Argomento del mese - La montagna

Logo Giornata della montagnaIn occasione della Giornata Internazionale della Montagna,  dedichiamo tutto il mese al tema.
Quali sono le attività che Arpa svolge? Quali progetti ha seguito?

 

pulsantegeologia.jpgFrane ma non solo

La superficie terrestre è soggetta a processi superficiali di modellamento naturale quali le piene fluviali e torrentizie e le frane, noti comunemente come fenomeni di dissesto idrogeologico. Per una corretta conoscenza di questi processi, e di conseguenza una sostenibile gestione del territorio, sono indispensabili l'analisi geomorfologica, che permette di ricavare un quadro della distribuzione spaziale e delle caratteristiche dei fenomeni, e un'approfondita analisi storica, per determinarne la ricorrenza e ricavare informazioni sull'intensità.
Alcune tipologie di fenomeni franosi, quali le frane a lenta evoluzione, si prestano ad essere controllate nel tempo, al fine di valutarne l'entità degli spostamenti nell'unità temporale di riferimento (es. cm/mese). Arpa Piemonte gestisce la Rete Regionale di Controllo dei Movimenti Franosi (ReRCoMF), nata a metà degli anni '90: sui siti di monitoraggio sono installati appositi strumenti di misura, regolarmente controllati e mantenuti.
La superficie terrestre è soggetta inoltre a movimenti crostali profondi: al fine di quantificarne l’entità (misurabile in qualche mm/anno), l'Agenzia ha realizzato e gestisce una rete di stazioni GPS permanenti distribuite sul territorio, anche a supporto delle conoscenze sul rischio sismico del territorio piemontese.
Per studiare entrambe le tipologie di deformazione della superficie terrestre (superficiale/profondo), ad integrazione dei dati delle reti di monitoraggio tradizionali, Arpa Piemonte ricorre a tecnologie innovative quali l'interferometria satellitare.
Inoltre, dal 2009, Arpa Piemonte ha realizzato una rete di stazioni di monitoraggio del permafrost, la cui evoluzione condiziona la stabilità dei pendii montani in alta quota.

Geologia e dissesto

Pubblicazioni

  • Collana Itinerari geologici in Piemonte

- La Valle Cervo (2010)
- Le Valli di Lanzo (2009)
- La Valsesia (2007)

 

pulsantebiodiversit.jpgBiodiversità

Si è concluso nel 2012 il progetto Biodiversità: una Ricchezza da conservare. Gli obiettivi sono la salvaguardia e la valorizzazione delle specie autoctone e degli ecosistemi montani e lacustri, in funzione dell'impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità, ponendo l'accento sulla collaborazione tra i diversi enti di tutela ambientale presenti sul territorio transfrontaliero attraverso attività di ricerca, promozione congiunta e scambi di esperienze.

Le attività in cui è stata coinvolta Arpa Piemonte (Ambiente e Natura e Sistemi previsionali) si inseriscono nell’ambito dell’asse Ambiente e Territorio Adattamento degli ecosistemi alpini e prealpini al cambiamento climatico e si articolano in:

  • produzione di analisi climatologiche per la valutazione del cambiamento climatico in passato ed in corso,
  • downscaling dei modelli a scenari futuri,
  • produzione di indicatori ecologici,
  • miglioramento ed implementazione del monitoraggio delle specie sensibili al cambiamento climatico,
  • definizione di strategie comuni di adattamento al cambiamento climatico.

