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3 luglio 2020 - Allerta arancione per temporali su cuneese e astigiano
Nel corso del pomeriggio odierno un minimo di pressione in quota transiterà sul ...

2 luglio 2020 - Persiste l’instabilità atmosferica sul Piemonte: allerta gialla per temporali oggi e domani
Ancora due giorni all’insegna dell’instabilità. Sono in formazione cumuli sempre...

30 giugno 2020 - Instabilità atmosferica in progressiva accentuazione dal pomeriggio odierno: allerta gialla per temporali
Le regioni alpine si trovano al confine di un campo di alta pressione di matrice...

30 giugno 2020 - Risultati preliminari dei monitoraggi dell'aria a Verzuolo
A seguito degli episodi di odori molesti segnalati a Verzuolo (CN), Arpa Piemont...

26 giugno 2020 - Trovata la causa della colorazione anomala del torrente Agogna a Borgomanero
A seguito di segnalazione di colorazione anomala e torbidità delle acque del tor...

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13/03/2020 E' online il video con le attività del Servizio Nivologico di Arpa Piemonte durante l'emergenza sanitaria

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Approfondimenti » Rischio Idrogeologico » Sistema regionale di allerta » Zone di allerta
 

MAPPA ZONE DI ALLERTAMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO

Le zone di allerta sono definite dai Centri Funzionali Regionali ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e s.m.i. "Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile".

 

La definizione delle zone di allerta consiste nell’individuazione di ambiti territoriali ottimali, caratterizzati da risposta meteorologica e/o idrologica omogenea in occasione dell’insorgenza del rischio. Essa si pone alla base dell’implementazione del Sistema di Allertamento e delle altre fasi preparatorie.

Il processo di selezione delle zone di allerta, si è svolto attraverso più fasi di affinamento nelle quali hanno giocato un ruolo fondamentale criteri di natura idrografica, meteorologica ed orografica, tenendo conto della risposta del territorio agli effetti meteorologici e dei limiti amministrativi.

 

Le zone di allerta sono state individuate tenendo conto delle caratteristiche pluviometriche e climatiche; tale criterio ha reso necessario introdurre una suddivisione di natura orografica con la quale si è cercato di separare aree montuose da quelle di pianura e collinari, non solo per rendere più ottimale la fase previsionale, ma anche per distinguere settori omogenei dal punto di vista degli effetti sul territorio. Per rendere il criterio di distinzione di settori di montagna da quelli di pianura oggettivo, il limite che suddivide i due ambienti geografici è stato tracciato in corrispondenza dell’isoipsa 500 metri per il settore settentrionale e dell’isoipsa 600 metri per quello meridionale.

 

In generale la perimetrazione avviene seguendo i limiti dei bacini idrografici; il criterio idrografico consente di individuare aree omogenee dal punto di vista dell’evoluzione dei processi di piena, in quanto la pioggia caduta all’interno di un bacino idrografico genera effetti sul territorio del bacino stesso. In altre parole gli effetti sul territorio di piogge cadute sulla testata del bacino possono ripercuotersi anche nei settori di pianura, indipendentemente dalla distribuzione delle piogge all’interno del bacino stesso.

 

Le zone di allerta sono “ritagliate” sui confini amministrativi regionali. La valutazione del rischio viene poi effettuata sulle “aree di riferimento” ad esse associate che possono anche ricomprendere territori esterni alla Regione. In questo modo la valutazione del rischio idrogeologico ed idraulico fa riferimento alle precipitazioni previste/osservate sull’intero bacino idrografico.