Uno sguardo rivolto agli inquinanti non convenzionali nell'aria

28 gennaio 2016

Il monitoraggio outdoor delle Aldeidi e delle Sostanze Organiche Volatili -SOV-  è uno dei progetti sviluppati dalla Struttura di Igiene Industriale nel corso dell’anno 2015.

Lo scopo del progetto è quello di valutare la presenza nell’ambiente esterno di alcuni inquinanti che possono essere considerati ubiquitari e che comunemente si ritrovano nei processi industriali, al fine di acquisire informazioni importanti sulla loro diffusione nel territorio regionale, sia in funzione di studi di impatto ambientale, sia per un confronto tra le concentrazioni outdoor e indoor.

Sono stati, quindi, monitorati aldeidi, idrocarburi aromatici, tetracloruro di carbonio e alcuni solventi alogenati. L’attenzione si è concentrata su tali categorie di sostanze a causa delle loro caratteristiche tossicologiche (alcuni composti sono cancerogeni o sospetti cancerogeni, tossici per via inalatoria, irritanti per le vie respiratorie e per la cute) e per la loro ampia diffusione nei processi industriali.

Le misure sono state eseguite in quattro stagioni diverse, al fine di valutare eventuali differenze di concentrazione legate alla stagionalità

Per l'esecuzione dei monitoraggi sono stati individuati nove punti di prelievo, secondo le indicazioni fornite dalla struttura Sistemi Previsionali. In sette di questi sono installate stazioni fisse per il monitoraggio della qualità dell'aria gestite da Arpa Piemonte.

I siti individuati possono rappresentare differenti situazioni di inquinamento atmosferico:

-          zone rurali (Vinchio);

-          zone alpine (Ceresole Reale, Pragelato);

-         contesto urbano (Torino - via Rubino, Asti, Carmagnola, Grugliasco);

-          zona industriale (Cerano);

-          zona rurale in prossimità dell'area metropolitana torinese (Druento Parco La Mandria).

Le aldeidi (formaldeide, acetaldeide, butilaldeide) sono risultate maggiormente presenti nelle aree urbane, rispetto alle aree rurali montane e di pianura.

Le stesse aree urbane hanno poi evidenziato, come era ipotizzabile, una maggiore presenza di inquinanti tipici del traffico veicolare quali benzene, toluene, xileni, etilbenzene, praticamente assenti nelle stazioni remote, ove si sono rilevate unicamente basse concentrazioni di toluene.

Il progetto ha permesso di incrementare le informazioni e di ottenere un aggiornamento circa i livelli di concentrazione nell’aria ambiente anche di inquinanti che normalmente non vengono determinati dalle normali attività di controllo e monitoraggio della qualità dell’aria, valutandone i livelli in differenti siti e stagioni.

Si ritiene quindi di aver acquisito elementi importanti e utili soprattutto nei casi in cui si debbano valutare delle situazioni espositive a basse concentrazioni, o in fase di valutazione del rischio chimico ambientale.

Sulla base dei risultati conseguiti è apparso evidente il carattere ubiquitario di diversi inquinanti di natura antropica per i quali sinora si hanno serie limitate di dati di esposizione, nonostante l’elevata tossicità per la salute dell’uomo, come ad esempio nel caso del carbonio tetracloruro.

A conclusione di questa esperienza, si ritiene necessario implementare il lavoro sin qui condotto con ulteriori monitoraggi, nel corso del 2016, da condurre con modalità specifiche in fase di definizione.

La relazione finale del progetto

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