Itinerari geologici nelle Valli di Lanzo: un viaggio nel cuore della catena alpina

6 ottobre 2021

Le Valli di Lanzo occupano il settore meridionale delle Alpi Graie e costituiscono il bacino idrografico del Torrente Stura di Lanzo, articolato nella zona alpina in tre sottobacini principali sub-paralleli ad asse circa Ovest - Est: la Val Grande, la Val d’Ala e la Val di Viù.

In occasione della Settimana del Pianeta Terra 2021, Arpa propone dei geo-itinerari lungo le tre valli principali e nella zona pedemontana. Questi percorsi consentono di osservare i relitti preservati degli antichi fondali dell’Oceano Ligure-Piemontese, oltre ad alcune porzioni dei margini che lo orlavano sul lato africano e sul lato europeo. Inoltre, gli itinerari ci permettono l’osservazione della geomorfologia: il paesaggio attuale delle Valli di Lanzo è anche il prodotto degli agenti di modellamento recente, e gli effetti dei processi morfogenetici connessi a ghiacciai, corsi d’acqua, movimenti franosi ed eventi alluvionali possono essere riconosciuti nelle forme e nei depositi che si osservano lungo le valli.

Gli itinerari nelle Valli di Lanzo sono articolati in quattro percorsi di osservazione, descritti anche nella pubblicazione divulgativa disponibile sul sito di Arpa (si segnala che i numeri progressivi degli stop non sempre coincidono con quelli indicati nella pubblicazione).


Oggi pubblichiamo i primi due percorsi
, alla scoperta della zona pedemontana e Valle Tesso e della Val di Viù.

Geoitinerario zona pedemontana e Valle Tesso (itinerario A)

Cosa possiamo scoprire percorrendo questo itinerario?

L’osservazione del territorio della zona consente di studiarne la ricostruzione paleogeografica. La paleogeografia studia gli elementi utili per la ricostruzione della geografia esistente nelle epoche passate, ricostruendo i paleoambienti esistenti nei diversi intervalli temporali. L’itinerario consente infatti di osservare il gigantesco apparato di conoide plio-pleistocenico del torrente Stura di Lanzo, generato in centinaia di migliaia di anni dalla deposizione di sedimenti fluviali e fluvio-glaciali, e il sito della Foresta Fossile, datata circa 3 milioni di anni fa, testimonianza di un ambiente molto diverso dall’attuale. Si osservano inoltre le rocce del Massiccio Ultrabasico di Lanzo, che rappresentano un frammento di mantello sottostante alla crosta oceanica dell'antico oceano che circa 200 milioni di anni fa separava i paleocontinenti europeo e africano. Lungo il percorso, luoghi di interesse storico e paesaggistico come il Ponte del Diavolo e le Marmitte dei Giganti.

 

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La Foresta Fossile


Geoitinerario della Val di Viù (itinerario B)

Cosa possiamo scoprire percorrendo questo itinerario?

L’itinerario ci consente l’osservazione delle rocce affioranti lungo la valle, testimonianza degli antichi fondali dell’Oceano Ligure-Piemontese che tra 150 e 50 milioni di anni fa separava l’Europa dall’Africa, prima che i movimenti della crosta terrestre portassero alla chiusura dell’oceano, alla collisione dei due continenti e alla formazione delle Alpi.

Tra gli elementi più significativi lungo il percorso, anche alcuni luoghi di interesse geomorfologico, come i Conoidi del Rio del Civrari e del Rio Venaus, la cui origine è legata alla dinamica fluvio-torrentizia, o l’argine morenico di Piazzette e la conca di Pian Benot, forme di origine glaciale. Spettacolare la conca del Lago di Malciaussia.

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Il Lago di Malciaussia

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