Incendi a Chernobyl: nessuna radioattività in aria in Piemonte

20 aprile 2020

La scorsa settimana si sono sviluppati estesi incendi ei dintorni di Chernobyl.
Sulla base dei modelli elaborati dall’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN) e dall’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare francese (IRSN), tale evento non ha finora comportato alcun aumento della radioattività nell’aria nel nostro Paese e in Piemonte.

Ciò risulta evidente dalle analisi della radioattività nel particolato atmosferico che Arpa Piemonte ha continuato ad effettuare giornalmente anche in questo periodo di emergenza sanitaria. In particolare, durante tutto il mese di aprile non è mai stata riscontrata la presenza di Cs-137, il radioisotopo ancora presente in ambiente e soprattutto nelle foreste contaminate dall’incidente. 

Nel grafico riportato di seguito sono mostrati i dati delle misure relativi al Cs-137 registrati giornalmente ad Ivrea (TO) ed a Vercelli durante il mese di aprile: tutti i risultati sono inferiori al Limite di Rivelabilità strumentale (valori dell’ordine del milliBecquerel al metro cubo), del tutto simili a quelli misurati durante tutti i mesi dell’anno e ampiamente inferiori al Valore di Screening da livello notificabile ex R. 2000/473/Euratom (linea rossa nel grafico).

Anche misurazioni più approfondite, eseguite sull’insieme di più campioni (pacchetto filtri settimanale) hanno dato risultati inferiori al Limite di Rivelabilità.

graficoariaradiazioni

I valori riportati sul grafico rappresentano la Minima Attività Rivelabile (MAR) per misure di Cs-137 in aria registrati ad Ivrea e Vercelli nel mese di aprile. Tali  valori vengono riportati come esito delle misure ogniqualvolta l’inquinante in questione risulta non rivelabile perché le sue concentrazioni sono inferiori alla sensibilità strumentale.

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