Il restauro ecologico per la mitigazione e la compensazione di impatti. Esempi e casi studio

SEMINARIO

Si è tenuto lo scorso 25 febbraio 2014 presso l'Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università degli Studi di Torino

(Via Accademia Albertina, 13 - Torino).


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La notizia

 

L'introduzione e gli obiettivi

Il restauro ecologico è un processo guidato dall’uomo in cui si ricostruisce un habitat che è stato degradato, danneggiato o distrutto, utilizzando il più possibile le comunità vegetali, animali ed il suolo in loco per rigenerare le basi vitali e indirizzarlo verso la maggiore integrazione possibile rispetto alle condizioni precedenti al disturbo.

Operativamente ci si avvale di un insieme di tecniche che mirano a reintrodurre elementi prelevati dal selvatico e a incidere sulle caratteristiche ecologiche dell’habitat per favorire la colonizzazione di specie coerenti con le comunità tipiche dell'ecosistema di riferimento.

La mitigazione di impatti su habitat di opere soggette a procedure di VIA ne costituisce uno dei principali campi applicativi
e diventa fondamentale per quei progetti che hanno incidenza su habitat ricadenti in siti appartenenti alla Rete Natura 2000 in cui viene sancito l’obbligo della compensazione ecologica per gli habitat segnalati come prioritari ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva “Habitat”).
Le esperienze pratiche che si stanno realizzando definiscono una disciplina che, nei prossimi anni, sulla spinta degli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità per il 2020, si prevede avrà notevole importanza. 

Il seminario intende illustrare alcuni casi emblematici seguiti da Arpa Piemonte nell'ambito di attività di supporto tecnico alle valutazioni ambientali e delle conseguenti verifiche d'ottemperanza dei provvedimenti intrapresi.


Ad essi si affianca la presentazione di alcuni interventi realizzati da Parchi regionali, che hanno maturato una vasta esperienza per la soluzione di specifici problemi ecologici e la valorizzazione delle opportunità del loro territorio protetto.
Vengono infine presentati contributi dell'Università degli Studi di Torino sull'uso di bioindicatori nel monitoraggio per la verifica evolutiva dei neoecosistemi.

I contatti

 

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