Attività di mutagenesi ambientale come strumento di valutazione della qualità dell'aria

30 settembre 2019

Arpa Piemotne, al fine di fornire un quadro più esaustivo sulla qualità dell’aria, esegue da alcuni anni il test di reversione genica in Salmonella typhymurium (test di Ames) che consente di valutare la mutagenicità del particolato atmosferico. Tale test permette di dare una risposta biologica complessiva che tiene conto di tutte le specie chimiche veicolate dal particolato atmosferico, sostanze che possono reagire con il materiale ereditario e il suo metabolismo.

 

I dati fisico-chimici relativi al particolato atmosferico rilevati in Piemonte nel 2018, presentano un netto miglioramento rispetto all’anno precedente. Per la prima volta, da quando si effettuano misurazioni, è stato rispettato il valore limite annuale per il PM10 e per il PM2,5 in tutte le stazioni della rete di monitoraggio piemontese. Tuttavia i valori misurati sono ancora elevati se confrontati con i limiti consigliati dall’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità.

Gli studi epidemiologici, infatti, hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri sottili in aria e effetti sulla salute, come malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare asma, bronchiti ed enfisemi. Inoltre per le evidenze tossicologiche in vivo ed in vitro, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha riconosciuto il particolato atmosferico come cancerogeno certo per l’uomo (I.A.R.C., 2013).

 

I test di mutagenesi (test di Ames), nel 2018, hanno affiancato le analisi chimiche e gravimetriche in cinque stazioni appartenenti alla rete fissa di monitoraggio della qualità dell’aria. In particolare alle stazioni di Torino Lingotto (fondo urbano), Settimo Torinese (traffico) e Dernice-Al (fondo rurale), già considerate negli anni precedenti, sono state aggiunte le stazioni di Beinasco TRM (TO) per la valutazione di eventuali criticità derivanti dal vicino termovalorizzatore e Asti Vinchio, sito ritenuto interessante per la valutazione dell’eventuale incremento della mutagenicità derivante dall’utilizzo di biomasse per il riscaldamento domestico.

I dati ottenuti hanno evidenziato in tutte le stazioni esaminate, un tipico andamento stagionale con picchi di massima attività mutagena nel periodo invernale e valori minimi in quello primaverile e autunnale. I campioni prelevati nel periodo estivo non hanno evidenziato attività mutagena.

Complessivamente le stazioni esaminate forniscono dati di mutagenicità tra loro comparabili, con l’eccezione della stazione di Dernice (scelta come stazione ‘pulita’) che pur mostrando lo stesso andamento stagionale, mostra bassi valori durante tutto il periodo di indagine.

I valori di mutagenicità ottenuti nel 2018 si attestano su quelli degli anni precedenti, confermando un inquinamento diffuso su tutto il territorio regionale.

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