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Temporali

I temporali sono tra i fenomeni meteorologici più violenti e pericolosi a cui si possa assistere alle medie latitudini. Sono costituiti non solo da violente precipitazioni associate alla formazione di cumulonembi, ma anche da tutta una pericolosa fenomenologia associata, come la grandine, le fulminazioni, forti raffiche di vento, eventuali trombe d’aria.

 

I temporali che si verificano sulla nostra regione si possono suddividere in due categorie principali: temporali di calore e temporali frontali e prefrontali. Essi si verificano generalmente in primavera, estate e nei primi mesi dell’autunno.

I temporali di calore sono tipici delle zone alpine e prealpine, quando l’aria umida viene resa instabile nelle ore diurne dall’intensa radiazione solare, dando origine allo sviluppo di nuvolosità di tipo cumuliforme, con riscaldamento dei bassi strati dell’atmosfera ed ascesa dell’aria lungo i rilievi. Nel caso di forte riscaldamento solare, assenza di venti significativi e presenza di aria umida stagnante, favorita anche dall’evaporazione diurna, questa tipologia di temporali si sviluppa anche nelle zone pianeggianti, specie quelle interne ed a ridosso dei rilievi; questi sono i temporali di calore che danno luogo a precipitazione più intensa. Essi si verificano generalmente nel periodo estivo nelle ore pomeridiane, quando l’attività termica raggiunge la sua massima intensità. Il periodo tipico dei temporali di calore si riduce sui rilievi più elevati, a causa della copertura nevosa che mantiene l’ambiente piuttosto freddo inibendo il sollevamento diurno delle masse d’aria. In ogni caso, un temporale di calore si verifica con condizioni di bel tempo, anche con pressione al suolo relativamente elevata (1’012-1’018 hPa) quando la massa d’aria preesistente è costretta a ristagnare in loco dalla scarsa circolazione ed è in grado di riscaldarsi e umidificarsi sufficientemente aumentando l’instabilità. Esistono inoltre condizioni che possono maggiormente favorire lo sviluppo di questa tipologia di fenomeni, come deboli infiltrazioni di aria più fresca in quota dalle vallate alpine o a causa di deboli flussi da ovest, nord-ovest. I temporali di calore sono fenomeni che tendono ad avere breve durata e, come già evidenziato, la loro predicibilità risulta essere sostanzialmente bassa.

I temporali frontali e prefrontali sono i più violenti e duraturi (dell’ordine di 6-12 ore ed in alcuni casi anche di più) e sono associati ai valori più elevati di precipitazione, anche se il moto traslatorio delle celle, guidate dal fronte, ne può disperdere la quantità su porzioni di territorio più ampie. Questi temporali sono generalmente associati ad elevata instabilità, repentini cali di pressione, influssi di aria fredda dopo un periodo caldo, forte convergenza nei bassi strati, intensi moti convettivi ed assenza di forti venti che ostacolano lo sviluppo di moti verticali.

Più dettagliatamente si hanno:

1) temporali frontali generati da un fronte freddo, il passaggio di un fronte freddo induce il sollevamento di aria calda e umida già presente sul territorio, con una conseguente rapida condensazione dell’umidità presente e conseguente innesco di precipitazioni. Sono i fenomeni più predicibili, che possono avvenire in qualsiasi ora della giornata, guidati da una precisa forzante. Si può osservare una concomitante brusca diminuzione della pressione al suolo;

2) temporali prefrontali, sono più probabili nel settore caldo di un sistema frontale; la loro predicibilità è inferiore a quella dei temporali frontali in quanto dipendono fortemente dall’apporto di aria calda e umida del fronte caldo, dalla velocità di avanzamento del fronte freddo successivo e possono fortemente risentire di effetti orografici. Tendono ad organizzarsi in mesolinee frontali e possono scatenare un effetto a catena, mediante il quale la comparsa di alcune celle favorisce l’innesco successivo di altre celle temporalesche, guidate a loro volta dalla diminuzione costante di pressione al suolo.

È fondamentale sottolineare inoltre che alla genesi di un fenomeno temporalesco raramente partecipa soltanto una delle cause sopraccitate (ad esempio può transitare un fronte freddo nelle ore pomeridiane, oppure a dei temporali prefrontali possono seguire temporali frontali veri e propri) e la sovrapposizione di più forzanti può aumentare l’impredicibilità del temporale ed amplificarne gli effetti potenzialmente pericolosi  (pioggia, grandine,fulminazioni, forti venti, trombe d’aria). Altre caratteristiche dell’atmosfera, osservate nel periodo precedente allo sviluppo di situazioni convettive intense, sono il profilo verticale, previsto od osservato negli istanti precedenti lo sviluppo del temporale, saturo per almeno 2’000-3’000 m di quota, il profilo verticale instabile umido (temperatura potenziale equivalente in diminuzione con la quota).

 

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