Evento conclusivo


Pubblicazioni

 

alluvione iconaAlluvioni

Il rischio d’inondazione colpisce fortemente le regioni alpine che sono caratterizzate da bacini a forte pendenza e da piogge intense in grado di generare piene improvvise particolarmente pericolose. Sebbene le alluvioni siano fenomeni naturali impossibili da prevenire, tuttavia è possibile ridurre vittime, danni ambientali ed economici, attraverso un’adeguata valutazione e gestione dei rischi. Arpa Piemonte, in partenariato con Arpa Lombardia e con il Canton Ticino, ha proposto uno specifico progetto sulle tematiche del rischio idraulico denominato FLORA (FLood estimation in complex Orographic area for Risk mitigation in Alpine space) che ha avuto come obiettivo il miglioramento di strumenti operativi per la difesa dalle alluvioni in un’area ad orografia complessa come quella rappresentata dalle valli alpine italo-svizzere e l'aumento del livello di protezione dalle alluvioni quale strumento di adattamento e mitigazione degli effetti indotti sul territorio dai cambiamenti climatici.

Pubblicazioni

 

Valanghe iconaNeve e valanghe

Il rilievo dell’altezza del manto nevoso e delle sue caratteristiche viene condotto sull’intero arco alpino per mezzo della Rete Nivometrica Automatica e della Rete Nivometrica Manuale, con l’obiettivo principale di raccogliere dati utili alla valutazione del pericolo di valanghe sull’arco alpino della regione. La creazione di una base dati ormai più che venticinquennale sull’innevamento in Piemonte contribuisce inoltre in modo determinante agli studi per alla caratterizzazione climatica del Piemonte.
L'attività previsionale si attua nel periodo da dicembre a maggio  attraverso la pubblicazione di previsioni per l'arco alpino piemontese sul pericolo valanghe e sui relativi effetti attesi sul territorio.

Vengono emessi un Bollettino Valanghe diffuso al pubblico con cadenza trisettimanale e un Bollettino Nivologico con cadenza giornaliera, specifico per l’allertamento sul rischio valanghe in territorio antropizzato, diffuso alle autorità con funzioni di protezione civile.

Pubblicazione

 

laghi alpini iconaLaghi alpini

Arpa Piemonte ha partecipato al progetto Europeo SILMAS in qualità di responsabile dell'azione WP4, Work Package 4, “Alpine Lakes running changes” (Laghi Alpini: cambiamenti in corso) inerente gli effetti dei cambiamenti climatici sui laghi alpini.

Il WP4 ha seguito due differenti tipi di approccio: biologico e fisico/chimico.
Il primo comprendente la raccolta di dati lacustri storici (chimici, fisici e biologici) ha analizzato le tendenze e gli eventi ecologici significativi.
Il secondo, comprendente dati in relazione agli aspetti idrologici e termodinamici, è stato utile al fine di determinare i cambiamenti climatici sui laghi e nei bacini imbriferi ad essi connessi.

Obiettivo finale è stato fornire un utile strumento decisionale in grado di descrivere gli scenari che possono essere attesi dai cambiamenti climatici legati alle principali tipologie di laghi alpini.

Pubblicazione

 

incendi boschivi iconaIncendi boschivi

Il progetto ALP FFIRS, partito nel 2009, ha visto il coinvolgimento di quindici partner, da sei nazioni diverse, che hanno operato insieme sul tema della prevenzione degli incendi boschivi dell’arco alpino.

ALP FFIRS è l’acronimo di ALPine Forest FIre waRning System, cioè un sistema di allerta degli incendi boschivi alpini. Il principale obiettivo del progetto è infatti la riduzione del rischio di incendi boschivi nel territorio alpino. Come?

  • Creazione di strumenti operativi a supporto della prevenzione.
  • Diffusione delle conoscenze e della consapevolezza degli impatti diretti e indiretti degli incendi sul patrimonio forestale.
  • Promozione di iniziative transfrontaliere per una gestione sinergica delle operazioni di spegnimento e la condivisione di buone pratiche.

Un importante risultato è stato, da parte dei partner, la definizione e l’adozione di una scala di pericolo comune per la valutazione del pericolo di incendi boschivi legata alle condizioni meteorologiche.

Sulla base di questa scala, è stato realizzato un sistema di allertamento condiviso in grado di dare in anticipo indicazioni sulle condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi boschivi che consente di attivare per tempo azioni di prevenzione e di eventuale gestione delle operazioni di spegnimento.

Pubblicazione

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