Le interferenze di dispositivi elettronici: consigli e soluzioni

14 novembre 2019

E' possibile che il funzionamento di dispositivi basati su trasmissione via radio, quali antifurto, radiocomandi, collegamenti wi-fi a router, sia disturbato da interferenze dovute a segnali elettromagnetici provenienti da altre sorgenti e aventi frequenze simili a quelle di funzionamento dei dispositivi disturbati. L’interferenza può avvenire anche a livelli molto bassi, pari a centinaia di volte inferiori ai valori fissati dalla normativa per l'esposizione della popolazione (valore limite 20 V/m e valore di attenzione 6 V/m).

I disturbi possono quindi essere causati da dispositivi di libero utilizzo e bassa potenza che emettono segnali nella stessa banda di frequenze usata dagli apparecchi disturbati. Ad esempio, i telecomandi per auto trasmettono nelle bande di frequenze (centrate a 434 MHz e 868 MHz) assegnate ai dispositivi LPD - Low Power Device. Tali bande sono utilizzate anche per apricancello, antifurti di abitazioni o per dispositivi di trasmissione delle ordinazioni in locali quali ristoranti.

Per evitare il manifestarsi di tali anomalie la direttiva europea sulla Compatibilità Elettromagnetica 89/336 prescrive di eliminare, o almeno di ridurre, la possibilità di generare interferenze e di essere disturbati dalle stesse, tramite la corretta progettazione e realizzazione dei dispositivi. Pertanto tutti i prodotti marcati CE sono stati sottoposti a prove di laboratorio che garantiscono la loro compatibilità elettromagnetica ovvero che certificano l’impossibilità di provocare interferenze con il funzionamento di apparecchiature radio e di telecomunicazioni e la loro immunità a subire disturbi elettromagnetici provocati da sorgenti ambientali di segnali a radiofrequenze.

Il manifestarsi di interferenze è quindi attribuibile a dispositivi non marcati CE o non più correttamente funzionanti secondo le specifiche della direttiva europea.

L’intervento di Arpa Piemonte è volto a verificare che i livelli di campo elettrico a radiofrequenza nell’area dove si manifestano le interferenze siano inferiori al valore di attenzione di 6 V/m e contestualmente, se possibile, a identificare la sorgente cui attribuire l'interferenza segnalata.

Le competenze in materia sono dell'Ispettorato Territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico Comunicazioni a cui può essere indirizzata la richiesta di controllo finalizzata a individuare la causa del disturbo mediante analisi con radiogoniometro (it.piemonte@sviluppoeconomico.gov.it, com.isppva@pec.sviluppoeconomico.gov.it)

E’ infine possibile che l’accensione da parte degli operatori di telefonia mobile di stazioni radiobase con tecnologia LTE (4G), che trasmettono in banda 800 MHz, disturbi la ricezione dei segnali televisivi DVB-T.

La gestione delle segnalazioni da parte dei cittadini relative alle interferenze 4G che possono causare disservizi nella visione del segnale televisivo digitale viene effettuata secondo le modalità indicate dal Ministero dello sviluppo economico alla pagina TV, servizio HELP Interferenze

Una volta verificata la sussistenza dell’interferenza viene attivato l’intervento di un antennista per il ripristino della corretta ricezione dei segnali televisivi presso l’indirizzo segnalato dal richiedente. Tale operazione avviene senza alcun costo per il cittadino.

Sulla base dell’esperienza acquisita da Arpa Piemonte negli interventi effettuati su richiesta dei cittadini sul tema delle interferenze, i livelli di esposizione al campo elettromagnetico sono risultati sempre di gran lunga inferiori ai livelli di riferimento normativi e, di fatto, trascurabili.

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