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Un Foehn “da manuale”

Circondata dalle Alpi, la nostra regione è spesso interessata da venti di caduta secchi e caldi: il Favonio, meglio noto come Foehn.
Ma cosa trasforma delle normali condizioni di foehn nelle valli alpine in un vento di caduta “perfetto, da manuale” che interessa anche le zone pianeggianti piemontesi?
La risposta alla domanda si può ritrovare nei giorni di domenica 10 e lunedì 11 novembre 2013.

Elenchiamo innanzitutto gli ingredienti meteorologici che favoriscono la formazione del Foehn sul Piemonte:

• aria umida in arrivo dai versanti francesi o svizzeri;
• transito di un fronte freddo da nord o nordovest;
• posizionamento della corrente a getto con componente settentrionale sulla regione;
• formazione di un gradiente barico, ovvero di una differenza di pressione, tra i versanti alpini francesi e quelli subalpini piemontesi e valdostani (cosiddetto "naso del foehn");
• ciclogenesi sulle Alpi con minimo di bassa pressione al suolo sulle regioni adriatiche.

Laddove non si verifichino contemporaneamente tutti gli elementi sopra citati, si avranno condizioni di Foehn estese, parziali, intense o moderate.
Il caso delle giornate del 10 e dell’11 novembre 2013, invece, può essere sicuramente inserito nelle condizioni di Foehn perfette. Sabato 9 novembre è stata una giornata autunnale, caratterizzata da una perturbazione atlantica che avanzava dalla Francia e transitava sulle regioni settentrionali della nostra penisola.

Il suo passaggio sul Piemonte ha portato aria umida proveniente dalla Francia e dalla Svizzera e un fronte freddo in transito sulla catena alpina nel corso della mattinata. A tutto questo si è associato l’elemento fondamentale per una ventilazione interessante sulle Alpi: un gradiente di pressione che ha raggiunto valori di 8 hPa tra le zone alpine francesi e quelle italiane. In questo modo la perturbazione ha scaricato gran parte dell’umidità in Francia e, una volta oltrepassati i rilievi alpini, ha accelerato sui versanti delle valli piemontesi e valdostane, dando vita ad un “timido” Foehn, limitato alle zone vallive comprese tra Alpi Cozie e Pennine.

    

Figura 1 – È sabato mattina ed il Foehn comincia ad interessare le valli alpine. Qui, in alta valle Stura, si vede il muro del Foehn interessare le zone di confine.

Foto Stefano Bovo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

Figura 2 – Nella sera di sabato 9 novembre inizia a formarsi il gradiente barico sulle Alpi del nordovest
italiano (il cosiddetto "naso del foehn").
  Figura 3 – Il transito del fronte freddo sulle Alpi nella mattina di sabato 9 novembre 2013

 

Domenica 10 novembre si sono aggiunti tre nuovi ingredienti, che hanno trasformato il Foehn da timido a imperioso. Transitando sul nord Italia, infatti, la perturbazione ha lasciato spazio al passaggio della corrente a getto, molto energetica, che verso sera si è prolungata dalla Francia alle due isole maggiori di Sardegna e Sicilia orientale. L’evidenza del jet stream si evince non solo dalle mappe meteo sotto riportate, ma anche dai valori di vento in alta quota registrati dalle centraline automatiche dell’Agenzia. A Gran Vaudala, infatti, la stazione di Ceresole ha registrato venti superiori ai 100 km/h, con raffiche anche superiori ai 180 km/h.
Contemporaneamente, dalla perturbazione principale ha iniziato ad isolarsi un minimo di pressione a tutte le quote, che al tramonto si è posizionato sull’Adriatico.

 

   

   Figura 4 – La corrente a getto, ovvero le forti ed             energetiche correnti al limite della troposfera, si posiziona  sulla nostra regione, passa sulla Sardegna dirigendosi verso la Sicilia.

 

   Figura 5 – Nella serata di domenica il minimo di
   pressione al suolo si posiziona sull’Adriatico ed il
   gradiente barico sulle Alpi è notevole: 14 hPa di
   differenza di pressione tra i versanti alpini italiani
   e quelli francesi e svizzeri ("naso del foehn").

 

Dunque, in maniera concomitante, si sono verificati tutti gli ingredienti elencati in precedenza. Inoltre, uno di essi si è inasprito ulteriormente: il gradiente di pressione sulle Alpi, arrivato a ben 14 hPa, ha prodotto il cosiddetto “muro del Foehn”, un imponente muro di nuvole confinato sulla catena alpina, con il vento di caduta che nella serata di domenica ha raggiunto le pianure piemontesi (registrati oltre gli 80 km/h a Lozzolo in provincia di Vercelli). 

 

   

Figura 6 – L’imponente “muro del Foehn” visto alle 11:30 di domenica 10 novembre 2013 dalla sala di previsione del centro funzionale di ARPA Piemonte.

Foto Nicola Loglisci.

 

Lunedì 11 la corrente a getto ha continuato a soffiare violentemente dalla Francia fino alla Sicilia, mentre il minimo di pressione al suolo ha raggiunto il suo culmine con un centro di bassa pressione di ben 994 hPa al mattino, in spostamento dalle coste campane verso le isole Egadi. Le altre componenti hanno continuano ad essere presenti nel panorama meteorologico a grande scala ed il Foehn ha continuato a soffiare esteso fino al pomeriggio.

 

   
    Figura 7 – La corrente a getto oramai si estende fino
    alla Sicilia.
      Figura 8 – Al mattino di lunedì il minimo di pressione
    al suolo si trova sulle coste campane con un minimo
    barico di 994 hPa. È ancora ben presente il forte
    gradiente barico sulle Alpi (che disegna il cosiddetto
    "naso del foehn").

 

 

 

Figura 9 – Tarda mattinata di lunedì 11 novembre 2013 Ben visibili gli effetti del vento caldo e secco: bassissimi valori di umidità e incrementi termici anche di 8 °C rispetto al giorno precedente.