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19 aprile 2018 - Su tutto l'arco alpino piemontese innevamento sopra la media del periodo
A metà aprile l’innevamento sull’arco alpino piemontese risulta sopra la media d...

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13 aprile 2018 - Diffusa instabilità del manto nevoso per il brusco rialzo delle tempertaure. Il video del pericolo valanghe
La settimana è stata caratterizzata da tempo perturbato con nevicate diffuse ed ...

12 aprile 2018 - Tempo variabile nel fine settimana. Il video per l’escursionista
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Tematismi » Clima » Impatti » Biodiversità
 

Clima e biodiversità

La biodiversità misura la varietà di specie animali e vegetali nella biosfera, ovvero nelle zone terrestri dove è possibile la vita. Essa è il risultato di lunghi processi evolutivi influenzati anche dalle fluttuazioni delle concentrazioni di biossido di carbonio, temperatura, precipitazioni. L'evoluzione è il meccanismo, basato sulle strategie di adattamento naturali, che da oltre tre miliardi di anni permette alla vita di adattarsi al variare di tali condizioni e deve continuare a operare affinché questa possa ancora ospitare forme di vita in futuro.
Tra gli elementi che alterano l’equilibrio e i processi evolutivi, i cambiamenti climatici occupano un ruolo essenziale se non il principale.
I cambiamenti climatici che hanno portato all’evoluzione avvenuta per miliardi di anni, sono avvenuti nell’arco di un esteso periodo di tempo e in un ambiente non così frammentato com’è quello attuale e sottoposto alle pressioni legate alle attività dell’essere umano.
Proprio le intense attività antropiche hanno portato ad una perdita di biodiversità, seppur avendo come risultato benefici e servizi per l’essere umano.
Il rateo e la grandezza del cambiamento climatico indotto dall’aumento dei gas ad effetto serra ha e continuerà ad influenzare la biodiversità sia direttamente che indirettamente.
I cambiamenti climatici saranno con molta probabilità uno dei più significativi motori nella perdita di biodiversità per la fine del secolo. Infatti il cambiamento climatico in atto sta già forzando la biodiversità ad adattarsi attraverso spostamenti di habitat, cambiamento di cicli di vita o attraverso lo sviluppo di nuove caratteristiche fisiche.

La conservazione degli ecosistemi naturali terrestri, marini e di acqua dolce, nonché il ripristino degli ecosistemi degradati, è essenziale in quanto tali ecosistemi giocano un ruolo chiave nel ciclo globale del carbonio e nell’adattamento al cambiamento climatico.
La biodiversità, infatti, può sostenere gli sforzi per ridurre gli effetti negativi del cambiamento climatico. Habitat integri possono rimuovere il biossido di carbonio dall’atmosfera o ridurre gli impatti disastrosi di un cambiamento climatico come inondazioni e tempeste.
 
Un adattamento basato sugli ecosistemi, che integri l’uso della biodiversità in una strategia generale di adattamento, può essere efficace e generare benefici sociali, economici e culturali, nonché contribuire alla conservazione della biodiversità.
Le opzioni per aumentare la capacità di adattamento delle specie e degli ecosistemi in modo da fronteggiare gli accelerati cambiamenti climatici includono:
  • riduzione degli inquinanti, dello sfruttamento intensivo del territorio, della perdita e della frammentazione di habitat, dell’introduzione di specie aliene invasive
  • adozione più allargata di pratiche conservazione e di uso sostenibile, incluso il consolidamento di reti di aree protette
  • favorire una gestione dell’adattamento attraverso il rafforzamento di sistemi di monitoraggio e valutazione.
 
Sul nostro territorio regionale, i cambiamenti hanno prodotto fenomeni importanti a livello dell’ambiente fisico già parzialmente osservabili: riduzione della permanenza del manto nevoso a bassa quota, arretramento dei ghiacciai, degradazione dello strato di ghiaccio permanente nel suolo, maggiore frequenza di eventi estremi come siccità e inondazioni, innesco di frane. Le conseguenze possibili riguardano direttamente il futuro dell’economia delle comunità umane insediate nell’ambiente alpino, già di per sé fragili e in gran parte dipendenti dal turismo invernale.
 
Anche la biodiversità potrà essere interessata. Le condizioni meteo-climatiche sono un fattore determinante della struttura degli ecosistemi e della distribuzione geografica di specie vegetali e animali. Quando i parametri meteorologici superano i limiti di tolleranza fisiologica propri di ogni singola specie, queste possono essere forzate a rispondere in vario modo, modificando la temporizzazione dei propri cicli vitali, spostandosi alla ricerca di territori più idonei, cambiando morfologia, comportamento o funzioni fisiologiche che incidono sulla produttività degli ecosistemi.
Nonostante le Alpi siano la catena montuosa più sfruttata del mondo, il loro paesaggio naturale custodisce un vasto patrimonio di specie animali e vegetali riconosciuto a livello internazionale.

 

 
Alla base di questa grande diversità di organismi viventi c’è la grande varietà di habitat e di processi naturali che ne regolano la dinamica, tra cui quelli climatici riscontrabili in alta montagna, dove variazioni anche minime di altitudine, pendenza ed esposizione possono amplificare la gamma dei microclimi.
L’ambiente alpino è contraddistinto da un’estrema variabilità delle condizioni climatiche, in genere molto rigide: estate alpina molto breve, con elevata incidenza di radiazioni solari, fortissimi e improvvisi sbalzi di temperatura che comportano anche differenze di decine di gradi tra le parti esposte al sole e quelle in ombra, venti ad effetto evaporante e inaridente che causano erosione dei suoli e scalzamento delle piante, copertura nevosa che, pur abbreviando il periodo vegetativo, difende sotto la sua coltre le piante dagli effetti del gelo.
Tali condizioni impongono limiti ben precisi allo sviluppo degli organismi viventi che hanno dovuto sviluppare tecniche e strategie particolari per sopravvivere in un ambiente tanto ostile.
Alla base di questa grande diversità di organismi viventi c’è la grande varietà di habitat e di processi naturali che ne regolano la dinamica, tra cui quelli climatici riscontrabili in alta montagna, dove variazioni anche minime di altitudine, pendenza ed esposizione possono amplificare la gamma dei microclimi.
L’ambiente alpino è contraddistinto da un’estrema variabilità delle condizioni climatiche, in genere molto rigide: estate alpina molto breve, con elevata incidenza di radiazioni solari, fortissimi e improvvisi sbalzi di temperatura che comportano anche differenze di decine di gradi tra le parti esposte al sole e quelle in ombra, venti ad effetto evaporante e inaridente che causano erosione dei suoli e scalzamento delle piante, copertura nevosa che, pur abbreviando il periodo vegetativo, difende sotto la sua coltre le piante dagli effetti del gelo.
Tali condizioni impongono limiti ben precisi allo sviluppo degli organismi viventi che hanno dovuto sviluppare tecniche e strategie particolari per sopravvivere in un ambiente tanto ostile.
Arpa Piemonte ha svolto, nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera “Biodiversità: una ricchezza da conservare”, promosso dalla provincia di Verbania, in collaborazione con il Parco regionale del Lago Maggiore e del Parco nazionale della Val Grande, attività inerenti lo studio della biodiversità in ambiente alpino ed i suo legami con il cambiamento.