Indicazioni operative per i gestori delle aziende AIA-RIR

Arpa Piemonte sta predisponendo una banca dati regionale per ottimizzare la base dati informativa sulla quale effettuare le valutazioni di competenza in merito ai potenziali rischi di incidenti/malfunzionamenti con effetti sull’ambiente.

Tale database è fondamentale anche per la gestione delle emergenze ambientali in caso di incidenti.

 Alcune indicazioni per la trasmissione dei dati richiesti ai gestori delle aziende AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) – RIR (Rischio di Incidente Rilevante)

  1.   Dati richiesti

Ai gestori è stata richiesta la restituzione delle informazioni in un file excel allegato alle comunicazioni inviate via mail ai fini della costruzione della banca dati AIA correlata alla nuova organizzazione di reperibilità di Arpa Piemonte in avvio entro il primo semestre 2021.

La richiesta di aggiornamento periodico di quanto trasmesso (dati quali-quantitativi, SdS e planimetrie) varrà ovviamente solo qualora vi siano state modifiche al processo produttivo aziendale tali da incidere sui dati quali-quantitativi dichiarati con il primo invio, se no faranno testo i file già inviati, previa autodichiarazione del gestore.

Per le AIA nazionali Arpa Piemonte si confronterà con Ispra per integrare eventualmente la richiesta di aggiornamento di tali dati nella relazione annuale o autodichiarazione come sopra richiamato.

2. Riservatezza e modalità di trasmissione dei dati

I dati sono ad uso interno di Arpa.

Si valuteranno piattaforme informatiche per trasmissioni “pesanti” alternative alle pec attuali, ad oggi già attuabili su proposta del gestore (es. we-transfer) con lettera di accompagnamento via pec.

 3. Interfaccia della richiesta con quanto previsto dall'art. 29-sexies, comma 6 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.

Tale richiesta dati ben si raccorda, integrandola, con la documentazione fornita ai sensi del 29-sexies c.6 del D.Lgs 152/06 ed è finalizzata a strutturare in un data-base di facile consultazione i dati in parte già richiesti nelle relazioni annuali o da conservare c/o le aziende

4. Mancato invio dei dati richiesti, ai fini della sanzionabilità ex art. 29-quattordecies comma 8 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i,

Non sono sicuramente applicabili ad oggi sanzioni per tali richieste ai sensi dell’articolo su citato. La documentazione richiesta non è finalizzata ad ispezioni in ambito Reach e CLP.

5. Foglio Materie prime/Prodotti finiti e SdS

Nel file excel si richiede di elencare tutte le sostanze e miscele pericolose, ai sensi del Regolamento CLP 1272/2008 e smi, siano esse materie prime, intermedi e prodotti finiti (colonne A-I), raggruppate per area di stoccaggio (colonna F).

Relativamente alla colonna E se i sistemi di deposito e stoccaggio non sono manufatti fissi (es. serbatoi ecc.), ma cisternette o altro, la colonna “G” potrà non essere compilata ma si forniranno solo i dati della colonna H e I.

 

In merito alla trasmissione delle SdS, si indicano i criteri sotto elencati:

  1. per le sostanze/miscele soggette ad autorizzazione specifica per lo stoccaggio (es. gas tossici, oli minerali) fornire la scheda di sicurezza, indipendentemente dal massimo quantitativo detenuto;
  2. per le altre sostanze/miscele a discrezione del gestore potrà essere individuata per ogni categoria di pericolosità (es. tossiche, infiammabili, comburenti) la sostanza/miscela rappresentativa della categoria stessa; ci si riferisce soprattutto alle miscele che costituiscono intermedi o prodotti finiti che, pur avendo diversi nomi commerciali e composizioni che differiscono, hanno però analoghe caratteristiche (es. resine, vernici). Analoga considerazione in taluni casi potrebbe essere applicata anche a sostanze per le quali si ritiene di poter individuare una sostanza di riferimento con caratteristiche di pericolo assimilabili.

Si ritiene di indicare per ciascuna sostanza/miscela la relativa SdS o quella della sostanza corrispondente rappresentativa della categoria come richiamato al punto 2.

 

Si riporta al tal fine un esempio di compilazione del file excel

Denominazione sostanza/miscela ecc.

CAS (se pertinente)

utilizzo (materia prima, intermedio, prodotto finito, ausiliari, catalizza…)

Stato fisico (liquido, solido, gassoso)

Modalità di stoccaggio (fusti, serbatoi fuori terra, serbatoio interrato, bombole)

sigla area di stoccaggio come da planimetria 1-2 allegata

Capacità massima stoccabile (kg)

Capacità media stoccata (kg)

CONSUMO annuo (Kg/a)

scheda di sicurezza

Vernice A

-

Prodotto finito

liquido

Serbatoio - Fustini

A-M

kg 12.000

 

       47.575

Vernice A

Vernice B

-

Prodotto finito

liquido

Serbatoio

M

kg 12.200

 

       25.101

 

6. Rifiuti

La colonna di riferimento è la “C”.

In sostanza si possono avere due casi: rifiuti gestiti e/o rifiuti prodotti.

In relazione alla tipologia di selezione della colonna C:

-       Si compileranno in sequenza la colonna D, E, F, G. La colonna “H” costituisce il riferimento principale poiché in una stessa area possono essere presenti più macrocategorie EER.

 - Nella colonna “I” si riporta la capacità massima stoccabile riferita al singolo EER o alla macrocategoria e all’area indicata in planimetria, qualora nell’autorizzazione non si abbia un valore di riferimento. Ovviamente le macrocategorie potranno essere ripetute se stoccate in aree diverse

 - Nella colonna J (capacità media) riportare i quantitativi medi depositati nell’anno e desumibili dal MUD, ovvero riprendere i quantitativi riportati nella colonna K e dividerli per i giorni lavorativi. Si avrà così la giacenza/capacità media

 - Nella colonna K, riportare i valori in ingresso e/o in uscita impianto e desumibili dal MUD ovvero i rifiuti ricevuti da terzi/prodotti nell’anno la cui quantità è desunta dal MUD (kg/anno)

 7. Planimetrie

Le planimetrie dovrebbero essere accorpate nel limite del possibile in relazione alla complessità dell’installazione stessa e quindi della leggibilità.

Nelle planimetrie dovrebbe essere indicato il percorso delle acque di spegnimento in caso di incidenti ove presente una rete aziendale e specificato il destino di tali acque e cioè se vengono raccolte in serbatoi di accumulo, inviati all’impianto di trattamento acque di prima pioggia mediante la rete di stabilimento oppure direttamente in corpo idrico/sul suolo. Inoltre, si dovranno indicare i punti di prelievo delle acque di spegnimento. Le indicazioni sulla rete di raccolta delle acque di spegnimento non sono obbligatorie ma le informazioni richieste da Arpa servono a capire l’eventuale destino di tali acque in caso di incidenti/incendi in modo da valutare anche azioni immediate da mettere in campo per evitare rilasci/inquinamenti ambientali. Ciò comporta che il Gestore individui il punto di possibile fuoriuscita all’esterno dello stabilimento di tali acque che potrebbe anche coincidere con lo scarico delle acque meteoriche piuttosto che con lo scarico delle acque reflue.

Il file da compilare inviato ai gestori

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