reti monitoraggio

Le reti di monitoraggio della radioattività ambientale

Le reti di monitoraggio della radioattività ambientale costituiscono lo strumento operativo attraverso il quale è possibile valutare l'impatto radiologico prodotto sull'ambiente e sulla popolazione da attività antropiche o dalla presenza di sorgenti naturali di radioattività.

Una rete di monitoraggio è costituita essenzialmente da un insieme di punti di campionamento di matrici ambientali e alimentari a cui vengono associate frequenze minime di campionamento.

Le reti vengono perfezionate sulla base di un accurato studio ambientale e vengono gestite attraverso uno specifico programma di campionamento. Per l'analisi dei campioni vengono scelti metodi di prova adeguati a soddisfare i requisiti stabiliti da oppurtune strategie di controllo.

Le reti di monitoraggio della radioattività ambientale sono gestite da ARPA Piemonte ai sensi dell’art. 104 del D. Lgs. 230/95 e della Legge regionale n. 5 del 18 febbraio 2010. Esse sono organizzate in:

- Rete nazionale/regionale, che di fatto costituisce l’articolazione piemontese della rete nazionale RESORAD (Rete di Sorveglianza della Radioattività Ambientale), coordinata a livello tecnico da ISIN.

- Reti locali di monitoraggio dei siti nucleari, attive intorno ai tre siti piemontesi di Bosco Marengo (AL), Saluggia (VC) e Trino (VC). Permettono di monitorare l'impatto radiologico prodotto dal normale esercizio degli impianti nucleari e di segnalare tempestivamente eventuali anomalie.

- Rete di Allarme Gamma Piemonte (RAGAP), istituita nel 2007 e costituita da 29 stazioni di misura della radiazione gamma, distribuite su tutto il territorio piemontese. Questa rete è uno strumento di prevenzione per situazioni anomale o incidentali in corso, in quanto è in grado di monitorare in tempo reale i livelli di dose gamma ambientali. Dal mese di marzo del 2011 i dati della rete RAGAP sono integrati con i dati delle altre reti gamma presenti sul territorio nazionale e partecipano al sistema comune europeo Eurdep (http://eurdep.jrc.ec.europa.eu/Basic/Pages/Public/Home/Default.aspx)

- Rete di monitoraggio delle acque destinate al consumo umano, istituita ai sensi del D.Lgs. 28/2016, che recepisce la Direttiva 2007/51/EURATOM che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.

 

 

 

La rete nazionale/regionale di monitoraggio della radioattività ambientale

 

Le reti di monitoraggio della radioattività ambientale prevedono il campionamento e la misura della radioattività in svariate matrici ambientali (particolato atmosferico, deposizione umida e secca, acque superficiali, sedimenti lacustri e fluviali, muschi e licheni, ecc.) e nelle matrici alimentari rilevanti per la dieta umana (cereali, latte, carne, pesce, frutta e verdura).

I campioni ambientali sono prelevati direttamente da ARPA, mentre i campioni alimentari sono in gran parte prelevati dalle strutture di prevenzione del sistema sanitario (SIAN - Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – e Servizi Veterinari) secondo un piano di campionamento stilato annualmente da ARPA Piemonte sulla base di indicazioni fornite da ISIN e dalla Regione Piemonte.

Scopo principale delle rete è l’identificazione dei radionuclidi artificiali presenti nell’ambiente che, allo stato attuale, sono principalmente il Cs-137, lo I-131, e, in misura minore, lo Sr-90. In alcune matrici ambientali (suolo, sedimenti) si misurano ancora deboli tracce di Plutonio, disperso in atmosfera durante i test nucleari degli anni ’50-’60 del secolo scorso.

Il Cs-137, radionuclide di origine artificiale con tempo di dimezzamento piuttosto lungo (circa 30 anni) deve la sua presenza principalmente all’incidente di Chernobyl del 1986: si riscontra ancora nelle matrici ambientali (suolo, sedimenti, deposizione umida e secca) e più raramente e in concentrazioni molto più basse in quelle alimentari ( in particolare nel latte e nella carne).

Lo I-131, con un tempo di dimezzamento di soli otto giorni, deve la sua presenza in alcuni matrici ambientali (acque e sedimenti fluviali) al fatto che viene utilizzato in ambito ospedaliero per terapia e diagnostica.  Tuttavia nel 2011, in occasione dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, sono state misurate deboli tracce di I-131 anche in atmosfera.

