsione sia certa al 100%.

L’affidabilità dipende dalla scadenza di previsione: se nelle prime 24/48 ore si raggiunge un’affidabilità dell’85-90% e più (vedi skill della previsione di precipitazione di Arpa Piemonte), questa decresce rapidamente con il tempo. Le previsioni a medio-lungo termine, in particolare sulla regione Europea, hanno una bassa attendibilità, in generale non superiore alla climatologia. Nonostante ciò oggi vengono spesso divulgate, con fare velleitario e poco scientifico, come affidabili.

L’attendibilità della previsione dipende poi dalla predicibilità intrinseca della configurazione meteorologica: strutture a grande scala, poco mobili, o strutture poco energetiche, caratterizzate da modi dominanti tipici determinano tipologie di tempo che riservano meno sorprese al meteorologo.

Ma quello che più influenza l’attendibilità della previsione è la scala spaziale e temporale: più aumenta il dettaglio nello spazio e più viene ristretto il periodo temporale di riferimento della previsione più diminuisce la possibilità che la previsione sia corretta. Solo con l’utilizzo congiunto di modelli, dati osservati ed esperienza interpretativa è possibile produrre previsioni locali e puntuali affidabili (vedi andamento della temperatura osservata e prevista nella prima settimana di febbraio 2012 sulle stazioni di pianura della rete di Arpa Piemonte) in un breve range temporale.

La confidenza che è possibile riporre in una previsione meteorologica è quindi variabile nel tempo: ingredienti fondamentali sono comunque la capacità interpretativa e decisionale del meteorologo, il confronto continuo delle previsioni con una buona rete osservativa e l’accompagnamento della previsione con un “onesto” grado di attendibilità.