Sistema automatico di radiosondaggio dell’atmosfera

 

Dal 1999, presso l’Aeroporto di Cuneo-Levaldigi, è installata una strumentazione automatica di radiosondaggio atmosferico (Fig.1).

Due volte al giorno (per convenzione alle 00 UTC ed alle 12 UTC) il sistema lancia nell’atmosfera un pallone gonfiato con elio a cui è collegata un'apparecchiatura, la radiosonda, dotata di sensori per la misura della temperatura, dell'umidità e della pressione: questi parametri sono misurati nella troposfera e nella bassa stratosfera, fino a circa 30 Km di quota.

Fig1_autosonda

Fig. 1: il sistema autosonda apre i coperchi del cilindro di lancio, e rilascia pallone e radiosonda in atmosfera

 

Durante il radiosondaggio vengono inoltre stimate velocità e direzione del vento per via indiretta, calcolando cioè la posizione della sonda tramite il sistema di navigazione LORAN–C (è un sistema di radionavigazione a bassa frequenza, costituito da stazioni radiotrasmittenti situate in tutto il mondo), oppure, utilizzando un altro tipo di radiosonde (Fig. 2), più evolute e precise, mediante il sistema GPS.

Fig2_autosonda

Fig. 2 : radiosonda di tipo RS92-SGP: mediamente il sondaggio raggiunge 30 km di altezza, in un tempo di circa 1 ora e 30 minuti, con una velocità di ascesa di circa 300 metri/minuto

Le caratteristiche del profilo dell’atmosfera misurate con le radiosonde vengono rappresentate in un diagramma (Fig. 3) che contiene l'andamento della temperatura, dell’umidità e del vento rispetto alla quota. Inoltre vengono indicati altri parametri, misurati o calcolati a posteriori: i principali sono l'altezza dello zero termico ZT, gli indici di instabilità K index, TOTAL TOTALS index, LIFTED index, e CAPE, e gli indici di stabilità atmosferica, come ad esempio il CIN.

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Fig. 3 : rappresentazione su un diagramma logaritmico del radiosondaggio (quota in Km e mb), valori di Zero Termico, indici di instabilità e stabilità atmosferica

I dati rilevati in un radiosondaggio sono utili sia a fini di analisi, che di previsione meteorologica: mediante questi è infatti possibile caratterizzare l’atmosfera, definirne come già detto le condizioni di stabilità o di instabilità, e ad esempio verificare la presenza di strati di inversione termica, condizione che favorisce la formazione delle nebbie in pianura in inverno, e la cui presenza ed altezza influisce in modo rilevante sulla diffusione degli inquinanti.

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