Fiume Bormida : indagine 2017 post alluvione

Stato di salute del Fiume Bormida di Millesimo nel tratto cuneese a valle del Sito ex-ACNA di Cengio, valutato per un anno mediante metodi biologici.

Nel Novembre 2016 una alluvione devastante colpì molte aree del Piemonte. I Fiumi Tanaro e Bormida di Millesimo allagarono il territorio circostante e causarono uno sconvolgimento anche fisico dei territori prospicienti i corsi d’acqua, determinando l’esigenza di numerosi interventi di Protezione Civile.

Quando si parla di valle Bormida il pensiero corre sempre alla nefasta contaminazione di acque e suolo dei decenni scorsi connessi alle attività della ex-ACNA di Cengio, che solo a partire dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso ha iniziato a trovare risposte adeguate, con l’avvio di consistenti operazioni di messa in sicurezza e di bonifica di quello che è stato classificato come Sito di Interesse Nazionale.

Oggi le attività di bonifica a suo tempo preventivate sono state sostanzialmente completate, l’area è presidiata dalla Soc. Syndial che prosegue le attività sul sito ma l’alluvione di fine 2016 ha determinato persino il danneggiamento di alcuni piezometri perimetrali di controllo e le comunità rivierasche dal fiume nel tratto cuneese, tra i Comuni di Saliceto e di Cortemilia, si sono preoccupate per una possibile eventuale rimessa in circolazione di inquinanti ad opera dell’alluvione.

Gli Enti preposti al controllo ambientale, dal Ministero per l’Ambiente alle Regioni Liguria e Piemonte e alle rispettive Agenzie per la Protezione Ambientale si sono adoperate per gli aspetti amministrativi e di controllo. Tra gli altri, uno degli esiti è stata l’approvazione da parte degli Enti citati e della stessa Syndial SpA di un Protocollo di monitoraggio delle acque superficiali della Bormida di Millesimo, che prevede il monitoraggio di indicatori di tipo chimico legati al sito di bonifica e, in caso di superamento di determinate soglie, determinate azioni di risposta.

Fig,1 -Fiume Bormida di Millesimo tratto di confine Liguria/Piemonte, loc. Pian Rocchetta

Nel frattempo, su espressa richiesta delle Comunità rivierasche del tratto cuneese, il Dipartimento di Cuneo, al fine di acquisire riscontri obiettivi sullo stato di salute delle acque e dell’ecosistema della Bormida, ha attivato e completato uno studio di durata annuale, con maggior numero di punti di prelievo e maggiore frequenza di campionamento rispetto alle ordinarie attività svolte per la rete regionale di classificazione dei corpi idrici.

Attraverso tre campagne di campionamento nel 2017 (invernale, tardo-primaverile e autunnale) sono stati presi in considerazione importanti componenti bentoniche (del fondo) dell’ecosistema acquatico: le diatomee i macroinvertebrati. Questi organismi – che ci possono fornire importanti informazioni sulla qualità biologica degli ambienti acquatici nei quali vivono - sono stati determinati tassonomicamente e i relativi dati sono stati elaborati con l’uso di indici specifici per queste componenti dell’ecosistema. Inoltre nelle campagne tardo-primaverile e autunnale sono stati effettuati dei saggi ecotossicologici sulle acque prelevate negli stessi siti, per valutare l’eventuale presenza di effetti tossici. Sono stati campionati i siti di Cengio (a monte sito di bonifica), di Cengio/Saliceto (nei pressi del confine regionale, immediatamente a valle del sito di bonifica), ed i siti di Saliceto, Levice e Cortemilia. Inoltre è stato campionato anche un sito esterno, un “bianco” situato lungo il vicino Torrente Belbo, interessato anch’esso dall’alluvione ma non dal sito di bonifica.

I risultati completi dello studio approfondito e le relative conclusioni sono qui consultabili   --->Indagine sulla qualità biologica del F.Bormida di Millesimo sulla base delle componenti fitobentonica (diatomee) e dei macroinvertebrati bentonici, integrata  con rilevamenti chimico-fisici e saggi ecotossicologici. 

 

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