Odori sgradevoli nel torinese. Intervento di Arpa Piemonte

14 marzo 2011

L’ASL TO3 nella relazione trasmessa il 26 ottobre 2010 al Comune di Pianezza, esprime una serie di valutazioni in apparente contrasto con quanto dichiarato da Arpa Piemonte, relativamente alla potenziale tossicità dell’impianto Punto Ambiente.
Oltre ad esprimere rammarico per essere venuti a conoscenza della relazione dell’ASL TO3 solo in questi giorni, si evidenzia quanto segue:

L’impianto di compostaggio Punto Ambiente di Druento tratta rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata urbana e rifiuti ligno-cellulosici prodotti dalle potature delle aree verdi. Le molestie olfattive dovute agli impianti di compostaggio di rifiuti differenziati (tipologia di rifiuti trattati in questi impianti) sono tipicamente riconducibili a classi di composti quali acidi grassi volatili, ammine, mercaptani, terpeni, aldeidi e chetoni.

La relazione dell’ASL si riferisce alle TLV (per TLV si intende il TLV-TWA  threshold limit value – time weighed average, ovvero valore soglia utilizzato nella valutazione del rischio di esposizione negli ambienti di lavoro, che rappresenta il valore di concentrazione per cui si ritiene non vi siano effetti negativi per la salute considerando un'esposizione prolungata di 8 ore al giorno e/o 40 ore a settimana).
È evidente che tale parametro, molto utile se impiegato in ambito di sicurezza e igiene degli ambienti di lavoro, è inidoneo a valutare la potenziale tossicità per una popolazione di esposti che vivono a distanza variabile dalla fonte degli inquinanti presenti inoltre a fasi alterne e a concentrazioni variabili.
Si aggiunge che le sostanze quali quelle sopra citate sono caratterizzate per lo più da soglie olfattive a concentrazioni molto basse, di gran lunga inferiori ai TLV e che pertanto determinano disagio olfattivo anche in quantitativi minimi.

Ciò premesso la relazione ASL focalizza l’attenzione su quattro parametri in particolare:
benzene
cloroformio
tricloroetilene
acido solfidrico

Il benzene presente in atmosfera viene prevalentemente  prodotto dall’attività umana, non è una sostanza tipica dei processi di fermentazione e degradazione aerobica e/o anaerobica e non può quindi essere considerato un prodotto caratteristico delle fasi di lavorazione del compost. Eventuali tracce di benzene presenti all’interno dei rifiuti urbani, possono essere volatilizzate durante le fasi di movimentazione e rimescolamento dei rifiuti, cosi come durante le fasi di fermentazione dei rifiuti abbancati in discarica. Essendo il benzene  dal punto di vista tossicologico sostanza classificata come cancerogena , è inserito nelle normativa sia europea che nazionale, relativa alla qualità dell’aria (Direttiva 2000/69/CE, D.M. 2/4/2002 n°60 e successivo DLgs.n°155 del 13/8/2010) ed è previsto un monitoraggio in continuo c/o alcune stazioni della rete regionale di monitoraggio gestita da Arpa Piemonte.  Il valore di riferimento della normativa per la protezione della salute umana  secondo il (dlgs 155 del 13/8/2010)  è su base media annuale ed e’ pari a 5 µg/m3.
Nell’area metropolitana di Torino i valori misurati c/o le stazioni esistenti, ed in particolare c/o la stazione di piazza Rivoli, che è la più prossima alla cintura NW di Torino, risultato già da diversi anni conformi al valore limite previsto per la tutela della salute umana.
Si segnala inoltre che nel mese di agosto 2010, il Dipartimento provinciale di Torino di Arpa Piemonte ha effettuato una campagna di monitoraggio della qualità dell’aria nel Comune di Venaria, al confine con la frazione Savonera del Comune di Collegno, della durata di circa un mese. I dati misurati in quella occasione, pur non essendo direttamente confrontabili per motivi metodologici con il dato di riferimento annuale, hanno evidenziato concentrazioni 10 volte inferiori ai limiti di legge
Minima media giornaliera 0.6 µg/m3
Massima media giornaliera 1.0 µg/m3
Media delle medie giornaliere 0.7 µg/m3
Media dei valori orari 0.7 µg/m3

Composti clorurati : cloroformio, tricloroetano, tricloroetilene di cui si riportano le TLV:
TLV (mg/m3)
Triclorometano 49
Tricloroetilene 54

Le analisi per la ricerca di questi due parametri eseguite nei diversi punti di campionamento di Punto Ambiente, anche all’interno dei locali confinati, non ne segnalano la presenza, mentre  dai campionamenti effettuati in corrispondenza di alcuni cumuli di rifiuti presso le discariche Cassagna e Cascina Gaj, era stata rilevata una presenza di circa 0.002 – 0.004 mg/m3 di tricloroetilene, abbondantemente al di sotto dei valori di TLV.
In merito infine all’idrogeno solforato, sebbene nella relazione Ecobioqual citata nella relazione dell’ASL3  non siano riportati risultati analitici relativi a questo parametro, si ritiene utile sottolineare alcuni aspetti. L’acido solfidrico ha una soglia olfattiva di 0.0014 mg/m3, a fronte di un TLV di 1.4 mg/m3 (quindi mille volle superiore), ed è caratterizzato dal tipico odore di uova marce, facilmente riconoscibile. Dalle verifiche eseguite nel corso degli ultimi anni sul territorio del torinese, utilizzando la strumentazione da campo in dotazione al Dipartimento provinciale di Torino dell’Agenzia, nei casi in cui nei sopralluoghi di Arpa Piemonte erano rilevabili odori molesti, non è stata riscontrata la presenza di tale sostanza.

Si conclude pertanto che:
1.I controlli di competenza di Arpa Piemonte relativi al rischio ambientale hanno sempre evidenziato   concentrazioni dei parametri monitorati inferiori ai  limiti  consentiti;
2. Le concentrazioni alle quali le sostanze che si liberano dalle fermentazioni aerobiche e anaerobiche possono determinare un impatto odorigeno anche molto fastidioso sono molto inferiori a quelle considerate dannose;
3. la relazione dell’ASL 3 utilizza parametri più idonei a monitorare situazioni diverse da quelle nelle quali si trova la popolazione esposta agli odori;
4. le indagini dell’Agenzia partono da presupposti e utilizzano parametri non confrontabili con quelli dell’ASL3.

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