La recente Deliberazione della Giunta Regionale (DGR 23-6389 del 19/01/2018 che sostituisce la DGR 17-11237 del 09/12/2003), in applicazione della Legge Regionale n. 5 del 18/02/2010, stabilisce i ruoli di Regione, Arpa e ASL nella stesura dei piani di campionamento, nel prelievo dei campioni e nell'effettuazione delle misure, nonchè la comunicazione dei risultati. 

 

Rapporti Tecnici e pubblicazioni

Quale struttura di Arpa se ne occupa?

Normativa

Rete di allerta per il monitoraggio in tempo reale della radioattività ambientale in Piemonte

 

Arpa Piemonte ha installato una rete automatica di monitoraggio della radiazione gamma basata su sensori Geiger-Mueller (29), dislocati su tutto il territorio regionale. Scopo di tale rete è quello di ottenere in tempo reale (ogni 10 minuti) un dato sui livelli di radioattività presenti in atmosfera, con un particolare riguardo ai possibili rilasci provenienti dagli impianti nucleari transfrontalieri: sono state perciò privilegiate le installazioni lungo l’arco alpino, anche se non sono state trascurate le aree a più elevata densità demografica. La particolarità della soluzione proposta risiede anzitutto nell’integrazione della rete di sensori gamma con le stazioni della rete meteo idrografica, anch’essa gestita da Arpa Piemonte: la trasmissione dati radiometrici avviene infatti assieme a tutto il pacchetto dati meteo idrografici acquisito dalla stazione, tramite ponte radio UHF attraverso un sistema di ripetitori. I dati rilevati confluiscono, sempre in tempo reale, al Centro Funzionale dell’ARPA Piemonte, dove vengono visualizzati, elaborati, archiviati e gestiti ai fini della valutazione delle emergenze.

Nella figura che segue sono mostrati i punti di misura della rete Geiger ARPA Piemonte.

 

Mappa_Geiger2.jpg

 

Punti di misura della rete Geiger dell’ARPA Piemonte

 

Per per ogni centralina dislocata sul territorio è stato valutato il fondo medio, da cui poi sono state ricavate apposite soglie di allarme sito specifiche e definite come soglia di allarme e soglia di calcolo. La soglia di allarme indica quel livello che se superato occorre mettere in allarme il tecnico reperibile per la valutazione della natura e dell’entità del superamento. La soglia di calcolo indica quel livello a cui, se superato, si debba fare una valutazione dosimetrica della radiazione, per la verifica del rispetto della normativa che indica in 1 mSv/anno il limite del valore di dose a cui la popolazione non deve essere sottoposta.

CHE COS'E' IL RATEO DI DOSE GAMMA IN ARIA

Il Sievert (simbolo Sv) è l'unità di misura della dose equivalente di radiazione nel Sistema Internazionale ed è una misura degli effetti e del danno provocato dalla radiazione su un organismo. La dose equivalente ha le stesse dimensioni della dose assorbita, ovvero energia per unità di massa. Nel Sistema Internazionale si ha:

 1 Sv = 1J/1Kg

 I sottomultipli del Sv sono il millisievert (mSv) (1 Sv = 1.000 mSv), il microsievert (μSv) (1Sv = 1.000.000 µSv) ed il nanoSievert (nSv) (1Sv = 1.000.000.000 nSv). I sensori della rete di monitoraggio misurano il rateo di dose equivalente in aria, cioè quanto varia nel tempo la radioattività gamma presente in aria e pertanto l’unità di misura del dato fornito dalle centraline sarà il nanosievert / ora (nSv/h) (ad esempio 100nSv/h è da interpretarsi come valore di dose equivalente di 100 nSv in un tempo di 1 ora).

 DESCRIZIONE DEL SISTEMA

 Il sensore impiegato per la misura del rateo di dose gamma è costituito da due Geiger-Mueller accoppiati. Tale sonda è in grado di operare anche in condizioni climatiche estremamente gravose (fino a un range di temperatura esterna compreso tra -40°C e +60°C) e con sensibilità elevata. La presenza nel sensore di 2 tubi Geiger consente di operare anche su ampi intervalli di ratei di dose (da 10 nSv/h fino a 10 Sv/h) coniugando in tal modo un’estrema sensibilità con la capacità di valutare correttamente, in caso di incidente, anche valori di dose molto elevati. Nella configurazione adottata, si è preferito privilegiare la sensibilità del sistema piuttosto che l’ampiezza dell’intervallo di rateo di dose. In tal modo si ottiene un dato che può essere più agevolmente impiegato per scopi di allerta in caso di emergenza.

La sonda, rivestita di alluminio anodizzato per resistere efficacemente ai fenomeni di corrosione ha un diametro di 40 mm (60 mm alle estremità) e ha una lunghezza di 544 mm, che divengono 745 mm includendo anche le parti non sensibili, che ospitano i dispositivi di interfacciamento.

