Centro funzionale
Notizie

19 ottobre 2018 - Arpa all'International Snow Science Workshop a Innsbruck in Austria
Oltre che un'arricchente momento di conoscenza di nuove ricerche e sviluppi dell...

18 ottobre 2018 - Fine settimana all'insegna del bel tempo. Il video per l’escursionista
L'alta pressione di origine atlantica protegge il nord Italia dalle perturbazion...

15 ottobre 2018 - I laghi del Piemonte. Stamattina a Candia presentati i dati
Nella cornice del Lago di Candia, uno dei sette laghi balneabili del Piemonte, s...

11 ottobre 2018 - Fine settimana con un po' di nuvole. Il video per l’escursionista
Sabato la presenza di un canale di alta pressione sul nord Italia ci garantisce ...

11 ottobre 2018 - Nella notte maltempo in fase di esaurimento su gran parte della regione. Allerta gialla sulle zone appenniniche
E’ in fase di esaurimento l’effetto della vasta e profonda depressione atlantica...

Pubblicazioni
Accesso ai dati
Approfondimenti
Media gallery
Meteo per i siti web
FAQ

Novità nel sito

18/10/2018 E' online il nuovo VIDEO sulla situazione meteorologica per il weekend del 20-21 ottobre 2018 sulle montagne piemontesi


06/07/2018 Realizzato un nuovo servizio di 'richiesta automatica dei dati idro-meteorologici orari'

20/04/2018 E' online l'ultimo video con le indicazioni di carattere generale sulla primavera 2018

15/11/2017 Consultabile il 'Rendiconto nivometrico' della stagione invernale 2016-2017

30/10/2017 Disponibili nuovi OPEN DATA sul clima nella sezione dedicata >


Approfondimenti » Rischio Idrogeologico » Sistema regionale di allerta » Zone di allerta
 

MAPPA ZONE DI ALLERTAMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO

 

 

Nella sezione sottostante è possibile visualizzare tutti i comuni ricadenti nelle 11 zone di allerta

 

 

 

 

 


TROVA LA ZONA DI ALLERTA DEL TUO COMUNE

 





Le zone di allerta sono definite dai Centri Funzionali Regionali ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e s.m.i. "Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile".

 

La definizione delle zone di allerta consiste nell’individuazione di ambiti territoriali ottimali, caratterizzati da risposta meteorologica e/o idrologica omogenea in occasione dell’insorgenza del rischio. Essa si pone alla base dell’implementazione del Sistema di Allertamento e delle altre fasi preparatorie.

Il processo di selezione delle zone di allerta, si è svolto attraverso più fasi di affinamento nelle quali hanno giocato un ruolo fondamentale criteri di natura idrografica, meteorologica ed orografica, tenendo conto della risposta del territorio agli effetti meteorologici e dei limiti amministrativi.

 

Le zone di allerta sono state individuate tenendo conto delle caratteristiche pluviometriche e climatiche; tale criterio ha reso necessario introdurre una suddivisione di natura orografica con la quale si è cercato di separare aree montuose da quelle di pianura e collinari, non solo per rendere più ottimale la fase previsionale, ma anche per distinguere settori omogenei dal punto di vista degli effetti sul territorio. Per rendere il criterio di distinzione di settori di montagna da quelli di pianura oggettivo, il limite che suddivide i due ambienti geografici è stato tracciato in corrispondenza dell’isoipsa 500 metri per il settore settentrionale e dell’isoipsa 600 metri per quello meridionale.

 

In generale la perimetrazione avviene seguendo i limiti dei bacini idrografici; il criterio idrografico consente di individuare aree omogenee dal punto di vista dell’evoluzione dei processi di piena, in quanto la pioggia caduta all’interno di un bacino idrografico genera effetti sul territorio del bacino stesso. In altre parole gli effetti sul territorio di piogge cadute sulla testata del bacino possono ripercuotersi anche nei settori di pianura, indipendentemente dalla distribuzione delle piogge all’interno del bacino stesso.

 

Le zone di allerta sono “ritagliate” sui confini amministrativi regionali. La valutazione del rischio viene poi effettuata sulle “aree di riferimento” ad esse associate che possono anche ricomprendere territori esterni alla Regione. In questo modo la valutazione del rischio idrogeologico ed idraulico fa riferimento alle precipitazioni previste/osservate sull’intero bacino idrografico.