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Approfondimenti » Terremoti » Rete sismica » Evoluzione rete sismica
 

Evoluzione della rete sismica regionale

La prima stazione della rete regionale nord-occidentale fu installata a Genova e divenne operativa nel luglio del 1963; era dotata di sismometri Hiller-Askania che registravano su carta fotografica. Le scadenze temporali sui sismogrammi erano fornite da un pendolo Riefler, il cui tempo assoluto era rilevato e registrato tramite segnali radio (Bossolasco et al., 1972).
Successivamente vennero installate le prime stazioni sismiche nel Piemonte meridionale, con lo scopo di monitorare l'attività sismica prossima alle dighe, in seguito al significativo sciame sismico che avvenne in prossimità di Entracque nella primavera del 1966.
Le storiche stazioni di Sant’Anna di Valdieri e di Roburent furono quindi allora installate, insieme con una stazione a Cuneo, successivamente dismessa.
Sebbene il primo nucleo della rete nacque con un obiettivo di monitoraggio specifico, si fece poi uno sforzo significativo per installare un maggior numero di strumenti, al fine di ottenere una descrizione più ampia della sismicità, inizialmente delle Alpi sud-occidentali e successivamente dell'intero settore nord-occidentale della penisola.
Nel 1972 (Bossolasco et al., 1972) 11 stazioni monitoravano la sismicità dell'intero settore fino a Pinerolo. Alcuni di questi siti furono operativi per un periodo limitato e vennero dismessi a causa della rumorosità o di interferenze del segnale radio. Al 1976 risale la prima estensione al lato orientale della Liguria con l'installazione della stazione Borgo Val di Taro, più tardi seguita da Veano.
Agli strumenti delle stazioni della rete venne affiancato un insieme di strumenti da campagna, per poter disporre fitte reti temporanee, utilizzate sia per trovare siti idonei a installazioni permanenti, sia per studiare la sismicità locale in caso di particolari sequenze sismiche.

A partire dagli anni ‘80 la rete è dunque operativa con un numero di strumenti, copertura azimutale e connessioni di trasmissione adeguati al monitoraggio sismico dell’area nord-occidentale italiana.
All'inizio degli anni '90 la Rete Ligure Piemontese, conosciuta anche come rete IGG, dal nome dell'Istituto Geofisico di Genova da cui era gestita, consisteva di 15 stazioni sismiche in telemisura, con sismometri verticali monocomponente corto periodo Geotech S13 o Kinemetrics SS-1.

Dal 1995 è stata inoltre installata una rete locale nell'area della Lunigiana-Garfagana (Toscana settentrionale). La rete intanto è stata sottoposta ad un cambiamento profondo dal punto di vista tecnologico, mutando gradatamente verso strumenti con tre sensori a banda larga (Guralp; Lennartz; Nanometrics), sistemi di trasmissione e di acquisizione digitali, con una migliore integrazione con la rete sismica nazionale italiana. A partire dal 2008 la rete risulta operativa con i nuovi sistemi, con l’ammodernamento delle stazioni nord-occidentali e dei sistemi di gestione dei dati sismici, implementati anche presso il Centro Funzionale di Arpa Piemonte a Torino.
A seguito dell’ammodernamento dei sistemi la copertura della rete nelle aree circostanti al territorio piemontese ha avuto un’ulteriore espansione, con l’integrazione dei segnali di stazioni svizzere e francesi e l’installazione di alcune stazioni anche in Valle d’Aosta.

 

Riferimenti

Bossolasco M., Cicconi G., Eva C., Pasquale V., 1972. La rete sismica dell’Istituto Geofisico di Genova e i primi risultati sulla sismo-tettonica delle Alpi Marittime ed Occidentali e del Mar Ligure, Rivista Italiana di Geofisica, Vol XXI, 1-2, 229-247.