In figura si riporta l’immagine di una sonda Geiger-Muller, nello specifico quella installata nella stazione meteo di Passo del Moro (VB).

DSCN0818.JPG 

Sensore Geiger-Muller sito presso la stazione meteo di Passo del Moro (VB) 

La rete risulta costituita da stazioni periferiche di rilevamento dati, dotate di strumentazione elettronica con trasmissione continua dei dati a mezzo ponte radio UHF attraverso un sistema di ripetitori. I dati rilevati confluiscono, sempre in tempo reale, al Centro Funzionale dell’ARPA Piemonte, dove vengono visualizzati, elaborati, archiviati e gestiti ai fini della valutazione delle emergenze.

I dati vengono acquisiti ogni 10 minuti e in fase di scaricamento è possibile sia avere i singoli dati che la media giornaliera. Tramite sistemi web-gis si è in grado di mappare in tempo reale tutti i dati misurati dalla rete osservativa e dei radar meteorologici. Per i dati radiometrici provenienti dalle centraline Geiger sono state sviluppate le seguenti attività:

- creazione archivio DataBase e flusso di alimentazione in continuo;

- produzione dei grafici degli andamenti temporali del parametro gamma confrontato con i livelli di riferimento;

- implementazione di un servizio di consultazione web GIS.

Nella figura seguente si riporta schematicamente il diagramma di flusso dei dati acquisite dalle centraline.

 

 Architettura_rete_Geiger2.jpg

 Architettura della rete e flusso dati

 

Tale servizio è utilissimo in caso di emergenza o presunta emergenza. Infatti in caso di superamento della soglia di attenzione presso una centralina, il Centro Grandi Rischi dell’ARPA contatta il reperibile di turno per la radioattività, che sarà in grado di seguirne l’evoluzione nel tempo e valutare se il superamento della soglia è dovuto ad un aumento effettivo del fondo o a una oscillazione casuale.

Nella seguente figura è riportato un esempio della visualizzazione dei dati via web.

 Dati_Web_Gis2.jpg

 Rappresentazione della visualizzazione dei dati tramite il sistema web GIS.

 INTERFERENZE METEOROLOGICHE E RADIAZIONE GAMMA

 Il livello di rateo di dose misurato dalle centraline è soggetto a fluttuazioni legate principalmente alle interazioni di vari contributi: componente cosmica, terrestre ed atmosferica.

La componente atmosferica gioca un ruolo fondamentale in alcune situazioni particolari quali quelle legate a fenomeni di precipitazione. La pioggia infatti produce un dilavamento del pulviscolo atmosferico a cui possono essere legati dei radionuclidi gamma emettitori, pertanto aumentando il numero di emissioni radioattive si avrà un innalzamento del livello di rateo di dose misurato dal sensore.

Nella figura sottostante si riporta un esempio che evidenzia il picco registrato dal sensore gamma in corrispondenza del picco di pioggia registrato dalla centralina meteo.

 

Rateo_Vs_Pioggia2.jpg

 

Correlazione dose – piovosità.

 

CONSULTA I NOSTRI DATI E QUELLI EUROPEI IN "TEMPO REALE" AI LINK:

DATI PIEMONTE

https://remap.jrc.ec.europa.eu/Advanced.aspx

 

rapporto 2011.pdf

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Dati rilevati

 

Nelle tabelle si riportano i valori medi per comune e per provincia del rateo di dose medio in aria dovuto al fondo di radioattività naturale

Tabella dati anni 2011-2012

Tabella dati anni 2013

Tabella dati anni 2014

Tabella dati anni 2015

 

 


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Pulsante rete allerta gamma

Pulsante rete allerta gamma
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Quale struttura di Arpa se ne occupa?

 

Le attività di valutazione, analisi e monitoraggio della radioattività ambientale in Piemonte sono di competenza di una delle tre Strutture Semplici del Dipartimento  Rischi fisici e tecnologici, la Struttura Semplice "Radiazioni ionizzanti e Siti nucleari":

 

Dipartimento Rischi Fisici e tecnologici
Struttura Semplice Radiazioni ionizzanti e Siti nucleari
Via Jervis, 30 – 10015 Ivrea (TO)
Tel. 0125 64511 fax. 0125 645358
E mail: ionizzanti.siti.nucleari@arpa.piemonte.it

Indirizzo PEC: radiazioni@pec.arpa.piemonte.it

Dirigente responsabile: Laura Porzio

 

Le principali prove effettuate sulle matrici ambientali ed alimentari sono accreditate per la conformità alla norma UNI EN ISO 17025 dall’Ente di accreditamento ACCREDIA con Certificato n. 0203.

