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Siccità Meteorologica

I sempre più frequenti casi di siccità registrati nell’area mediterranea, hanno coinvolto anche una regione tradizionalmente ricca di riserva idrica quale il Piemonte. Eventi anomali come l’eccezionale prolungarsi del periodo di magra del Po registrato nel 2003, hanno contribuito a porre all’attenzione comune sugli impatti socio-economici ed ambientali legati al fenomeno della siccità e su come essi non siano più associabili soltanto ad aree geografiche costantemente afflitte da carenza idriche. La particolare posizione geografica del Piemonte, che si trova alla testata del bacino del Po, rende il fenomeno particolarmente critico, in quanto la scarsa alimentazione del più grande fiume italiano si può ripercuotere pesantemente su tutte quelle attività (settori agricoli ed energetici in primis) che necessitano di una forte domanda idrica.
La siccità, tuttavia, è una normale e ricorrente caratteristica del ciclo idrologico e viene valutata in relazione al bilancio locale tra la precipitazione e l’evapotraspirazione (evaporazione + traspirazione) rispetto all’intervallo di temporale in cui si verifica. La persistenza nel tempo ed estensione spaziale del fenomeno, sono perciò i principali parametri di criticità in relazioni agli impatti sulle attività produttive legate alla riserva idrica. L’analisi delle precipitazioni in Piemonte negli ultimi 50 anni non ha evidenziato tendenze statisticamente significative, salvo che per la massima lunghezza dei periodi secchi, che sembrano essere aumentata. Questo risultato spinge ad analizzare ulteriormente le caratteristiche del fenomeno con differenti strumenti, creati appositamente per caratterizzare in modo esauriente la siccità su aree anche di dimensioni pari a quelle regionali.

 

Le condizioni di siccità meteorologica sofferte dalla regione nel corso di una annata vengono monitorate attraverso l’indice SPI (Standardized Precipitatation Index) che risulta particolarmente efficace nel fornire indicazioni sui deficit di pioggia calcolati su scale temporali multiple e sulla loro severità (McKee et al.,1993).

L'indice si presenta in forma standardizzata, così da poter confrontare lo stato di siccità per aree diverse, indipendentemente dalla locazione del sito di misura. Sfruttando questa caratteristica peculiare dell’indice, il Piemonte viene suddiviso in 20 bacini idrografici principali calcolando su ognuno dei quali la precipitazione ragguagliata (derivata da un numero variabile compreso tra circa 100 e 300 stazioni) che rappresenta il valor medio dell’apporto meteorico riversatosi sull’area per la scala temporale di interesse.
A partire dalle serie storiche di precipitazione ragguagliate viene quindi calcolato, per ciascun mese e per ciascun bacino, il corrispettivo indice di anomalia di precipitazione standardizzata su 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi.

 

 

 

 

Queste scale temporali riflettono l'impatto della siccità sulla disponibilità dei vari tipi di risorse idriche: i valori calcolati a 3 mesi si prestano a rappresentare deficit idrici con impatto su attività agricole di tipo stagionale, quelli a 6 mesi riflettono l’andamento del livello dei serbatoi d’acqua naturali ed artificiali mentre i valori dell’indice a 12 mesi permettono una valutazione della risorsa idrica su scala annuale.