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13/03/2020 E' online il video con le attività del Servizio Nivologico di Arpa Piemonte durante l'emergenza sanitaria

19/03/2020 E' on-line il nuovo VIDEO sulla previsione meteorologica per il fine settimana del 21-22 marzo 2020


19/11/2019 Disponibile il Rendiconto nivometrico della stagione invernale 2018/2019


Approfondimenti » Neve » Rilevamento Dati Neve » Stazioni Nivometriche Automatiche-SNA
 

Le strutture pubbliche che si occupano della previsione valanghe dispongono di stazioni di rilevamento nivo-meteorologiche automatiche, i cui dati vanno a integrare le informazioni ottenute dai campi neve o stazioni nivometriche manuali.

Le stazioni nivometriche automatiche di Arpa Piemonte fanno parte della Rete Meteoidrologica e la maggior parte di esse sono dislocate in siti non facilmente accessibili da un operatore. Tali stazioni sono quindi indispensabili per ampliare la rete di rilevamento, soprattutto durante la stagione invernale, e risultano importanti per la valutazione dell’innevamento medio e della distribuzione delle nevicate.

 

La scelta del sito per il posizionamento della stazione automatica è un'operazione molto complicata, specie in montagna, dove risulta difficile trovare zone rappresentative dell'innevamento e poco influenzate dall'azione del vento. Il sito ideale per l'ubicazione della strumentazione automatica dovrebbe essere caratterizzato un buon equilibrio tra neve accumulata e neve asportata dal vento.

Le diverse difficoltà logistiche che spesso si incontrano in alta montagna, costringono però l'operatore a scelte di compromesso. Le stazioni automatiche, infatti,  devono essere alimentate da energia elettrica, fornita o con pile a secco non ricaricabili o con accumulatori ricaricabili. Nel primo caso la stazione può trovarsi anche lontano da un allacciamento alla rete elettrica, ma richiede frequenti interventi di manutenzione per la sostituzione delle pile. Le stazioni con accumulatori ricaricabili sono dotate di pannelli fotovoltaici che integrano la richiesta di energia elettrica, che viene quindi presa dalla rete solo in caso di lunghi periodi di tempo perturbato.

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Il nivometro a ultrasuoni è costituito da una coppia di trasduttori ultrasonici in aria che misurano il tempo di percorrenza dell’impulso dalla trasmissione alla ricezione, dopo essere stato riflesso dalla superficie del manto nevoso. Tale valore viene compensato con il dato di temperatura dell’aria, con margine di incertezza di ±1.5 cm, tollerato fino a ± 4 cm.  Le variazioni di spessore del manto nevoso non sono quindi facili da interpretare: derivare la consistenza di una precipitazione nevosa osservando i dati dei nivometri è una procedura che richiede attenzione ed esperienza. Si consiglia di visualizzare sempre insieme al nivometro anche il grafico della temperatura dell’aria (fig.1) e, in caso di variazioni di spessore importanti, quello del vento (fig.2). 

La difficoltà maggiore della lettura del dato neve dei nivometri automatici si ha in caso di precipitazione nevose di intensità minore ai 5-10 cm, soprattutto su suolo senza neve: è molto difficile definire in tali casi la quota delle nevicate autunnali e primaverili, in particolare se avvengono alle fasce medio basse dove il dato rilevato dal nivometro è disturbato dalla presenza di erba.

     gastaldi  

Fig.1- Variazione di Hn in relazione alla Temperatura    dell'aria (stazione Malciaussia - novembre 2011)

 

 Fig. 2 - Variazione di Hn in relazione all'intensità del vento (Rifugio Gastaldi- maerzo 2012)

 

Come si sa il manto nevoso è soggetto all’assestamento, riduzione di spessore con diminuzione degli spazi vuoti tra i cristalli, consequenziale principalmente al metamorfismo distruttivo. Gli incrementi di spessore del manto nevoso registrati dal nivometro a ultrasuoni non scorporano il dato dell’assestamento, quindi sottostimano il reale apporto nevoso in corso di nevicata. Tale sottostima è particolarmente evidente quando le nevicate sono molto abbondanti e si impongono su un manto nevoso a debole coesione asciutto. I dati di HN ottenuti dalle differenze di altezza del manto nevoso vanno quindi letti non come altezza della neve fresca effettiva, ma come altezza della neve fresca stimata, derivante dalla differenza dell’andamento dell’altezza del manto nevoso.