 

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Dati reti radioattività del 10 Settembre 2012-evento di Fessenheim

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il monitoraggio radiologico in Piemonte post chernobyl

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Normativa

 

Europea

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 297/2011 della Commissione del 25 marzo 2011 che impone condizioni speciali per l’importazione di alimenti per animali e prodotti alimentari originari dal Giappone o da esso provenienti, a seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima – G.U.C.E. n. L 80 del 26 marzo 2011.

Raccomandazione della Commissione n. 120 del 20 febbraio 2003 sulla protezione e l’informazione del pubblico per quanto riguarda l’esposizione risultante dalla continua contaminazione radioattiva da cesio di taluni prodotti di raccolta spontanei a seguito dell’incidente verificatosi nella centrale nucleare di Chernobyl – G.U.C.E. n. L 47 del 21 febbraio 2003.

Raccomandazione della Commissione n. 473 dell’8 giugno 2000 Applicazione dell’art.36 del trattato Euratom riguardante il controllo del grado di radioattività ambientale allo scopo di determinare l’esposizione dell’insieme della popolazione - G.U.C.E. n. L 191 del 27 luglio 2000.

Regolamento CE n° 616/2000 del Consiglio del 20 marzo 2000 che modifica il regolamento (CEE) n. 737/90 relativo alle condizioni d'importazione di prodotti agricoli originari dei paesi terzi a seguito dell'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Cernobil - G.U.C.E. n. L 75 del 24 marzo 2000.

Regolamento CEE n° 737/90 del Consiglio del 22 marzo 1990 relativo alle condizioni d'importazione di prodotti agricoli originari dei paesi terzi a seguito dell'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Cernobil - G.U.C.E. n. L 82 del 29 marzo1990.

Regolamento (EURATOM) n. 2218/89 del Consiglio del 18 luglio 1989 recante modifica del Regolamento (Euratom) n. 3954/87 che fissa i livelli massimi ammissibili di radioattività per i prodotti alimentari e per gli alimenti per animali in caso di livelli anomali di radioattività a seguito di un incidente nucleare o in qualsiasi altro caso di emergenza radioattiva – G.U.C.E. n. L 211 del 22 luglio 1989.

 

 

Italiana

 

Decreto Legislativo 9 maggio 2001, n. 257 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 maggio 2000, n° 241, recante attuazione della direttiva 96/29/Euratom in materia dio protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti - G.U. n. 153 del 4 luglio 2001.

Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano - G.U. n. 41/L del 3 marzo 2001.

Decreto Legislativo 26 maggio 2000, n. 241 Attuazione della direttiva 96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti - G.U. n. 140/L del 31 agosto 2000.

Decreto Legislativo 26 maggio 2000, n. 187 Attuazione della direttiva 97/43/EURATOM in materia di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche - G.U. n. 105/L del 7 luglio 2000.

Decreto Legislativo 17 marzo 1995, n. 230 Attuazione delle direttive Euratom 80/836, 84/467, 89/618, 90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti - G.U. n. 74 del 13 giugno 1995.

Legge n. 1860 del 31 dicembre 1962 e s.m.i. Impiego pacifico dell’energia nucleare - G.U. n. 27 del 30 gennaio 1963.

 

 

Regionale

 

Legge Regionale n. 5 del 18 febbraio 2010 Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti - B.U. n. 8 del 25 febbraio 2010.

Determinazione Dirigenziale Direzione 27 n. 75 del 26 maggio 2005 Linee Guida per la sorveglianza e il controllo delle acque destinate al consumo umano – D.Lgs. 2 febbraio 2001 n. 31 e s.m.i.

Deliberazione Giunta Regionale n. 23-6389 del 19 gennaio 2018 Legge regionale 18 febbraio 2010, n. 5 "Norme sulla protezione dai rischi da esposizione alle radiazioni ionizzanti" . Direttive per le attività di controllo ambientale della radioattività di origine naturale e ambientale - B.U. n. 6 del 8 febbraio 2018.

