Argomento del mese - Radiazione ultravioletta

Arpa Piemonte svolge attività di monitoraggio ambientale finalizzate alla valutazione dell’esposizione umana a radiazione ultravioletta (UV).

Tali attività riguardano sia la radiazione naturale, dovuta al sole, che la radiazione artificiale emessa da lampade impiegate in diversi settori, dall’illuminazione ad alcuni processi industriali e ad alcuni utilizzi sanitari ed estetici.

 

Come viene valutata l’esposizione della popolazione alla radiazione ultravioletta solare?

Il parametro utilizzato per esprimere i livelli di esposizione alla radiazione UV solare è l’indice UV, sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per indicare, in modo semplice e sintetico, i potenziali effetti che l’esposizione a radiazione solare può causare sulla salute umana e incoraggiare le persone a proteggersi adeguatamente.
L’Indice UV viene rappresentato con una cifra e un pittogramma. La cifra indica il valore dell’Indice UV, ossia l’intensità della radiazione UV. Il pittogramma a destra del numero illustra il comportamento da adottare in presenza di questo valore. Più alto è l’Indice UV, maggiore dovrà essere la protezione.

pittogramma raggi uv

 

Come viene effettuato il monitoraggio della radiazione UV solare?

Presso le stazioni di Ivrea, Pallanza e Sestriere vi sono appositi strumenti di misura, denominati radiometri, che forniscono valori di indice UV rappresentativi dell’esposizione sull’intero territorio regionale.

I dati dei radiometri consentono anche di validare i valori di Indice UV previsti teoricamente da Arpa per mezzo di appositi modelli e pubblicati sul bollettino.

 

E’ possibile conoscere l’intensità dell’esposizione della popolazione a radiazione UV solare?

Esistono limiti per l’esposizione a radiazione UV solare?

No, non esiste alcuna normativa nazionale che fissi limiti per la popolazione a radiazione ultravioletta e, in particolare, alla radiazione UV solare. Siccome tale radiazione è classificata come agente sicuramente cancerogeno dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) l’esposizione deve comunque essere ridotta per quanto possibile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, ad esempio, di limitare i periodi di esposizione al sole nelle ore di maggiore insolazione (dalle 12 alle 15) e di usare indumenti protettivi con particolare attenzione ai bambini.


Ci sono altre sorgenti, oltre al sole, che possono causare significative esposizioni della popolazione a radiazione UV?

Molte sorgenti artificiali, quali ad esempio lampade usate in fari per illuminazioni di grandi ambienti, lampade di Wood, lampade per abbronzatura artificiale presentano emissioni significative di radiazione ultravioletta. Tra queste, quelle usate per l’abbronzatura artificiale, rappresentano una importante fonte di esposizione sia per l’entità di emissione UV che per il numero di persone che risultano esposte a seguito dei trattamenti estetici.


Esistono norme che regolamentano l’utilizzo di apparecchi per l’abbronzatura artificiale?

Il D.M. n. 110 del 9/05/2011 impone che gli apparecchi utilizzati nei centri estetici rispettino le norme tecniche CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e, in particolare, la norma CEI EN 60335-2-27 (2013) ”Sicurezza degli apparecchi elettrici d'uso domestico e similare. Parte 2: Norme particolari per gli apparecchi per il trattamento della pelle con raggi ultravioletti ed infrarossi”.

Tale norma impone tra l’altro che l’intensità della radiazione UV emessa dagli apparecchi rispetti determinati valori limite.


Sono stati effettuati controlli sugli apparecchi per abbronzatura artificiale utilizzati nei centri di estetica?

Arpa Piemonte effettua annualmente estese campagne di controlli, in collaborazione con le ASL regionali, verificando sovente una diffusa non conformità nelle apparecchiature esaminate.
I risultati delle campagne effettuate tra il 2009 e il 2011, pubblicati anche sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Health Physics, hanno evidenziato che su un campione di circa 100 apparecchiature prodotte da 15 diversi costruttori, più dell’80% presentavano emissioni UV superiori a quanto indicato dalla norma.

Per approfondimenti

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