La qualità dell’aria a Torino durante l’emergenza coronavirus

18 marzo 2020

Nel primo scorcio del mese di marzo si è assistito anche in Piemonte a una complessiva diminuzione dei valori di PM10 e biossido  di azoto, i due inquinanti  caratteristici dei mesi invernali. Poiché nello stesso periodo sono entrati in vigore a seguito dell’emergenza coronavirus  i provvedimenti più restrittivi di limitazione degli spostamenti , può risultare  spontaneo pensare a un legame diretto  tra  i due fenomeni.

Occorre però considerare che la diminuzione dei valori di PM10 e biossido  di azoto nel mese di marzo avviene ogni anno nelle regioni del  bacino padano  grazie al mutamento, delle condizioni  meteorologiche,  che con l’avvicinarsi della  primavera diventano man mano sempre più favorevoli alla dispersione  degli inquinanti.

I due inquinati hanno inoltre origini diverse: per il biossido di azoto il traffico veicolare è di gran lunga la fonte prevalente , mentre il contributo maggiore al PM10, anche in area urbana, dalla combustione di biomassa legnosa per il riscaldamento civile, mentre il traffico occupa il secondo posto in ordine di importanza.

Le limitazioni alla mobilità entrate in vigore in questo periodo, a seguito dell’emergenza coronavirus, hanno quindi effetti  diversi  per i due inquinanti. Nel caso del biossido di azoto vi è unicamente un effetto di diminuzione delle emissioni complessive, legato principalmente alla riduzione del traffico veicolare (sia rispetto alla media del periodo, sia in assoluto); per il PM10 l’effetto di riduzione delle emissioni invece può  parzialmente essere annullato da maggiori emissioni  da riscaldamento legato al maggior  numero di ore che i cittadini passano nelle loro case.

Per valutare, qualitativamente, gli effetti di quanto sopra esposto sono stati analizzati gli andamenti giornalieri delle concentrazioni di PM10 e biossido di azoto misurate nella città di Torino da una stazione di fondo (Torino Lingotto) e da una stazione di traffico (Torino Rebaudengo per il PM10 e Torino Consolata per il biossido di azoto) dal primo gennaio al 15 marzo del 2020 rispetto a quelli misurate nello stesso periodo negli anni che vanno dal 2012 al 2019.

PM10

Sia nella stazione di Torino Lingotto che in quella di Torino Rebaudengo, osservando gli andamenti giornalieri dell’anno in corso (linea rossa) rispetto ai valori giornalieri massimi, minimi (banda azzurra nel grafico) e medi (linea blu) del periodo di confronto si evince, da un lato, la generale e progressiva diminuzione dei valori man mano che ci si avvicina alla primavera, tuttavia, specie nella stazione da traffico di Torino Rebaudengo, si nota nell’ultima settimana analizzata, una diminuzione delle concentrazioni nel corso del 2020 che tende ad essere maggiore rispetto a quanto mediamente osservato negli anni passati.

pm10 rebaudengo 2020 cfr2012 2019

 

NO2

Per il biossido di azoto come stazione di traffico è stata utilizzata la stazione storica, localizzata in centro a Torino, di via della Consolata, mentre come stazione di fondo si è mantenuta la stazione del Lingotto. 

 

 no2 consolata 2020 cfr2012 2019

Osservando gli andamenti giornalieri dell’anno in corso (linea rossa) rispetto ai valori giornalieri massimi, minimi (banda azzurra nel grafico) e medi (linea blu) del periodo di confronto si conferma in linea di massima quanto  scritto per il PM10, ma con una diminuzione meno evidente man mano che ci si avvicina alla primavera ed una diminuzione più netta nella seconda settimana di marzo, in particolar modo in Torino Consolata.

In conclusione la diminuzione delle concentrazioni di PM10 e biossidi di azoto delle ultime settimane è legata principalmente alle mutate condizioni meteorologiche, che dal periodo primaverile sono maggiormente favorevoli alla dispersione degli inquinanti, tuttavia si osserva anche un effetto dei provvedimenti di limitazione delle attività entrati in vigore a seguito dell’emergenza coronavirus. A causa delle differenti caratteristiche e della diversa influenza delle sorgenti emissive, quest’effetto principalmente legato alla riduzione del traffico veicolare, è più evidente per il biossido di azoto che per il PM10, nelle stazioni di traffico piuttosto che in quelle di fondo.

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