 

 

Rapporto radioattività ambientale anno 2012

Rapporto sulle reti di monitoraggio della radioattivita’ ambientale e sull’attivita’ di vigilanza - anno 2012

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MedieGeiger2015.pdf

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Rapporto radioattività ambientale anni 2015-2016

Rapporto radioattività ambientale 2015-2016

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La rete di monitoraggio delle acque destinate al consumo umano

Il D.Lgs. 28/2016, attuazione della Direttiva 2013/51/EURATOM che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano, indica dei livelli di parametro per la dose totale indicativa dovuta al consumo di acqua (0,1 mSv/anno), per la concentrazione di trizio (100 Bq/l) e per quella di radon (100 Bq/l). La dose totale indicativa non è una grandezza misurabile direttamente, ma si può calcolare conoscendo la concentrazione di tutti i radionuclidi presenti nell'acqua, moltiplicandoli per lo specifico coefficiente di dose (che dipende sia da radionuclide che dall'età del consumatore di acqua) e facendo la sommatoria. Per consentire di verificare il rispetto del limite di dose senza essere costretti a misurare tutti i radionuclidi la legge ha individuato un parametro di screening, che è la concentrazione di attività alfa e beta totale. Il valore di riferimento per l'attività alfa totale è di 0,1 Bq/l e per l'attività beta è di 0,5 Bq/l. Questi valori sono stati scelti in modo che se le concentrazioni di attività alfa e beta totale sono al di sotto sarà certamente rispettato anche il limite per la dose indicativa. Se ciò non accade non necessariamente il limite di dose indicativa viene superato. Occorrerà effettuare analisi di approfondimento, volte a identificare i radionuclidi presenti nel campione, per poter poi effettuare il calcolo esplicito della dose indicativa.

Arpa Piemonte svolge da più di una decina di anni analisi di attività alfa e beta totale, trizio e radon nelle acque della Regione, sia potabili che superficiali. Nel 2017, dopo l'uscita del D.Lgs. 28/2016, quest'attività ha avuto un nuovo impulso. L'Arpa Piemonte ha stilato una relazione preliminare riassumendo tutti i dati derivanti dall'attività pregressa (IR706 del 13/02/2017) e sulla base di questa è stato concordato un piano di monitoraggio con la Regione Piemonte. Tale piano di monitoraggio (Piano di monitoraggio radioattività acque 2017) ha previsto solamente le analisi di attività alfa e beta totale e di radon. Per le prime il campionamento è stato effettuato dalle ASL competenti territorialmente, mentre il campionamento per le analisi di radon è stato effettuato direttamente da Arpa. Le analisi di trizio, ai sensi dello stesso D.Lgs. 28/2016 e del decreto applicativo DM 2 agosto 2017, non sono strettamente obbligatorie. Per quanto riguarda il territorio piemontese, non essendoci significative fonti artificiali di trizio ed essendo le concentrazioni ambientali molto basse, è stata decisa l'esenzione di questo tipo di analisi. Parziale eccezione a ciò, a titolo precauzionale, è l'acquedotto del Monferrato, in quanto il campo pozzi è prossimo al sito di nucleare di Saluggia. Per l'anno 2018 è stato definito da ARPA e AASSLL un programma di monitoraggio che è stato recepito dalla Regione Piemonte con la DGR 115-6307 del 22/12/2017. Questo piano di monitoraggio, ai sensi del DM 2 agosto 2017,  prevede che la totalità dei campioni, siano suddivisi tra controlli esterni (effettuati dalle ASL e dall'ARPA) e controlli interni (a carico dei gestori degli acquedotti). I 420 campioni previsti sono quindi stati suddivisi secondo questo criterio: all'ASL/ARPA spettano quindi 278 campioni mentre ai gestori i restanti 142 (vedi Piano effettivo di monitoraggio).

I risultati della totalità delle misure effettuate dal 2005 ad oggi è visibile sul geoportale di Arpa Piemonte al link:

http://webgis.arpa.piemonte.it/Geoviewer2D/?config=other-configs/radioattivita_config.json

 

Rapporti tecnici e pubblicazioni

Quale struttura di Arpa se ne occupa?

Normativa

 

 

toret

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Relazione radioattività acque IR706

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Piano di monitoraggio radioattività acque 2017

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DGR 115-6307

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Piano effettivo acque 2018

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Articolo trizio nel percolato

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Articolo attività alfa e beta totale nelle acque piemontesi

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Articolo acqua di Lurisia

Articolo acqua di Lurisia - Leggi il resto

Documentazione

Documentazione acque

Normativa acque

Europea

Direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio del 22 ottobre 2013 che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano - G.C.E. L296/12 del 7 novembre 2013.

 

Italiana

D.Lgs. 28/2016 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano - G.U. n. 55 del 7 marzo 2016.

DM 2 agosto 2017 Indicazioni operative a carattere tecnico-scientifico, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28 - G.U. n. 212 del 11 seteembre 2017.

 

Regionale

DGR 115-6307 del 22 dicembre 2017 Attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto del Ministro della Salute 2 agosto 2017 e nel decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28. Approvazione del programma regionale di controllo per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano - B.U. n. 5 del 1 febbraio 2018.

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