Nuovi limiti di esposizione a campi elettromagnetici: una indagine di Arpa

1 ottobre 2013

Le ultime modifiche normative, in tema di limiti di esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, introdotte con la legge 221/2012, non comporteranno l’incremento delle emissioni da impianti per telecomunicazione e, pertanto, non risolveranno le attuali criticità sullo sviluppo delle reti di telefonia mobile. E’ questo il risultato di un’indagine effettuata da Arpa Piemonte e presentata al XXXVI Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Radioprotezione il 18-20 settembre 2013 (“Entrata in vigore della legge 221/2012: stima dell’aumento medio dell’esposizione della popolazione a campi elettromagnetici a radiofrequenza”).

La legge 221/2012, sulle misure di crescita e l’applicazione dell’Agenda Digitale, ha modificato i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per l’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza aumentando la media temporale, su cui dovevano essere valutati questi livelli di riferimento, da 6 minuti a 24 ore. Tale incremento consentirebbe teoricamente maggiori livelli di esposizione per la popolazione e, conseguentemente, un maggiore sviluppo nella installazione di impianti per telefonia mobile.

L’indagine condotta da Arpa Piemonte mostra che la variabilità dei livelli di emissione da impianti per telefonia mobile è molto contenuta nell’arco delle 24 ore e, pertanto, la loro media su 6 minuti non è, di fatto, molto diversa dalla media su 24 ore, anche considerando i “peggiori” 6 minuti (quelli in cui si registra il valor medio più elevato nell’arco della giornata)

Tali risultati sono stati ottenuti grazie all’analisi, effettuata con programmi statistici open source, di più di 400 campagne di monitoraggio in continua (durata media del campionamento di circa 30 giorni) realizzate con centraline di monitoraggio in siti prossimi a stazioni radio base per telefonia mobile. L’analisi è stata effettuata anche in funzione di diversi parametri urbanistici e antropici (densità urbana, densità di popolazione, densità impianti produttivi/commerciali/terziario etc.). La variazione nei livelli di esposizione, valutatati nelle due condizioni di massima media su 6 minuti e media su 24 ore, è risultata nel complesso contenuta e, a volte, anche poco significativa tenuto conto delle incertezze di misura. Tale variazione, poi, tende a diminuire in quei siti dove vi è una maggiore pressione antropica che corrisponde a un maggior traffico telefonico e quindi a un più probabile superamento dei limiti.

La legge 221/2012 pur non influenzando l’attuale situazione di esposizione della popolazione risulta, purtroppo, efficace, nel ridurre la capacità di controllo delle Agenzie per l’ambiente a causa della maggiore onerosità delle valutazioni da effettuare su 24 ore invece che su 6 minuti.

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